La lunga vita di Marianna Ucrìa, al teatro Duse di Genova

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Uno dei capolavori di Dacia Maraini, vincitore del premio Campiello 1990, è stato trasformato dalla regista Daniela Ardini e dalla protagonista Raffaella Azim in uno straordinario monologo che è in scena fino a domani al teatro Duse di Genova.
Azim riesce, con la sua splendida classe attoriale, a dar vita alla tredicenne sordomuta che è costretta a sposare l’anziano zio e sembra destinata a fare solo tanti figli com’è tradizione della famiglia Ucrìa. Ma Marianna riuscirà, nonostante la sua condizione di disabilità, a ribellarsi e a elevarsi al di sopra della meschinità di cui è circondata.
Nel suo monologo Azim dà voce anche alla madre di Marianna inserendo nella recitazione tonalità palermitane; la scenografia è minimalista e ci sono anche quattro microfoni che l’attrice usa alternativamente per narrare i vari momenti della storia di Marianna.
Molto bella l’idea registica di mettere, in un angolo del palcoscenico, un interprete che traduce nel linguaggio dei gesti le parole di Azim per le persone non udenti com’era la protagonista del romanzo di Maraini.
Applausi calorosi e prolungati, meritatissimi, sono stati tributati dal numeroso pubblico presente alla bravissima attrice che ci ha regalato innumerevoli emozioni.

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