Cambia la data dell’eruzione del Vesuvio

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Una nube nera e terribile squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio… dopo si abbassò…Cadeva già della cenere sulle navi tanto più calda e fitta quanto più esse si avvicinavano; già cadevano anche pomici e pietre nere, arse e frantumate dal fuoco…” parole scritte da Plinio il Giovane a Tacito per descrivere la notte tremenda dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., nel corso della quale trovò la morte anche lo zio, Plinio il Vecchio. E con quelle parole si fissava nella storia il giorno del terremoto di Pompei ed Ercolano. Una fonte attendibile, una testimonianza inconfutabile fino a oggi. Già, perché, durante gli scavi nella Regio V, una nuova scoperta all’interno della Casa con Giardino, un’incisione in carboncino ritrovata su un muro, con caratteri romani recano come data il sedicesimo giorno prima della calende di novembre, ovvero, il 17 ottobre. Ritrovamento che fa inevitabilmente slittare il giorno dell’eruzione che seppellì la città antica alla seconda metà di ottobre quindi in autunno e non come si è sempre pensato ad agosto del 79 d.c.

Un’incisione che cambia la storia. O almeno la data di quella storia.  

Secondo gli studiosi ad averla incisa un operaio bontempone, impegnato nei lavori di ristrutturazione della casa. A differenza del resto della stanze già completamente rinnovate, l’iscrizione appare in un ambiente dove ancora si stava lavorando. E proprio qui, su un muro, qualcuno ha scritto una frase goliardica.  Azione che impensabilmente per il suo autore è ora diventata parte della nostra storia. Trattandosi di carboncino, un materiale piuttosto fragile e leggerissimo, non avrebbe potuto resistere per un lungo periodo alle intemperie, pertanto, la scritta è stata eseguita non molto distante dal famoso terremoto che distrusse Pompei ed Ercolano. Plausibile, dunque che si tratti dell’ottobre del 79 d.C. o meglio, secondo la nuova ipotesi, l’eruzione sarebbe avvenuta il 24 ottobre. Una scoperta straordinaria grazie proprio a quella cenere che l’ha fissata per sempre nel tempo.

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