Dove sta andando il rugby siciliano?

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Sono stati pubblicati oggi i calendari dei campionati siciliani di serie C1, C2 e Under18 di rugby, e la cosa che salta subito all’occhio è la dimensione del nostro movimento: otto formazioni per la categoria U18 (San Gregorio, Cas Reggio, Amatori Catania 1963, CLC Messina, Ragusa, Briganti, Amatori Catania e la franchigia che unisce Palermo e la Nissa), nove in C2 (Nissa, Amatori Catania, Vittoria, Syrako Siracusa, Belpasso, Barcelloma, CLC Messina, Palermo e Cus Catania) e quattro in C1 (Cas Reggio, Briganti, Ragusa e Amatori Catania 1963). In pratica, 21 squadre per quattro gironi. 32 se aggiungiamo anche le 11 di Under16.

Dove sta andando il rugby siciliano, quanto meno quello senior? A leggere i numeri, sette società in C e altre tre tra serie A (Amatori Catania) e due in B (Cus Catania e CLC Messina) pare non stia andando da nessuna parte. Oppure, se si sta muovendo, lo sta facendo a marcia indietro: nessuno degli otto gironi di C1 conta meno di sei squadre ai nastri di partenza. Noi ne abbiamo quattro, e questo è un record, purtroppo negativo. Così com’è negativo il numero di società che quest’anno svolgono attività Senior, Under18 e Under16: solo quindici!

Se ci vogliamo fermare alla serie C, sono lontani i tempi in cui, era la stagione 2009/2010, a giocarsi il campionato c’erano 12 formazioni. Da allora il numero delle partecipanti si è pian piano ridotto. Fino alle quattro di quest’anno.

Non è allora giunto il momento di chiedersi se non sia stati commessi errori nelle scelte fatte e nel modo in cui è stato gestito il movimento?

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