Una Passalacqua non in giornata perde in casa con Venezia

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C’era molta attesa, nell’ambiente sportivo ibleo, per la prima in casa della Passalacqua. Ma il migliaio di tifosi presenti stasera sulle tribune del PalaMinardi ha dovuto ingoiare il boccone amaro della sconfitta e rimandare alla prossima partita casalinga l’esultanza per la prima vittoria tra le mura amiche.

L’Umana Reyer Venezia è riuscita infatti ad espugnare il palazzetto ragusano, 72-75 il risultato finale, grazie a una gara nella quale, pur senza strafare, è riuscita ad approfittare dei lunghi blackout delle ragusane, mettendo a frutto la migliore disposizione a tirare da oltre la linea dei 6,75, a differenza delle padrone di casa che, quando ci hanno provato lo hanno fatto con risultati disastrosi (1 su 13). Purtroppo anche da sotto le percentuali di stasera condannano la squadra di Recupido: Soli e compagne hanno tirato da due con il 55%. Con questi numeri non si poteva certamente sperare di portare a casa i due punti.

L’inizio di partita è però equilibrato, con i due quintetti che vanno avanti punto a punto. Le difese sono aggressive, non lasciano spazio alle tiratrici e di conseguenza si segna poco. Venezia in questa fase è sempre avanti ma Ragusa le sta sempre incollata. A 3 dalla fine, per la prima volta, le biancoverdi mettono la testa avanti, ma è solo un attimo. La frazione si chiude con le lagunari avanti di 5 punti (17-22).

L’inizio di secondo quarto è tutto ragusano. Un parziale di 9 a 0 fa sognare i tifosi iblei, ma è una fiammata che si spegna al 6:30 (in quel momento il tabellone segna 26-22) quando Jolene Anderson, con un paio di triple, porta riporta avanti la propria squadra.

Al riposo lungo si va sul 30-36. Ragusa è ancora sotto ma nulla sembra perduto.

I primi minuti del terzo quarto sono di marca biancoverde e al 6:24 le ragusane impattano sul 38 pari. Adesso le maglie sono più larghe, si tira con frequenza ma, soprattutto, Venezia mette una serie di triple che taglia le gambe alle giocatrici di casa. Si arriva all’ultima sosta con la Reyer conduce per 49-59.

Quando si ritorna a giocare, nessuna delle due squadre riesce a sopravanzare l’altra. A metà tempo Ragusa è sotto di 9, qualche secondo dopo Venezia raggiunge il massimo vantaggio, 60-72.

A quel punto, non sappiamo se perché Venezia crede di aver già vinto la partita o piuttosto Ragusa ha uno scatto d’orgoglio, la Passalacqua pian pianino recupera punto su punto alle avversarie. Quando mancano 31 secondi le ragusane arrivano a -3.

Ma in quel mezzo minuto che manca al fischio della sirena, purtroppo per i tifosi biancoverdi, le giocatrici di casa sbagliano scelte tattiche e tiri. La Consolini prima commette un fallo sulla Carangelo, che però grazia le ragusane sbagliando entrambi i liberi. Poi la Hamby recupera il pallone e, invece di catapultarsi in direzione del canestro avversario, avanza come se in vantaggio fosse la propria squadra. La palla viaggia da una parte all’altra della campana, senza che nessuna riesca a tirare, o se ne prenda la responsabilità. Quando stanno per scadere i 24 secondi, e da giocare ne restano solo 10, Harmon tira (da due e non da tre) ma sbaglia. Il rimbalzo è veneziano e la partita che si chiude qui, con la gente che lascia il palazzetto con lo sguardo basso.

Se però vogliamo guardare al bicchiere mezzo pieno, aver perso di soli tre punti, pur giocando una brutta partita, con una delle favorite per la vittoria finale, non è una buona notizia? Vuol dire che, facendo appena un po’ meglio, le nostre sono in grado di battere chiunque. A cominciare già da domenica prossima.

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