Stagione teatrale 2018\2019 MUST – Musco Teatro di Catania

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Di seguito la nuova rassegna teatrale del “MUST – Musco Teatro” 2018\2019

24 e 25 NOVEMBRE 2018
LA CREATURA DEL DESIDERIO
di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
dall’omonimo racconto di Andrea Camilleri edito da SKIRA
con
Valeria Contadino – David Coco
regia Giuseppe Dipasquale

22 e 23 DICEMBRE  2018
LA GENTE DI CERAMI
Racconti di Vincenzo Cerami adattati da Aisha Cerami
con
Massimo Wertmuller  – Anna Ferruzzo
Alessio Mancini     flauto/chitarra
Sergio Colicchio tastiera/fisarmonica
musiche Nicola Piovani
costumi Silvia Polidori
disegno luci Danilo Facco
regia Norma Martelli

29 e 30 DICEMBRE 2018
SERATA CAPODANNO 31 DICEMBRE 2018 (FUORI ABBONAMENTO)
CARI E STINTI   
Di A. Tosto, M. Mignemi, R.Trovato;
con  Mimmo Mignemi, Angelo Tosto, Riccardo Maria Tarci;
Regia:Mimmo Mignemi , Angelo Tosto

13 e 14 APRILE 2018
CARTA STRACCIA
Con Pino Strabioli e Sabrina Knaflitz
Scritto e diretto da Mario Gelardi

18 e 19 MAGGIO 2019
Claudio Greg Gregori 
AGGREGAZIONI
Scritto e diretto da Claudio ‘Greg’ Gregori
cene di Andrea Simonetti
con una band diretta dal Maestro Attilio Di Giovanni

Rassegna MUST – MONOFEST FOOD AND THEATRE

DATA DA DEFINIRE
SIGNIFICAR MANGIANDO
Di Autori Vari
Con
Edoardo Siravo e Silvia Siravo
Regia Edoardo Siravo
Al vibrafono Alberto Asero

DATA DA DEFINIRE
A TAVOLA DA EDUARDO
Testi di Eduardo De Filippo
Con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini
Regia Mariano Rigillo

DATA DA DEFINIRE
AMLETO IN TRATTORIA
Con Mimmo Mignemi  – Valeria Contadino
Regia da definire

RASSEGNA PALCO OFF
Le voci del Teatro – Aut-Attori del nostro tempo

sabato 10 –  domenica 11 novembre ‘18
COME UN GRANELLO DI SABBIA
Giuseppe Gulotta, storia di un innocente

sabato 1 domenica 2 dicembre ‘18
COME SONO DIVENTATO STUPIDO
Commedia brillante sull’intelligenza

sabato 9 domenica 10 febbraio ‘19
ILIADE
di Omero

sabato 30 domenica 31 marzo ‘19
OPEN
tratto da OPEN del tennista Andrè Agassi

RASSEGNA COMICS

16,17,18 NOVEMBRE 2018
SERGIO SGRILLI

15,16,17 FEBBRAIO 2018
TOMMY TERRAFINO

1,2,3 MARZO 2018
NUZZO DE BIASE

5,6,7, APRILE 2018
SERGIO VESPERTINO

CARTELLA STAMPA

RASSEGNA MUST

24 e 25 NOVEMBRE 2018
LA CREATURA DEL DESIDERIO
di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
dall’omonimo racconto di Andrea Camilleri edito da SKIRA
con
Valeria Contadino – David Coco
regia Giuseppe Dipasquale

Nel 1912, un anno dopo la morte di Mahler, la sua giovane vedova, considerata la più bella ragazza di Vienna e allora poco più che trentenne, incontra il pittore Oskar Kokoschka. Inizia una storia d’amore fatta di eros e sensualità, che sfocerà ben presto in una passione tanto sfrenata quanto tumultuosa. Viaggi, fughe, lettere, gelosie e possessività scandiscono i successivi due anni, durante i quali l’artista crea alcune fra le sue opere più importanti, su tutte La sposa del vento.
Ma la giovane donna è irrequieta e interrompe brutalmente la relazione. Kokoschka parte per la guerra con la morte nel cuore.
Al suo rientro in patria, traumatizzato dal conflitto e ancora ossessionato dall’amore perduto, decide di farsi confezionare una bambola al naturale con le fattezze dell’amata. Questa è la storia.
La creatura del desiderio è di questa  storia una versione in cui Andrea Camilleri, in modo del tutto originale – come sempre – e umanamente sensibile, racconta di Kokoschka e Alma Mahler, cioè delle sensibilità diverse, eppur concorrenti, che hanno temprato il Novecento europeo. Questo racconto rappresenta un’indagine sul passato recente del Continente e sulle sue presumibili maturazioni. Nel nuovo lavoro l’ossessione d’amore costruisce una finzione umana» e l’occasione teatrale darà certo lo spunto a conversazioni non casuali sulla civiltà che si sta sviluppando in Europa e la cui prima radice non è stata finora tratteggiata con serenità distaccata. Ancora una volta la drammaturgia sarà firmata a quattro mani da Andrea Camilleri e da Giuseppe Dipasquale, che ne curerà la regia.

22 e 23 DICEMBRE  2018
LA GENTE DI CERAMI
Racconti di Vincenzo Cerami adattati da Aisha Cerami
con
Massimo Wertmuller  – Anna Ferruzzo
Alessio Mancini     flauto/chitarra
Sergio Colicchio      tastiera/fisarmonica
musiche Nicola Piovani
costumi Silvia Polidori
disegno luci Danilo Facco
regia Norma Martelli

“…svagato ma complice davanti al tumultuoso mare di teste umane che mi colma di un’emozione deliziosa e nuova…mi abbandono alla contemplazione dello spettacolo esterno della folla”.  Vincenzo Cerami

Una serata in compagnia delle parole di Vincenzo Cerami, anzi in compagnia della Gente di Cerami. Una lettura scenica di brevi racconti, tratti dalla raccolta La Gente, che si nutre della poetica lucida, spietata e complice del celebre scrittore de Il borghese piccolo piccolo. L’occhio indiscreto dell’autore si ferma a scrutare attimi, ritagli di vita quotidiana dei protagonisti e li scopre nella loro intimità, nel dolore o nel sollievo, nella sorte avversa o nella fortuna e così, per gioco, ne ricostruisce la storia.
Vite comuni dove, tra le pieghe della banalità, vive l’ombra di un’altra possibilità. Un popolo muto di piccoli antieroi a cui Anna Ferruzzo e Massimo Wertmuller, attraverso le parole del poeta,  danno voce. Fa da cornice la musica “ceramiana” di Nicola Piovani eseguita da Alessio Mancini e Sergio Colicchio.

29 e 30 DICEMBRE 2018
SERATA CAPODANNO 31 DICEMBRE 2018 (FUORI ABBONAMENTO)
CARI E STINTI   
Di A. Tosto, M. Mignemi, R.Trovato;
Regia:Mimmo Mignemi , Angelo Tosto
con  Mimmo Mignemi, Angelo Tosto, Riccardo Maria Tarci;

“Questo spettacolo ci è sfuggito di mano!
Lo ammettiamo e ci scusiamo con tutti. Chiediamo perdono ai puristi, agli illuminati, agli illuministi, agli intellettuali, a quelli che hanno studiato il teatro sui libri per decine di anni, capendoci poco o niente, a quelli che, invece, lavorano e scrivono bene e hanno cose belle e profonde da regalare alle platee. Ci buttiamo ai piedi dei Professori, dei filosofi, dei “templari” dell’arte teatrale, dei giornalisti che hanno creduto di poter scrivere per il teatro, dei bravi letterati che hanno sbattuto la testa contro la messa in scena dei propri infelici copioni. A loro chiediamo perdono in lacrime! Vi giuriamo che non era nostra intenzione arrivare a tanto.
Non l’abbiamo fatto apposta!
Chi l’avrebbe mai detto, quindici anni fa, il 25 aprile del 1997, quando “Cari e stinti” andò in scena per la prima volta, che se ne sarebbe parlato tanto e per tanti anni?
Siamo mortificati!
Noi, allora, volevamo solo divertirci per qualche settimana. Prendere in giro gli amici teatranti della nostra città. Volevamo farci quattro risate per sfogarci, per alleviare il fetore della “palude”, per uscire dalle “sacre regole” e dagli “schemi conformi” e per provare che eravamo ancora persone vive. Ci era sembrato trasgressivo violare le più elementari regole del “teatro vero”, che ben conoscevamo, per calarci, senza vergogna, nel regno della goliardia e della commedia priva di rigore artistico e dignità intellettuale.
Insomma, ci aspettavamo di essere lapidati per la nostra impura, irriverente e irritante “monelleria”!
Invece che ci succede?
Questo “scherzo teatrale”, senza quasi né capo né coda, ha immediatamente successo. Piace! Piace per motivi diversi! Piace al grande pubblico, che non ha troppe pretese. Sta bene agli spettatori colti e competenti, perché è sfacciatamente fuori dai binari. Piace ai critici, che percepiscono un gioco talmente antico, da sembrare una grande novità. Piace ai colleghi teatranti che ne colgono il filo diretto con la Commedia dell’arte. Piace in Sicilia, dall’est all’ovest. Piace in Italia, dal nord al sud. Piace in Svizzera. A Milano, a Genova, a Bologna, a Bergamo… è un trionfo.
E cosi noi rimaniamo spiazzati!
Siamo certi che Shakespeare e Pirandello, nella tomba, stiano ballando il samba al pensiero che il nostro sia uno spettacolo di successo, ma non possiamo non riproporlo “a grande richiesta” per il quindicesimo anno!
Di nuovo tante scuse a qualcuno e buon divertimento a tutti! Anche a noi, ragazzacci, eredi di Capitan Fracassa!”

13 e 14 APRILE 2019
CARTA STRACCIA
Con Pino Strabioli e Sabrina Knaflitz
Scritto e diretto da Mario Gelardi

Teresa e Agostino sono due fratelli che a malincuore sono costretti a convivere e a gestire un piccolo laboratorio di carta nel centro di Roma. Siamo nel 1968, la città cambia, il mondo cambia e anche la vita dei due fratelli che, a causa degli scarsi affari, decidono di ritornare al loro paese natio.
É l’ultimo giorno di lavoro, tra resti di carta e valige pronte, irrompe a casa loro Remo, un nipote semisconosciuto, figlio di una sorrellastra che non vedono da tempo.
Remo è come il ’68, una vera rivoluzione per le vite dei due fratelli. Agostino e Teresa decidono di non lasciare più Roma e di accogliere quel nipote gioioso e solare che, col passare dei giorni, sembra quasi dominare le loro vite.
Tra gelosie e ripicche i due fratelli iniziano a rendersi conto che quel bellissimo nipote nasconde un segreto, un segreto che invano cercano di scoprire, ammaliati come sono dai modi e dall’allegria di Remo.
É la piccola storia italiana di quei giorni che, irromperà nella vita dei due in un imprevedibile finale.

18 e 19 MAGGIO 2019
Claudio Greg Gregori 
AGGREGAZIONI
Scritto e diretto da Claudio ‘Greg’ Gregori
cene di Andrea Simonetti
con una band diretta dal Maestro Attilio Di Giovanni

Greg debutta come solista in un monologo da lui scritto, AgGregazioni, tratto dal suo omonimo libro, trasformato in pièce teatrale e impreziosito dalla band diretta dal M° Attilio Di Giovanni al pianoforte. AgGregazioni narra, con scanzonato stile noir anni ‘40, la squallida parabola esistenziale di un ragazzetto della periferia romana. Un insolito Greg accoglie il pubblico con il monologo sul Danno del Tabacco di Cechov, per poi trasformarsi in un detective filoamericano che conduce le indagini tra viscide sagrestie e sordidi locali notturni. Una parte di grottesco, due di cinismo, una spruzzata di salacità e un twist di Cechov: questa la ricetta dell’irresistibile cocktail umoristico proposto da Greg.

RASSEGNA MUST MONOFEST
FOOD AND THEATRE

Monofest è una rassegna che vuole sposare due elementi del piacere: la vista e il gusto. Si tratta di un festival improntato sulla combinazione di teatro, nelle sue varie forme dalla prosa alla musica, e la degustazione di prodotti enogastronomici.

Che gusto hanno le parole? Come le preferiamo? Dolci o amare? Condite o schiette? Proverà a svelarcelo Monofest , rassegna che associa al gioco teatrale quello della cucina. Infatti, ad ogni spettacolo verrà associato in food-concept che sarà degustato dal pubblico, prima, dopo o durante lo spettacolo.
Monofest  sarà fulcro di aggregazione cultural-gastronomico sotto il segno della creatività  collocandosi come  appuntamento mensile nuovo nel panorama degli eventi culturali della città di Catania.
Foodtheatre, Teatro da gustare, sulla chiave del dialogo, del duetto espositivo che viene accompagnato ad ogni appuntamento da un percorso goloso fra teatro per deliziare il palato e nutrire la mente, è un appuntamento nuovo nel panorama degli eventi culturali della città di Catania.
Il cibo come un modo di creare maggiore intimità con il pubblico per una nuova forma di esperienza teatrale, dove Gusto, Olfatto e Vista sono intrinseci alla memoria, alla narrazione e alla cultura.

DATA DA DEFINIRE
SIGNIFICAR MANGIANDO
Di Autori Vari
Con
Edoardo Siravo e Silvia Siravo
Regia Edoardo Siravo
Al vibrafono Alberto Asero

Mangiare non significa solo appagare la sensazione di fame ma è anche convivio – nel senso latino del termine – piacere, consolazione, rifugio. Il problema del cibo è sempre stato il problema principale dell’uomo fin dall’antichità, tanto che molti autori hanno cercato una sintesi fra parole e sapori. I grandi classici della letteratura da Omero a Shakespeare hanno scritto opere intrise di momenti conviviali, di ricette, di cibo perché ciò che ha a che vedere con il cibo ha a che vedere con la vita.
Edoardo Siravo e Silvia Siravo, padre e figlia nella vita, colleghi in palcoscenico, ci raccontano attraverso la voce di vari autori della letteratura mondiale il senso del cibo nella vita e nell’arte. Con arguzia e ironia, divertimento ed evocazione cavalcheranno le cucine letterarie dei più intriganti autori che si sono occupati di cibo nelle loro opere.
Da Achille Campanile che in ” le seppie con i piselli” tra il divertente e lirico ci ragguaglia dell’alchimia del mare e della terra e descrive quest’accoppiamento come, “i loro destini siano legati ”. In “La cura dell’uva” Campanile discute la scoperta e benefici dei fichi col prosciutto o il melone col prosciutto in modo comico. Ad esempio, quando parla di benefici per la salute di mangiare quest’accoppiamento, dice: “Volete paragonare un’iniezione di antidolorifico a un piatto di melone e prosciutto?”
La cavalcata letterario culinaria continua con le pagine ben note di Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo” e la ricetta timballo di maccheroni  la sera in cui nella grande sala del ballo entrò Angelica con la sua bellezza italiana, con la sua fisicità prorompente poco raffinata ma assai conturbante. Il nipote del principe, Tancredi, si innamora di lei; il principe la osserva rapito dalla sua spontaneità e dalla sua bellezza. Inizia la serata, le candele illuminano la tavola sontuosa, entra il timballo di maccheroni che l’autore così magistralmente descrive:
“L’oro brunito dell’involucro, la fraganza di zucchero e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.” 
Non manca la lirica di Gozzano che nella poesia “Le golose”, ha le idee chiare quando descrive le donne. È il nostro vero poeta-amante, quello da cui imparare con che sguardo guardare le donne e avvicinarsi. Con le sue amanti è sempre di enorme complicità, non le usa, le ammira, le rimpiange, è un modello di seduzione e di contemplazione legato anche al cibo e alla “gola”. Questa, che è forse la sua poesia più paradossale sulle donne, dà al giovane in cerca di modelli un buon modo di intendere la bellezza.
Non mancheranno le incursioni in Poesia con il  Trilussa de ” La statistica” , e quelle nella musica con le  ricette di Gioacchino Rossini.

DATA DA DEFINIRE
A TAVOLA DA EDUARDO
Testi di Eduardo De Filippo
Con Mariano Rigillo e Cicci Rossini
Regia Mariano Rigillo

Eduardo pertanto porta sulla scena le tradizioni della cucina napoletana vuole sul palco teatrale cibo vero da mangiare, tavole imbandite con diverse vivande, il ragù fumante, rigatoni, tacchino, cappone, pesce, la frittata di cipolle o le cipolle soffritte, il caffé scaldato, la pastasciutta, la frutta, ecc. La scenografia per Eduardo deve dunque esprimere il concetto del <<verosimile>>. Essa è tanto realistica quanto teatrale e come dichiara Franco C. Greco la rappresentazione teatrale in Eduardo “tende, a cogliere la verità attraverso la teatralizzazione del reale”; le pietanze che non sono per nulla finte scenografiche devono richiamarci alla memoria un ambiente realistico e familiare. Si pensi al pranzo domenicale in “Non ti pago” (1940), o a quello presente in “Sabato, domenica e lunedì” (1959); al banchetto in “Napoli milionaria” (1945), alla tavola apparecchiata in “Filumena Marturano” (1946); alla mensa dei poveri del I atto in Miseria e nobilt�, alle scene dei pranzi in “Le bugie con le gambe lunghe” (1947); in “Mia famiglia” (1955); in “Il Sindaco del Rione Sanit�” (1960); o ancora ricordiamo il caffè in “Natale in casa Cupiello” (1931), che secondo Luca “fete ‘e scarrafune”. Il protagonista rimprovera la moglie Concetta perché non è in grado di preparare un buon caffè:<<Concè ti sei immortalata! Che bella schifezza che hai fatto! [ ] Non ti piglià collera Concè. Tu si una donna di casa e sai fare tante cose. Per esempio ‘a frittata c’ ’a cipolla, come la fai tu non la sa fare nessuno. E’ una pasticceria. Ma ‘o ccaffè non è cosa per te. [ ] Non lo sai fare e non lo vuoi fare, perché vuoi risparmiare. Col caffè non si risparmia. E’ pure la qualità scadente: chisto fete ‘e scarrafune…>>. L’importanza del caffè è altresì evidente nell’ opera “Questi fantasmi” (1946); nel “cerimoniale del caffè” notiamo infatti quanto il caffè assumi una valenza di primo ordine; esso viene solennemente decantato da Pasquale Lojacono nel II atto mentre parla con l’immaginario dirimpettaio il prof. Santanna. “Il caffè simboleggia piccole pause di piacere dopo una dura giornata, è un momento di relax strappato alla fatica quotidiana; contro i dissapori della vita ci vuole una tazza di caffè”. 

DATA DA DEFINIRE
AMLETO IN TRATTORIA
Con Valeria Contadino, Mimmo Mignemi
Regia da definire

“Amleto in trattoria” tratteggia con ironia il “dilemma” della contraddittoria condizione esistenziale attraverso una virtuosistica ballata di incalzante comicità. Un crescendo ed intrecciarsi di doppi e tripli salti mortali verbali. Battute sagaci e paradossali, fra sense e nonsense.
Tratto da Achille Campanile, Amleto in trattoria si inserisce perfettamente nel mood di Monofest, food and theatre poiché nello spirito di Campanile si mesce sapienza, sapori, buon umore e gusto della battuta comica.
Scrittore di narrativa e di teatro, giornalista e critico televisivo, Achille Campanile ha percorso quasi tutto il Novecento, dagli esordi, negli anni Venti, sino alla fine degli anni Settanta, rappresentando e interpretando, sempre in modo ironico, il costume e l’essenza stessa della nostra società. Tra le numerose e fortunate prove letterarie ricordiamo “Se la luna mi porta fortuna”, “La moglie ingenua e il marito malato”; per il teatro, tra le tante, le celebri “Tragedie in due battute .
Quando gli si chiedeva come fosse nata la sua vocazione d’umorista, amava ricordare sempre un episodio personale. «Io credo – spiegava – sia stata soprattutto una rivincita. Mio padre, che lavorava nel cinema muto, mi portava spesso con sé, facendomi conoscere grossi personaggi: Lucio D’Ambra, Fausto Maria Martini, Pirandello… Ero timidissimo, non riuscivo a spiccicare parola. Dopo quegli angosciosi incontri mi diceva: “Ma perché fai queste figure da cretino? Dì almeno una battuta, una frase spiritosa”. Io pensavo: me ne vengono in mente tante, ma non ho il coraggio di dirle… le scriverò; vedrete se non sarò capace di scriverle. Così sono diventato umorista».

RASSEGNA PALCO OFF
Le voci del Teatro – Aut-Attori del nostro tempo

sabato 10 –  domenica 11 novembre ‘18
COME UN GRANELLO DI SABBIA
Giuseppe Gulotta, storia di un innocente
con Salvatore Arena
testo e regia di Salvatore Arena e Massimo Barilla
produzione Mana Chuma Teatro (Reggio Calabria)

A 18 anni Giuseppe Gulotta, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Gulotta ha vissuto 22 anni in carcere da innocente e 36 anni di calvario con la giustizia, fino al 10° processo di revisione , che lo ha definitivamente riabilitato.

sabato 1 domenica 2 dicembre ‘18
COME SONO DIVENTATO STUPIDO
Commedia brillante sull’intelligenza
con Corrado Accordino, Chiara Tomei
Alessia Vicardi, Daniele Vagnozzi
drammaturgia e regia di Corrado Accordino
dal romanzo di Martin Page
produzione Teatro Binario 7 (Monza)

Antoine ha una grave malattia: l’intelligenza. È una persona particolarmente dotata, più della media, e ha capito che la sua curiosità intellettuale è una condanna. Tenta varie strade per risolvere la sua difficoltà fino a quando prenderà la decisione definitiva, diventare stupido.

sabato 9 domenica 10 febbraio ‘19
ILIADE
di Omero
con Corrado D’Elia
progetto e regia di Corrado D’Elia
produzione Compagnia Corrado D’Elia (Milano)
ESSERE MITI, QUESTO VUOL DIRE ESSERE FORTI (OMERO)

Ascoltare Iliade davanti ad un moderno cantore, ad un nuovo aedo, vuol dire ripercorrere quel filo che collega mito, epica, narrazione e presente.  I sentimenti degli esseri umani non hanno tempo. E l’amore e l’odio che Omero cantava, le gesta dei grandi uomini, le loro passioni, sono i medesimi di oggi con la stessa potenza dirompente e il loro essere sentimenti assoluti. L’umanità del mito dunque, di cui ancora oggi ognuno di noi è intriso fino al midollo. Da lì infatti veniamo tutti.

sabato 30 domenica 31 marzo ‘19
OPEN
tratto da OPEN del tennista Andrè Agassi
con Mattia Fabris e Massimo Betti alla chitarra
produzione ATIR Teatro (Milano)

Agassi è stato il numero 1 al mondo, ma odia il tennis.
Attraverso questo incredibile conflitto, Open racconta la storia non solo di un tennista, ma anche di un uomo che, mentre diventa inesorabilmente uno dei tennisti migliori di tutti i tempi, cerca di rispondere alla domanda madre di tutte le domande: “chi sono io? Chi è l’uomo André Agassi? Una domanda con la quale ogni uomo, più volte nel corso della vita, si trova a confrontarsi. Così Open diventa storia universale, epica, commuovente, ricca di suspense, e quanto mai appassionante.

RASSEGNA COMICS
16,17,18 NOVEMBRE
SERGIO SGRILLI

Classe ’68, nasce e cresce in riva al mare della Maremma Toscana. Poca voglia di studiare sui libri e troppa di imparare dalla Vita, si consacra autodidatta per necessità e, giovanissimo, sale sul palco con un sogno: la musica. Vive appieno il movimento del ’68… ma in realtà è l’82 ed è proprio questo anacronismo che lo segnerà per sempre. Suona e fa di tutto, suona di sera perchè di giorno lavora. Lavora e fa di tutto, per mangiare e suonare la sera. Nel ’90 sposa a tempo pieno la sfera artistica creativa e, “chitarra e sacco a pelo”, gira per anni tra località turistiche italiane e un po’ di mondo. Musica, sub, moto, mare, cibo, neve, fango, sesso, birra e cose inenarrabili, sono le passioni che creano incontri e interazioni con gli altri, che ne modificano l’animo. I viaggi, i traslochi, il vivere e lavorare in giro fanno il resto.
Nel ’96 si ferma a Milano dove inizia a colmare le varie lacune tecniche con stage e corsi mirati. Da lì a poco l’incontro e l’integrazione nella realtà cabaret del locale Zelig.
Schivo e distante dallo showbiz, si vanta di essere l’unico comico della sua generazione a non aver scritto un libro. Resisterà? Difficile rinchiuderlo in una definizione e se, inevitabilmente, il lato comico troneggia per popolarità sugli altri, è impossibile capire Sergio senza tener conto dello Sgrilli musicista, cantante, attore, regista, interprete, autore, improvvisatore, essere pensante. Polemico e anarchico, ama la semplicità in tutti i diversi piani di lettura che la possono comporre.
Da sempre punta tutto sul rapporto con il pubblico, sull’approccio live. In una parola: VITA!
Alla domanda “Chi è Sergio Sgrilli?” lui risponde: “Una mente pensante”.

15,16,17 FEBBRAIO
TOMMY TERRAFINO

Sono nato il 27 luglio del 1974  a  Santeramo (Ba), residente a Noicattaro (Ba) e trasferito a Turi (Ba) (leader nella produzione della   “Ciliegia Ferrovia”, non c’entra nulla, ma sono amico intimo del presidente della Pro Loco). Sin dalla nascita, come si può ben capire,  sognavo di fare il “giramondo”. Da quando ho sposato una vegana sogno di fare il “girarrosto”. Il personaggio del “Vegano” non fa parte solo di uno show ma è un vero e proprio stile di vita, che mi sono trovato ad affrontare non per scelta ma  per l’imposizione di una moglie ecologista, ambientalista, animalista, e sta… continuando con la salvaguardia di tutti gli esseri viventi tranne me! Mi piace definirmi….un comico BioCompatibile, e tutto sommato mi fa anche comodo che  se una battuta fa cacare….la posso sempre usare per la concimazione!!!!! Mi ha anche convinto a trasferirmi in campagna . Ho chiesto: ma è lontano? E lei: un isolato! Non avevo capito che l’ isolato ero io! Ha detto :”amore vedrai questa  vita ti piacerà è una vita salutare!!” Cacchio è vero….  ho salutato amici e parenti,e mi sono trasferito a 5 km dal primo centro abitato.Da adulto ho passato un decennio a girovagare  piazze, locali e clubs – cabaret di tutta  Italia col duo comico “Savino e Terrafino”, dopodiché decido di intraprendere la carriera da solista. Ho voluto cominciare il percorso cercando di curare artisticamente  ogni piccola sfaccettatura della mia persona, partecipando a corsi di Dizione – Recitazione – Tip Tap  – Danza moderna – Espressione Corporea  e  Facciale .Da solista, partecipo e vinco diverse manifestazioni di Cabaret ,in ultimo l’edizione 2014 del Festival del Cabaret di Martina Franca , passando nel cast fisso del “Risollevante Tour”. Ho frequentato vari laboratori di cabaret in Puglia e Campania.Frequentando “Sipariando” del Tam Tunnel Comedy Club  sono stato notato, dal “patron” Nando Mormone (oltre che da due signore attempate in prima fila) che mi ha inserito nel cast de “Il Boss dei Comici” su La7. Per quanto mi riguarda al  Tam Tunnel Comedy Club non ho trovato solo un luogo di sperimentazione ed esercitazione artistica, ma una “ Famiglia Creativa” così da strutturare il nuovo personaggio “L’ADDETTO” del Centro Commerciale. Da li il passo è stato breve all’esordio nel 2016 a “Made in Sud” su Rai2 , del quale mi onoro di farne parte a tutt’oggi.

1,2,3 MARZO
NUZZO DE BIASE

Dopo il successo di “Paradossi e Parastinchi” Nuzzo Di Biase tornano in teatro con una commedia francese romantica e spregiudicata. I destini dei protagonisti, Michele e Silvia, si incrociano in un’agenzia matrimoniale, dove i due vanno non per cercare l’anima gemella, ma per svolgere il loro onesto lavoro di impiegati. Sono singles che vendono felicità ai loro clienti, ma che vivono un’esistenza piuttosto monotona e insignificante. Quando, per via di internet, più nessuno cercherà le loro consulenze amorose, questi “Cupidi” dal contratto a termine, saranno costretti a posare le frecce e ad intraprendere un viaggio introspettivo che li porterà a sedersi al di là della scrivania; perché un problema può scatenare reazioni a catena dalle conseguenze imprevedibili e costringere due timidi ad uscire dal guscio per affrontare la vita. In questa commedia dell’autore francese David Foenkinos, si ritrova tutto il suo universo, pieno di fantasia e di humor. Riflessioni sulla coppia, sulla solitudine, sulla paura della felicità, sul divorzio e sull’arte di ballare il tango!

5,6,7, APRILE
SERGIO VESPERTINO

Nato ad ottobre del 1962, a Palermo,  è considerato uno dei migliori attori di teatro comico siciliano. La sua carriera artistica e professionale comincia nel 1990 come capocomico del fortunato quartetto cabarettistico dei Treeunquarto, con il quale conosce un grande successo personale. Dopo dieci anni  lascia il gruppo, ormai popolarissimo, per dedicarsi all’affinamento della propria preparazione artistica di attore di teatro.
Nel novembre del 2000 conosce Turi Ferro con cui lavora allo spettacolo La Cattura (ultima rappresentazione del grande maestro del teatro siciliano). Successivamente si affianca ad altri grandi artisti teatrali come Riccardo Garrone, Giulio Brogi, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Anna Malvica  Il suo teatro è frutto di una sapiente manipolazione di repertori tradizionali, popolareschi e monologhi di parola che gli permettono di esprimere sempre e in maniera originale le sue indiscusse qualità istrioniche e attoriali.  Intanto arriva la televisione ed il cinema e la sua carriera artistica è un susseguirsi di partecipazioni sul piccolo schermo e su grande schermo. Tra le partecipazioni televisive in RAI ed in  Mediaset dal 1990 ad oggi ricordiamo numerose fiction Rai1 tra cui “La mafia uccide solo d’estate”,  “Squadra antimafia 3”“il segreto dell’acqua”,“Provenzano”“il Caravaggio trafugato”, “il  Commissario Montalbano”, “Io sono Libero, il coraggio di un uomo che ha reso la Sicilia più libera” ,“Agrodolce”,“La vampa di agosto”,“Il gioco delle tre carte”, “Il senso del tatto”,“Felicia” , “Rosy Abate”  e nel 2018 “Rocco Chinnici. E’ così live il tuo bacio sulla fronte”  Con grande successo di pubblico e di critica,  è impegnato in numerose tourneè in Teatri nazionali.

ABBONAMENTO MUST*

a scelta  4 SPETTACOLI                                                          50,00 €
a scelta  5 SPETTACOLI                                                          60,00 €
intero    8 SPETTACOLI                                                                      100,00 €

ridotto (giovani sotto 26 e over 65)  4 SPETTACOLI             40,00 €
ridotto (giovani sotto 26 e over 65)  5 SPETTACOLI                         50,00 €
ridotto (giovani sotto 26 e over 65)  8 SPETTACOLI                          80,00 €

AZIENDALI

intero  4 SPETTACOLI                                                            45,00 €
intero  5 SPETTACOLI                                                            55,00 €
intero  8 SPETTACOLI                                                            90,00 €

ABBONAMENTO MUST + PALCO OFF +  COMICS

intero  8 SPETTACOLI A SCELTA                                           100,00 €

*GLI SPETTACOLI SONO A SCELTA

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