Certe strade semideserte, raccolta di racconti, edizioni Leima

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Semplicemente superlativa: perdonatemi se inizio la mia recensione in modo iperbolico ma questa raccolta di otto racconti di cinque autori e tre autrici, tutti/e siciliani/e mi ha ammaliato sin dal primo momento e l’ho conclusa in un soffio con il sorriso nell’anima.
L’elemento che mi ha fatto innamorare di questi racconti, il loro denominatore comune, il loro fil rouge, è lo stile narrativo perfetto, originale, variegato, ironico, sono tutti/e straordinariamente bravi/e a raccontare le loro piccole, grandi storie che sono “otto modi di sentire il tempo e la vita, un incontro felice di storie diverse che spaziano dall’ironia all’intimismo, dalla memoria al sogno…”: complimenti alla casa editrice che ha scommesso su quest’antologia e ha vinto.
Un escamotage che ritengo arricchisca ulteriormente questa raccolta è l’incipit di ogni racconto che è scritto da uno/a degli/lle altri/e “colleghi”, un’idea deliziosa, un ulteriore intrecciarsi di strade che dà un valore in più; ottima è anche l’idea di porre una breve biografia dell’autore/rice alla fine del suo racconto.
E’ un libro che consiglio caldamente di leggere e regalare perché è un atto d’amore per la Sicilia, per farla conoscere a chi ancora non ha avuto questa fortuna e per farla riassaporare a chi ne è lontano/a e la porta nel cuore.
Concludo con i nomi degli/lle autori/rici, che ringrazio di vero cuore, nell’ordine in cui appaiono nell’antologia: Giacomo Cacciatore, Alessandro savna, Valentina Gebbia, Fabio Ceraulo, Elvira Seminara, Marco Pomar, Alessandro Locatelli e Maria Grazia Sclafani.

 

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