Divisi dai loro genitori

Divisi dai loro genitori

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Le conseguenze della dura politica del governo americano sull’immigrazione che da tempo avanza al grido di ” tolleranza zero” sta separando le famiglie che raggiungono il confine tra Stati Uniti e Messico. I figli, anche piccoli, vengono strappati dai propri genitori che stanno cercando e sperando in una nuova vita negli Stati Uniti e abbandonati in rifugi governativi. Famiglie che, varcano illegalmente il confine perché fuggono da persecuzioni e terribili violenze, molto spesso in partenza dall’America Centrale. In questi giorni l’indignazione che ha scosso le coscienze, ha permesso la diffusione, anche in Italia, di una fotografia dove un bambino piange, imprigionato in una gabbia molto stretta, le manine serrate tra le maglie di ferro, con lo sguardo volto oltre le sbarre, alla ricerca di un volto familiare.

 La voce dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite è l’ultima a schierarsi a favore dei piccoli detenuti “Sulle misure che portano alla separazione dei bambini dalle loro famiglie, siamo molto preoccupati e abbiamo espresso questa preoccupazione. I governi di molti Paesi ricchi hanno adottato una retorica spregevole sulla migrazione, ignorando il loro dovere di aiutare le persone in fuga dalla guerra o dalle persecuzioni”. La separazione di famiglie che cercano asilo è una chiara e grave violazione dei diritti umani, che rende vittime sia i genitori sia i bambini, e rappresenta inoltre una violazione degli obblighi degli Stati Uniti secondo il diritto d’asilo.

Trump, mantiene la sua ferrea posizione e con i soliti toni bruschi e decisi sentenzia: “Gli Stati Uniti non saranno un campo di accoglienza per migranti e non saranno un centro di detenzione per profughi. Vedete cosa sta accadendo in Europa, non possiamo permetterlo anche negli Usa“.

Il pianto e le grida disperate dei piccoli separati dai loro genitori al confine non sembra smuovere l’ideologia trumpiana che non vuole fare passi indietro sul pugno duro verso i flussi migratori dal Messico. Le storie strazianti e i traumi derivati dalla detenzione e separazione forzata dai loro genitori non creano indecisioni al presidente che tra l’altro incurante delle polemiche sollevate in tutto il mondo rimane convinto che: “Voglio risolvere la separazione delle famiglie e non voglio che i bambini siano sottratti ai loro genitori ma quando persegui i genitori per il loro arrivo illegale bisogna togliere loro i figli” .

Ci suona familiare?  Vogliamo prendere esempio?

Questo tipo di politica è crudele, orribile e immorale.  Fa male al cuore vedere molti piccoli e piccolissimi, tenuti nelle gabbie, con coperte di emergenza per tenersi al caldo, un calore indotto, non certo associabile a quello confortante e naturale delle braccia delle proprie madri, aggiunto alla tenerezza di un sorriso che creano quel legame profondo. I piccini obbligati dentro centri di detenzione in attesa del giudizio di espulsione hanno inorridito il mondo e ci auguriamo che l’atrocità dei metodi adottati venga presto abbandonata a favore di scelte più umane.

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