L’Avis di Ragusa raggiunge gli “anta”

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Correva l’anno 1978, era il mese di ottobre, per la precisione era il 23 ottobre del 1978, quando nasceva quella che è oggi la grande istituzione chiamata Avis Comunale di Ragusa. Ci sono ben 28 soci fondatori cioè uomini e donne che hanno puntato in alto, hanno creduto nelle proprie forze, hanno costruito, mattoncino su mattoncino, questa associazione conosciuta in tutto il mondo e che vanta il primo posto in Italia.

L’Avis di Ragusa consta di migliaia di donatori tra cui 204 donatori stranieri,provenienti da 36 paesi diversi, e per quanto riguarda i giovani, l’anno scorso i diciottenni che si sono iscritti sono stati il 51.4% di tutti i nati nel 1999, rispetto ai numeri nazionali. 

Dal 1978 ad oggi molte cose si sono evolute: si è cambiata sede varie volte fino ad arrivare a quella definitiva in via V. E. Orlando inaugurata nel 1998; l’acquisto dell’autoemoteca che serviva per andare a trovare donatori in tutto il territorio ibleo e che ora viene utilizzata nel periodo estivo a Marina di Ragusa; la prima donazione di piastrine in aferesi è stata fatta nel 1984 proprio a Ragusa e oggi grazie ai separatori cellulari, un po’ più aggiornati rispetto al 1984 e in linea con il progresso, si possono fare donazione di plasma, piastrine e eritroplasmaferesi.

Piccole e grandi cose hanno favorito la crescita di questa eccellenza.

Ieri presso la Camera di Commercio di Ragusa, si è svolta la celebrazione del quarantennale alla presenza del Sindaco di Ragusa, del Prefetto di Ragusa, delle forze dell’Ordine, del Presidente Nazionale, Regionale e Provinciale dell’Avis; sono accorsi ex presidenti, membri del direttivo, dirigenti, associati e centinaia di donatori e donatrici per festeggiare questo importante anniversario.

Il presidente della Comunale di Ragusa, Paolo Roccuzzo, dopo aver raccontato in modo dettagliato la storia, accompagnato da immagini che ritraevano gli step fondamentali, ha ringraziato tutti omaggiando i pilastri e le persone che hanno reso grande questa associazione sin dal primo giorno, sin da quel 23 ottobre del 1978, ed ha premiato i donatori che hanno raggiunto il traguardo delle 100 donazioni e le donatrici che hanno oltrepassato le 75. Il video, che è servito da intermezzo, con alcune immagini storiche e alquanto inedite, ha emozionato e colpito i presenti e tra risi e stupore l’applauso spontaneo, alla conclusione, è stato il miglior gesto di gratitudine e di apprezzamento.

Non meno importante, ieri è stato stipulato il patto di gemellaggio con l’Avis di Bergamo: “ Associazione che ha 90 anni di attività ed è una delle Avis che ha fatto la storia. Hanno accettato e condiviso la nostra idea e di questo ne siamo grati”, con orgoglio si pronunciava il presidente Roccuzzo.

Nel suo lungo discorso alla platea non ha tralasciato nulla, perché nulla è stato lasciato al caso: “Noi dirigenti attuali di questa grande associazione abbiamo la consapevolezza del valore morale e sociale che stiamo custodendo, abbiamo la consapevolezza che l’Avis è, anche, una grande azienda che va amministrata con giudizio e con lo sguardo rivolto al futuro. Abbiamo accettato questa responsabilità con umiltà ma anche con coraggio di operare delle scelte adeguate e all’altezza della situazione, vogliamo farlo sapendo che il mondo è cambiato e che la società si muove sempre con maggiore dinamismo culturale e non solo, vogliamo farlo cercando di comprendere le sensibilità e le tendenze delle nuove generazioni andando incontro loro. L’Avis conta anche su oltre  200 donatori stranieri. Sabato scorso si è svolta una serata dedicata ai donatori stranieri e abbiamo messo delle bandiere che rimarranno nella nostra sala convegni perché l’Avis è il mondo, l’Avis è la pace, l’Avis è la donazione, l’Avis è una cultura. È una ricchezza di cui andiamo fieri”.

Queste non solo solo parole, ma fatti concreti.

Auguri Avis!

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