Salvini indagato per sequestro di persona

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pm Luigi Patronaggio

 Dopo dieci giorni i migranti sbarcano dalla “Diciotti”: cento profugni li accoglie al Cei, i restanti andranno in Albania e Irlanda.  Matteo Salvini è indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

La notizia delle querele arriva a Salvini a Pinzolo, alla festa della Lega ove trascorrerà qualche giorno di ferie. “Non mi ferma un pm: gli italiani sono con me. Se andiamo al voto mi prendo il Paese.  Possono arrestare me, ma non la voglia di 60 milioni di italiani, indaghino chi vogliono”. Queste sono le sue nervose  e convulse dichiarazioni.

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio  trasmette le carte della querela al tribunale dei ministri cioè un collegio formato da tre magistrati (Fabio Pilato, Filippo Serio, Giuseppe Sidoti) per compiere le indagini preliminari entro 90 giorni. Al termine di questi giorni o archivia o trasmette gli atti al pm per l’autorizzazione a procedere.

Insieme a Salvini è indagato pure il suo capo di gabinetto, il prefetto Matteo Piantedosi.

La procura di Agrigento trasmette alla procura di Palermo “per il successivo inoltro” – così è scritto in un comunicato del procuratore – “al tribunale dei ministri della stessa città”. Una trasmissione “doverosa”, ribadisce la nota della magistratura.

La svolta nell’inchiesta è arrivata nel pomeriggio, dopo l’audizione al palazzo di giustizia di Roma del capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione, Gerarda Pantalone, e del suo vice Bruno Corda. Il procuratore Luigi Patronaggio e il sostituto Salvatore Vella hanno ricostruito la catena degli ordini arrivata sino al comandante di nave Diciotti. E al termine delle audizioni, durate tre ore, è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati di Matteo Salvini. Era un atto dovuto trasmettere tutto il fascicolo al tribunale dei ministri.

Dalla piazza della località trentina il vicepremier annuncia che a settembre metterà in campo il decreto sicurezza, non lesina attacchi ai magistrati e anticipa una riforma della giustizia simile a quella berlusconiana. La gente lo applaude inneggiandolo.  “L’indagine nei confronti di Salvini è una vergogna”, scrive su facebook il ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana.

Decisa e severa la presa di posizione di Giorgia Meloni che parla di “atto sovversivo” e sollecita l’intervento di Sergio Mattarella. Sui social, esponenti e militanti Pd rilanciano un post di Di Maio quando chiedeva, via twitter, le dimissioni dell’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano quando risultò indagato per abuso di ufficio. Tanto per rinfrescargli la memoria.

Cari Italiani, cari noi tutti, prendiamo consapevolezza che ormai Salvini ha invaso TV e giornali per sottoporci ossessivamente e giornalmente il problema “migranti”. In Italia ci sono, ahimè, una miriade di altri importantissimi problemi come la disoccupazione,  la flat fax, l’inquinamento, i rifiuti, la crisi delle medie e piccole imprese, il recupero delle periferie, i mezzi pubblici obsoleti ( in collaborazione con gli enti locali), il rilancio dell’edilizia, la sistemazione di scuole e dare incentivi a giovani laureati e tanto altro.
Un ministro non si può aizzare il popolo contro la magistratura. Non può altresì denigrare  organi dello Stato. Purtroppo Salvini ignora l’esistenza del codice di procedura penale. Non facciamoci offuscare la mente dalle sue parole, attendiamo i fatti. Attendiamo che mantenga la parola data.

Attendiamo che la giustizia faccia il suo corso. Forse… Attendiamo…

Italian Deputy Premier and Interior Minister, Matteo Salvini, at the Lega party’s meeting in Pinzolo, Italy, 25 August 2018. ANSA/DANIELE PANATO

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