Profughi sequestrati al porto di Catania

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Tre giorni sulla nave “Diciotti”, centosettantasette profughi sequestrati al porto di Catania ed usati da Matteo Salvini come ricatto alla UE: si deve sapere prima dove “smistarli” perché l’Italia ormai non ne può più ospitare.
Al personale slogan “prima gli italiani”, Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e Vicepresidente del Consiglio, ha conquistato tutti quei siciliani ed italiani che si dichiarano “stanchi” di tutti gli extracomunitari che invadono i loro spazi facendo emergere quel sentimento razzista ed intollerante già profondamente radicato in loro.
La nave Diciotti della Guardia costiera italiana, con 177 profughi a bordo di cui 27 minori non accompagnati, è bloccata per il terzo giorno consecutivo al porto di Catania senza aver ricevuto l’autorizzazione a farli scendere.
L’iniziativa “CataniAccoglie” porta la firma di Silvio Laviano, Nellina Laganà, Giusy Marraro, tre artisti molto conosciuti nel panorama artistico catanese che hanno espresso la volontà di coinvolgere altri artisti in questa encomiabile iniziativa.
Scrive sul suo profilo Facebook Laviano:
“VENI… CA TI OFFRU N’ARANCINU”(vieni che ti offro un arancino). Ecco la frase che ogni amico vorrebbe sentirsi dire appena si “sbarca” a Catania.
“Ieri sera con grande dispiacere personale e da cittadino riflettevo sulla gravità del fatto che 177 esseri umani fossero bloccati al Porto di Catania senza poter sbarcare in attesa di una risposta lenta ad arrivare e quindi privati dell’accoglienza che è simbolo della Città di Catania, città che nei secoli ha sempre privileggiato la condivisione della sua bellezza e la forza del dialogo e della convivenza di culture diverse. Mi piacerebbe che noi catanesi comprassimo subito 177 arancini (facemu ducentu va’ – facciamo anche 200) e almeno 600 olivette di Sant’ Agata e andassimo tutti insieme al Porto ad ACCOGLIERE. Certo! Anche arancini al burro, e anche qualche pasta di mandorla. Su Andiamo! Muvitivi col cuore!(muovetevi con il cuore)”. Spiega pure il perché della scelta dell’arancino: “Molti mi chiedono perché un arancino! Perché e’ simbolo di amicizia, di condivisione, di cibo da “viaggio”. In merito alla diffusione di questo prodotto nel mondo, si possono rintracciare le origini nel fenomeno della emigrazione di siciliani all’estero, almeno nella sua fase iniziale, che fondarono rosticcerie nei luoghi in cui si stabilirono portando con sé i prodotti regionali”.
Al molo 19 del porto di Catania non sono arrivati 177 arancini ma sono stati molto più numerosi: una folla di gente “buonista” (così li chiama la gente sui social in atto di insulto poiché sottintende una sottile e celata ipocrisia da parte loro), ha manifestato contro l’arroganza di un ministro che afferma di voler pensare prima agli italiani (italiani che stanno ancora aspettando qualche passo di miglioramento, di cambiamento), che usa i social per aizzare le “masse” catapultando l’Italia e la Sicilia a circa ottant’anni indietro.
Basti ricordare gli ultimi fatti di cronaca: violenti attacchi razzisti gratuiti ed impensabili, “L’un contro l’altro armati”.
In questi giorni sui social si è scatenata una vera guerra fatta di insulti, attacchi feroci utilizzando epiteti squallidi ed inqualificabili. Il colore nero scatena paure (di malattie), rabbie, ossessioni, discrimanazioni, intolleranza.
Alle ore 20,30 di ieri sera, CataniAccoglie si riunisce AL PORTO DI CATANIA, per dimostrare in modo pacifico che Catania è una città accogliente e i catanesi un popolo libero, aperto e disposto alla Cultura del Dialogo. Si era coscienti che sarebbe stato impossibile condividere un “arancino” con i migranti, ma si desidera evidenziare, attraverso un simbolo catanese, l’accoglienza di una parte della comunità cittadina con lo scopo di comunicare pubblicamente e civilmente il desiderio di un “porto aperto” a Catania.
Nella notte e dopo i numerosi appelli, sono stati fatti sbarcare i 27 minori non accompagnati. Mentre il governo rimane in silenzio e l’Unione Europea ribadisce (per il terzo giorno) che “i contatti sono intensi a tutti i livelli per trovare una soluzione al più presto”.
All’evento, molto partecipato rispetto agli altri dei giorni precedenti, si sono uniti diverse associazioni e cooperative dell’accoglienza, i rappresentati della Cgil di Catania con il segretario Giacomo Rota, il segretario del Pd Maurizio Martina e quello di Possibile, Pippo Civati. Nel pomeriggio è salito a bordo per un’ispezione anche il procuratore capo di Agrigento, Luigi Pratonaggio, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di illecito trattenimento di persone.
Dopo Agrigento e Catania, si è aggiunta pure la procura di Palermo ad avviare un’indagine, ma per associazione a delinquere finalizzata al traffico di uomini.
Dichiara Matteo Salvini: “Il mio obiettivo è il ‘no way’ australiano, e sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali”. Persone che il ministro definisce “illegali” ma di cui non si conosce ancora nel dettaglio lo status giuridico. “Io non temo nulla – ha proseguito il vicepremier – ho la coscienza a posto e c’è una perfetta sintonia con il premier Conte. Mi ha chiesto informazioni e io gliel’ho date mentre da ministro e da padre stavo dando indicazioni per far scendere i minori dalla nave Diciotti”.
A bordo della Diciotti è salito pure il presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Claudio Fava. Sulla nave ci sono adesso 150 persone, dopo lautorizzazione allo sbarco dei minori non accompagnati, tra cui una ragazzina. “Davanti al sequestro collettivo di persone perpetrato da Salvini – scrive Fava su Facebook – è tempo di fare sentire la voce di tutti gli italiani che ritengono la nostra Costituzione e i diritti che tutela assai più importanti dei capricci del signor ministro”.
Riccardo Magi, leader dei radicali così commenta su Twitter: ” Presenteremo un esposto alla procura di Catania. Alla Guardia costiera italiana va invece la nostra gratitudine per la professionalità e l’impegno”.
Quando le auto che trasportavano i minori ci sono passati davanti, un applauso è esploso in atto di liberazione e vittoria: un’emozione grandissima che difficilmente dimenticheremo.
E’ inaudito che un uomo si permetta di giocare con la vita della gente. Capiamo tutto, siamo consci dei problemi che in Italia si devono affrontare quotidianamente: la crisi economica, la carenza di posti di lavoro e tanto altro ma ci sono delle leggi morali che non si possono e non si devono ignorare per nessuna cosa al mondo.
Salvini abbassi i toni e alzi il dialogo, principalmente con la UE alla quale l’Italia ha voluto fortemente aderire. I principi costituzionali non si toccano!
E neppure la solidarietà e la fratellanza.
Restiamo umani. Sempre.

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