Il punto sulla C

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A 160 minuti dalla fine della fase a gironi del campionato siciliano di serie C1 di rugby possiamo già tirare le prime somme, avendo ben chiaro che, comunque, al termine delle sei giornate previste per questa fase, la classifica finale non darà nessun verdetto definitivo ma servirà solo per stabilire quali saranno gli accoppiamenti delle due semifinali.

Il format del campionato prevede infatti, al termine della fase a gironi, due semifinali con partite di andata e ritorno nelle quali si affronteranno al prima e la quarta, in una, e la seconda e la terza, nell’altra. Le due vincenti giocheranno anche una finale, utile solo perché la vincente potrà fregiarsi del titolo siciliano in quanto entrambe avranno già raggiunto l’obiettivo principale: accedere alla fase interregionale per giocarsi la promozione in serie B con le migliori squadre campane e pugliesi.

Al momento un solo verdetto è stabilito: il Ragusa Rugby Union ha la certezza di classificarsi nei primi due posti e quindi avere il vantaggio di giocare il ritorno della semifinale in casa.

Per avere invece la certezza di chiudere al primo posto, ai ragusani non basterà vincere domenica in casa dei Briganti di Librino in quanto l’Amatori Catania 1963, attualmente seconda a sette punti dalla squadra iblea, deve ancora recuperare l’incontro della prima giornata, rinviato per il maltempo.

Così, se domenica prossima sia il Ragusa che il XV di Totò Trovato dovessero uscire vittoriosi dai rispettivi incontri, diventerebbe decisivo lo scontro diretto, gran finale dell’ultima giornata.

Dando uno sguardo alle statistiche, è il Ragusa a staccare tutti sia per i punti marcati (199) che per quelli subiti (34). Stesso risultato se guardiamo alle mete fatte (30) e a quelle subite (6). Le altre tre seguono a distanza: l’Amatori ha segnato 61 punti e ne ha subiti 43, i Briganti 29 e 116, il Reggio 46 e 171.

Se la classifica si facesse considerando solo questi numeri, il vincitore ci sarebbe già.

Apparentemente senza avversari sono, in C2, l’Amatori Catania, nella Pool A, e il Rugby Palermo nella Pool B. Peccato che il divario tra le battistrada e le inseguitrici, almeno in fatto di punti, sia grande e che, nella Pool B, il CLC Messina si sia già ritirato. Tutto ciò, insieme alla scelta di suddividere in due Pool le partecipanti, sminuisce il valore della categoria. Forse sarebbe stato meglio far giocare tutte e nove le squadre iscritte in un unico girone rendendo così inutile quel cervellotico format che è stato creato per questa categoria con il solo scopo di garantire il numero minimo di partite per assolvere all’obbligatorietà. 

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