Il passo è breve

Print Friendly, PDF & Email

Tra un Salvini razzifascista e un Renzi filantropo il passo è breve: perché vi è differenza sostanziale tra chi fa marcire clandestini in mare e chi invece nei centri di accoglienza da anni: tra chi millanta un diritto di prelazione bassopopulistico e chi invece sbandiera umanità con le tasche sue (e dei suoi sodali e familiari) piene di eurini.

Tra un Toninelli che non sa gestire le emergenze e un Del Rio che riesce a crearle il passo è breve; così come è breve il passo tra chi starnazza il terremoto in Molise (nessun ferito e pochissimi danni alle case) e chi probabilmente sta sorvolando sui 2 anni di nulla ad Amatrice.
Tra chi bombarda di informazioni a cascata e chi, invece, ha già dimenticato Genova, il passo è breve, quanto due caselli fuori Treviso.
Il passo è breve, tra un risveglio civile (sempre ben accetto e ultrasperato, per ogni cosa per cui valga la pena battersi civilmente) e la sensazione che una regia subdola purtroppo ci sposti di qua e di là.

Nel frattempo, anche tra il piacere dell’estate e l’astinenza da calcio il passo è breve: porta le masse laddove c’è un unico, piccolo, amplificato schermo a colori, giusto all’angolo della piazza. Una panacea, grazie alla quale ogni passo si arresta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*