COME RINGRAZIAMO GLI EROI

COME RINGRAZIAMO GLI EROI

Print Friendly, PDF & Email

Avvelenato da mani umane, quelle stesse che lui ha cercato e salvato. Così è morto Kaos, il pastore tedesco, di poco più di tre anni, impegnato nel salvataggio delle vittime del terremoto del Centro Italia. Del resto, era solo, un cane, che importanza ha per l’essere umano che ad Amatrice, Norcia e Campotosto aveva corso, fiutato, abbaiato, scavato e segnalato la presenza di persone sotto le macerie?

Il suo corpo, senza vita è stato trovato proprio dal suo istruttore Fabiano Ettorre, nel giardino di casa, a l’Aquila, dove viveva amato.  Aveva lanciato un appello, a seguito della sua ingiustificata assenza. Invano. Poi la scoperta che il suo bellissimo Kaos, era senza vita, a causa di un veleno, che non gli ha lasciato scampo.   Lo stesso scrive su Facebook: “Ciao amico mio !!!!! Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina…continua il tuo lavoro lassù continua a cercare dispersi, a salvare vite umane… Non provare odio per chi ti ha fatto ciò, anzi se un domani avrà bisogno aiutalo sii superiore e quanto ti guarderà negli occhi e vedrà che sei tu il suo Salvatore morirà lentamente da solo…. Kaos ne abbiamo viste tante … aiutati tanti e tanti non ci siamo riusciti… hai lavorato giorno e notte, quando è servito non ti sei mai risparmiato…sei stato un amico fedele abbiamo condiviso e diviso casa.. divano .. tutto .. corri amico mio corri non ti fermare un giorno ci abbracceremo nuovamente.”

Nonostante tutto, il suo compagno umano, gli scrive di non odiare e continuare a salvare le persone, raro esempio di interazione armonica e alla pari, purtroppo il nostro retaggio culturale preferisce  spesso, stabilire un rapporto di sfruttamento, di imposizione, di superiorità. Sfortunatamente, solo una minoranza umana parte dal presupposto che un rapporto dialogico costruisce un ponte comunicativo con l’altro, che vede il mondo in maniera diversa. L’altro, infatti, è immerso nell’habitat in modo differente, ha una diversa cognizione della realtà ed ha una differente modalità di muoversi ed interagire con il mondo circostante. Ma una relazione di questo tipo dona all’uomo un importante “valore aggiunto“ costituito proprio da tutte queste diversità. Un cane ha necessità di cure parentali ma ricambia con rispetto e fedeltà illimitata.

E Kaos, infatti, era stato protagonista di numerosi interventi di salvataggio in quel martoriato territorio. Infaticabile, aveva lavorato fianco a fianco con il suo compagno umano, infaticabile come solo un cane sa esserlo, aveva cercato e scavato giorno e notte. Un angelo peloso che non si era risparmiato per aiutare altri amici come li considerava lui. Invece, proprio un uomo lo ha ucciso, vigliaccamente, avvelenandolo. Chissà se fra quelli che ha salvato non ci sia proprio lui, uno dei tanti a cui ha ridato la vita, che poi, per “ricompensa”  gliel’ha tolta. Chiedeva un biscotto o una semplice carezza,  ha ricevuto veleno.

La rabbia e lo sconforto lasciano il posto all’amarezza sulla questione dell’intensificazione delle pene che riguardano i maltrattamenti, lo sfruttamento e i crimini contro gli animali. Gli animalisti e tutti coloro che credono fermamente che il rapporto tra esseri umani e animali debba essere paritario lottano da anni affinchè la sensibilità verso quelli che abbiamo definito “amici a quattro zampe” vengano rispettati come meritano. Se gli animali sono in grado di provare felicità, provano anche il sentimento opposto, l’infelicità e il dolore, non solo quello fisico ma quello che noi umani definiremmo del cuore. A volte basta guardare un cane abbandonato, un gatto in strada, una tigre nella gabbia di un circo o un orso recluso in uno zoo per rendersene conto. Di conseguenza se non è ancora stato legalizzato serve un rafforzamento sulla tutela degli animali a partire da una modifica del codice civile e penale. In caso contrario la lista nera continuerà e non sarà valsa nemmeno questa vittima a rincuorare il cuore del suo amico umano: “Per Kaos tenevo la porta di casa sempre aperta, una porta che non riesco ancora a chiudere perché spero di vederlo rientrare“.

Arrivederci Kaos, nonostante tutto, ti ringraziamo e piangiamo, sicuramente in troppo pochi ma sinceramente addolorati per la tua scomparsa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*