23 agosto 1978

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Una grandissima Mina pseudonimo di Anna Maria Mazzini, nel suo ultimo concerto. Su quel palco della Bussola in Versilia gli ultimi appalusi. Quant’anni fa la sua ultima apparizione pubblica, il suo ultimo appuntamento con il pubblico, entrato nel mito. La sua ultima apparizione live poi ha scelto di uscire di scena anche se la sua musica resta per sempre con noi.

La sua carriera aveva preso il via proprio in Versilia, e da lì dove tutto ebbe inizio che lei, la grande stella della musica italiana, con la sua inconfondibile voce, potentissima, bella e seducente, sceglie l’invisibilità entrando nella dimensione della narrazione fantastica. Si sottrae agli occhi degli spettatori, scegliendo di rimanere viva e incisa solo nella memoria.  La sua sparizione, in questo caso simbolica, alimenta quel fascino indiscusso e misterioso. Per noi, che oggi, nell’era della voracità mediatica mettiamo tutto in piazza, alla mercé di occhi voluttuosi di ogni dettaglio, è impensabile che proprio lei, la grande voce che conosce tutti gli acuti, la Tigre di Cremona, dalla grande popolarità che riempiva pagine e pagine di settimanali, si sottragga ai fans, si dia alla fuga.  Eppure da quando si è assentata è ugualmente presente. Non passa giorno che non si parli di lei. Lei che, nonostante l’esilio, rimane la cantante italiana più popolare, amata, celebrata e mitizzata di sempre. Ancora oggi è considerata la regina incontrastata della musica leggera italiana, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Una leggenda che continua a sfornare album fino a un totale di 1500 brani e 150 milioni di dischi venduti, praticamente un successo dopo l’altro. Lo stesso successo di quando compariva in Tv, faceva spettacoli, appariva sulla stampa e rilasciava interviste. Una donna che ha fatto della sua bellezza imperfetta un simbolo dal fascino travolgente. Una donna che ha saputo fare dell’artista un’icona senza tempo. Una donna che ha voluto rimanere tale scindendo coraggiosamente le due parti, quella artistica sotto i riflettori della notorietà e quella umana, più riservata, non sovraesposta, dedicata solo a se stessa e a chi ama, insegnandoci che l’arte e lo showbusiness possono essere due cose distinte e separate. E se la sua valutazione fosse corretta?

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