Maltempo, l‘ira del mare e del vento

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L’Italia conta i danni e le vittime. Vento, pioggia, mareggiate, fulmini, allagamenti e temporali.  L’ondata di maltempo che ha investito il nostro Paese, senza eccezioni, da nord a sud, con una violenza davvero impensabile ha registrato tra la furia del vento e del mare che hanno spazzato via barche ormeggiate, rovesciato automobili, sradicato alberi, uno scenario apocalittico.  Fortunatamente ha smesso di piovere ma le nuvole sono ancora minacciose e si vedrà cosa accadrà nella prossime ore. Resta il fatto che stiamo pagando un prezzo altissimo per questa ondata eccezionale di maltempo in termini di vite umane, persone travolte e ferite, e di danni ingenti causati anche da smottamenti e frane.  Centinaia di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni a seguito delle ordinanze di evacuazione preventiva. A Venezia quasi un metro e sessanta sul medio mare, un’attrazione turistica che ha contribuito al suo fascino naturale ma che per i veneziani e i tanti italiani coinvolti non ha certamente nulla di attraente.

Come del resto anche un ricordo, il 30 ottobre 2016, ore 7.40, una scossa di magnitudo 6.5, percepita in tutta Italia fino in Austria e nei Balcani, sconquassò e distrusse Norcia. La scossa più forte dal sisma dell’Irpinia del 1980. Epicentro, appunto, la provincia di Perugia. In quelle strade ricche di storia, il silenzio devastante del dopo la distruzione. Volti sconvolti, disperati e impauriti. L’angoscia e le macerie. Il prima e il dopo. Tutt’attorno crepe, massi, polvere, un attimo sufficiente a sconvolgere l’ordine. Un boato pazzesco che ha spaccato la terra lasciando devastazione.

Stessa data, anni diversi ma tanti danni, tanto dolore, tantissimo panico. Forse dovremmo fermarci a riflettere. I cambiamenti climatici sono una reale minaccia, gli studi tantissimi, le prove schiaccianti, gli scienziati concordi e le conseguenze visibili. Eppure stiamo a…sperare, tutto sommato non sono pericoli così imminenti. Il cambiamento climatico, ci appare distante e non scatena reazioni politiche. Ci fanno più paura l’Isis o gli immigrati. Un po’ come la morte, c’è ma, non ci pensiamo, scantoniamo. Non prendiamo decisioni, fatichiamo a comprendere l’esatto legame causale tra stili di vita e l’attuale scenario catastrofico crescente. Incapaci nel lungo termine, incapaci e impazienti di attendere una maggior ricompensa futura. Sottovalutiamo la minaccia, crogiolandoci nel: mal comune mezzo gaudio. Il nostro stile di vita ha un ruolo determinante e possiamo contribuire a contenere i fenomeni. Indubbiamente la motivazione ad agire dipende dal nostro sistema dei valori. Se le decisioni legislative sostenibili non vengono incentivate fino a influenzare i comportamenti di tutti, se non ci impegnamo a diventare virtuosi, continueremo a catalogare i danni!

 

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