Il Championship è sempre più nero, nel Pro14 brilla invece la Benetton

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Quello di ieri è stato un sabato di rugby ad alto livello. In mattinata si sono disputati i due incontri del Rugby Championship, nel pomeriggio e in serata è stata poi la volta delle italiane nel Guinnes Pro14.

Come prevedibile, ad uscire vincitori dal terzo turno del “Quattro Nazioni” sono stati gli All Blacks che, pur senza strafare, hanno avuto ragione dei Pumas argentini, bravi comunque a restare in partita fino a pochi minuti dalla fine, mentre nell’altra sfida, quella che si è svolta a Brisbane, e che vedeva di fronte l’Australia e il Sud Africa, si è assistito il successo dei padroni di casa che, di fatto, ha virtualmente consegnato il titolo 2018 ai neozelandesi.

A Nelson gli All Blacks hanno la meglio, tutto sommato facilmente, su un’Argentina vogliosa ma di caratura inferiore ai padroni di casa. Sempre avanti nel punteggio, a parte i tre minuti che vanno dal 15° al 18°, cioè dalla meta di Ramiro Moyano a quella di Nehe Milner-Skudder, i neozelandesi danno l’impressione di giocare senza affanno, premendo sull’acceleratore ogni qualvolta hanno avuto voglia o bisogno di marcare. Va dato comunque merito agli ospiti per essere riusciti a restare attaccati nel punteggio fino al 70°, cioè fino alla meta di Emiliano Boffelli che aveva portato il parziale sul 32-24. Poi, negli ultimi minuti, 73° meta di Shannon Frizell e 79° meta di Jack Goodhue, i tuttineri hanno scavato il solco decisivo, portando il punteggio sul 46-24 e conquistando anche il punto di bonus.

Nell’incontro di mezzogiorno a partire forte sono i padroni di casa che già al 2° vanno in meta con il capitano Michael Hooper, ma dopo pochi minuti, prima gli Springbooks accorciano con una punizione di Elton Jantjies, poi passano in vantaggio con Bongi Mbonambi. 7-10. Il resto del primo tempo è equilibrato, pur con una leggera supremazia sudafricana. Il risultato della frazione, 17-18, lo certifica.

Il secondo tempo è invece totalmente di marca australiana, che più volte “rischiano” di violare l’area di meta sudafricana. La supremazia dei giocatori di casa è comunque sterile e porta alla causa solo 6 punti. Negli ultimi minuti c’è la reazione del Sud Africa che cerca di riportarsi avanti nel punteggio ma la difesa springbooks si dimostra insuperabile. Alla fine è un 23-17 che serve all’Australia solo per recuperare un po’ di quell’autostima persa negli ultimi tempi.

Al giro di boa la classifica vede a punteggio pieno, 15 punti, gli All Blacks, a 6 il Sudafrica, a 5 l’Australia. Chiude con 4 punti l’Argentina. Sabato prossimo sono in programma Nuova Zelanda-Sud Africa e Australia-Argentina.

Alle 18:15 e alle 20:30 è stata poi la volta delle due franchigie italiane. Per prime sono scese in campo, a Galway, le Zebre. Purtroppo senza storia la partita con il Connacht: più brillanti, più organizzati e, diciamolo pure, più forti gli irlandesi rispetto alla formazione parmigiana. Non è che i padroni di casa abbiano fatto chissà cosa, ma anche quel poco è bastato loro per portare a casa la vittoria e il punto di bonus.

Dopo un inizio tutto di marca “verde”, due le mete segnate dal Connacht in questa fase, la partita si fa più equilibrata ma al riposo si va sul 17-3.

Nella ripresa le Zebre sembrano entrare in campo con altro piglio, ma due falli nel giro di 2 minuti costano 2 gialli ai parmigiani. In 13 contro 15 è difficile resistere agli assalti degli avversari eppure in quei 10 minuti le Zebre subiscono solo una meta, riuscendo anche ad accorciare le distanze grazie ad una punizione di Carlo Canna. Paradossalmente la quarta meta irlandese arriva non appena si torna in parità numerica. Sul 27-6 la partita è virtualmente conclusa ma c’è ancora tempo per altre due mete, una per Connacht, l’altra per le Zebre, che portano il risultato sul 32-13 finale.

La partita della sera, si gioca a Monigo, è invece divertente, equilibrata e giocata a ritmi abbastanza alti, almeno per tutto il primo tempo.

Vanno subito in vantaggio i trevigiani con una punizione di Tommaso Allan, risponde poco dopo il Cardiff che impatta sul 3 pari. I biancoverdi sono in serata buona e, dopo un lungo assedio alla meta blues, al 28° segnano una bella meta con Tommaso Allan. Sul 10-3, quando sembra che la partita stia per prendere la via della Marca, i trevigiani perdono il bandolo della matassa e si fanno sotto i gallesi. Al 33°, grazie alla supremazia in mischia conquistano una meta di punizione, allo scadere allungano con un calcio di punizione. Si va al riposo sul 10-16.

A inizio ripresa una bella combinazione tra Tavuyara Ratuva, Monty Ioane e Jayden Hayward manda in meta che porta in meta Braam Stein e la Benetton sul 17-16. A questo punto la stanchezza inizia a farsi sentire e, da una parte e dall’altra, si susseguono i falli. Ad avvantaggiarsene sono gli ospiti che, a un minuto dalla fine conducono per 20-25. La Benetton prova l’ultimo assalto, Cardiff commette un fallo e si ritrova a dover difendere in 14. Nel frattempo la mischia biancoverde ha ripreso possesso del fondamentale e così si giocano una serie di mischie sui 5 blues. I gallesi commettono falli a ripetizione, dagli spalti ci si aspetta la meta di punizione, invece arriva un secondo giallo. A tempo abbondantemente scaduto Ioane riesce finalmente a sfondare la difesa del Cardiff. Sul 25 pari la vittoria passa dal piede di Allan. La posizione è angolata ma il numero 10 trevigiano centra i pali e regala un meritato successo alla propria squadra.

E dopo due turni, la Benetton, in coabitazione con Ulster guarda tutti dall’alto verso il basso. Che sia l’anno in cui poter sognare?

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