Trionfo delle falsità

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Bufale o fake news compaiono a destra e a manca in quest’era della comunicazione social. Che senso hanno e qual è il loro scopo? È un fenomeno tutto moderno, che sovraccarica e confonde il fruitore, e allora come distinguere il vero dal falso? Siamo diventati dei creduloni inconsapevoli e non siamo in grado di verificare ciò che leggiamo e guardiamo?

L’uso interattivo dei nuovi media ha coinvolto e trasformato in qualche modo anche gli strumenti tradizionali offrendoci la possibilità di un’espressione aperta a tutti, contrapponendoci ad un dominio dell’informazione di pochi come in passato.  Trasmettere e comunicare corrisponde infatti a dominio e potere. La possibilità di far rete ha ricevuto un’amplificazione notevolissima con la diffusione di Internet che è diventato un luogo di comunicazione e di scambio reciproco. Ma possiamo evitare di abboccare alle bufale?

La recentissima fake ci mostra Salvini che si fa i selfie ai funerali delle vittime del ponte Morandi e a Amatrice, pochi giorni dopo il terremoto del 2016 si affermava che il Governo abbassava la magnitudo per non pagare i risarcimenti. Una delle false notizie girate intorno al drammatico tema dei terremoti in Italia. La presenza dalla sottosegretaria Maria Elena Boschi e della presidente della Camera Laura Boldrini ai funerali del boss mafioso Totò Riina ha indignato gli italiani. E sono solo alcuni esempi. Tenere il conto di quante siano le bufale è impossibile. Da tempo è diventata una scoraggiante consuetudine vedere il web e i social media pieni di notizie false, distorte o inventate, sul fronte scientifico, politico, sanitario e anche umano che molto spesso diventano virali, ovvero condivise attraverso i social network.

Notizie false che mescolano bugia a verità e che vengono create appositamente ed utilizzate come strumenti strategici per aumentare il proprio prestigio o per attirare attenzione negativa verso altri, ma che rapidamente si diffondono, senza ostacoli, coprendo enormi distanze e arrecando due danni: al lettore e al sistema dell’informazione.

Su cosa fanno leva queste notizie? Sul fatto che sono nuove, straordinarie e sicuramente suscitano emozioni negative, di repulsione, paura e stupore. Le notizie vere vengono associate a maggiore riflessione. Insomma il gusto del paradosso dell’assurdità è presente nell’animo dei lettori e favorisce l’accettazione senza porsi troppe domande riguardo alle informazioni che sono abbastanza vicine all’autenticità. Siamo attratti dal sensazionalismo e nella velocità dello scorrimento i titoli forti fanno presa, catturano l’attenzione e alimentano gli algoritmi delle piattaforme che premiano i contenuti in grado di rimbalzare velocemente da un profilo all’altro. Ci sono interessi economici di molti soggetti coinvolti, i siti guadagnano con l’aumentare dei clic e le piattaforme ingrassano con la maggior visibilità, un terreno fertilissimo basato sulla velocità di diffusione.  L’obiettivo delle fake dunque è semplice, fare soldi, di conseguenza combatterle richiede uno sforzo, uno spirito critico, una capacità di analisi che non sempre chi s’informa su internet possiede. Come difendersi? Incrociando le informazioni, affidandosi agli esperti che possano garantire la qualità e la bontà delle informazioni che leggiamo. Soprattutto sui social network e gironzolando in rete, dobbiamo imparare a navigare consapevolmente, verificando fonti e firme e assumendoci la responsabilità di quanto condividiamo. Il valore dei contenuti non è un di più, ma un obbligo che ci si aspetterebbe dai media riguardo una corretta informazione rispetto al passato, perché se è vero che non sono più soltanto i giornalisti a fare informazione si dovrebbe, comunque, partire sempre da un dato oggettivo non travisato. Solo così al lettore potrà essere riconosciuto un diritto ad una corretta informazione che purtroppo ad oggi ancora non esiste.

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