La squadra più perfetta

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A due giorni dall’Open Day di Torino, e in occasione della presentazione ufficiale delle nuove maglie che vestiranno la Passalacqua 2018/2019, abbiamo incontrato coach Gianni Recupido per un’ultima chiacchierata prima dell’inizio della stagione.

Allora, Gianni, soddisfatto di questo precampionato, nonostante le sconfitte nelle ultime quattro amichevoli?
Le amichevoli lasciano il tempo che trovano, anche perché sono le occasioni in cui si possono fare esperimenti. E poi a me non piace vincerle perché altrimenti si rischia di partire troppo rilassati. Abbiamo approfittato di queste partite per far giocare tutte le ragazze, e a Schio siamo andati senza due straniere e addirittura nella seconda partita non ho fatto giocare nemmeno Formica, Consolini e Gianolla. Piuttosto sono preoccupato per il fatto che le ragazze siano arrivate alla spicciolata, con la Hamby che è arrivata solo due settimane fa.

Non ti sembra che al roster manchi un centro di peso?
Un centro di alto livello costa quanto noi spendiamo per l’intera squadra. Quindi è chiaro che, non potendoci permettere un investimento di quel genere, per quel ruolo scegliamo una giocatrice chi ci costa meno, riuscendo comunque a mettere in piedi una squadra competitiva e difficile da marcare per gli altri. È chiaro che con i centri più grossi noi soffriremo, ma ovviamente noi tenteremo di far soffrire anche loro. La nostra è stata una scelta equilibrata e che ci garantisce una squadra di buon livello.

Delle nuove, c’è qualcuna che ti ha più piacevolmente sorpreso?
No, le nuove arrivate si stanno tutte comportando bene. D’altra parte avevamo scelto giocatrici di cui eravamo sicuri. La Cinili l’avevo allenata anni fa e adesso l’ho trovata migliorata tatticamente e con maggiore personalità; la Gianolla è una giocatrice di grandissimo livello che ha la storia della pallacanestro sulle spalle; la Harmon non si discute.

E invece delle Under che mi dici?
Stanno pagando lo scotto di giocare con le grandi. Una cosa è giocare con le Under, dove ti viene praticamente perdonato quasi tutto, un conto è essere la nona, la decima e l’undicesima giocatrice della prima squadra. Adesso fanno parte del roster e devono subito prendere il passo delle altre e soprattutto devono continuare a lavorare perché non è che arrivando in prima squadra non hanno più nulla da imparare. Tutt’altro. La società si è presa un rischio puntando su di loro, rischio calcolato, ma pur sempre rischio. Adesso sta alle ragazze fare la loro parte.

Sabato l’avversario sarà Sesto San Giovanni. È una squadra che conosci?
Sarà un brutto cliente. Giocano insieme da diverso tempo e sono abituate a lottare e vincere insieme. Hanno inserito una straniera che l’anno scorso giocava a Torino, una delle migliori rimbalziste della stagione e che conosce bene il campionato. Noi dobbiamo giocare da Ragusa, portando sul parquet grande intensità, mettendo loro pressione, farle faticare in attacco e poi ripartire in contropiede.

Stasera a fare gli onori di casa, assente il presidente Davide Passalacqua, c’era fratello, ed ex presidente Gianstefano, che ha chiuso il suo intervento dicendo che a vincere il tricolore sarà “la squadra più perfetta”. Noi ci auguriamo che quest’anno la perfezione sia di casa a Ragusa.

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