Unitre: luci e ombre del tempo

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Il primo incontro mensile di dicembre del programma delle attività della sede Unitre di Ragusa si è svolto presso la sala conferenze del Palazzo della Provincia dove, il dott. Giovanni Brinch, esperto di gnomonica ha intrattenuto i numerosi presenti con un’interessante viaggio dal titolo: “La misura del tempo e gli orologi negli Iblei” insegnandoci a leggere l’incanto misterioso che avvolge il legame tra terra e sole, luce e ombre.

Le competenze professionali del dott. Brinch spaziano dal laboratorio di analisi cliniche all’insegnamento, ma la passione per la tecnica di costruzione degli orologi solari a cui è intimamente legato lo ha portato a interessarsi da oltre trent’anni alla ricerca, manutenzione e costruzione degli esemplari presenti sul nostro territorio. I nostri progenitori vivevano in simbiosi con la natura e percepivano i vari momenti del giorno istintivamente, senza il bisogno di riferimenti orari. Sentivano la magia del sorgere del sole, del crepuscolo e anche del mezzogiorno, momenti portentosi che scandivano il trascorrere della vita. Ore naturali che furono poi suddivise in ore di luce e di buio. Dagli egiziani agli etruschi, dai greci ai romani e fino al medioevo il sole e le ombre sono servite all’uomo per determinare la suddivisione del tempo. Indispensabile per la conoscenza dei periodi stagionali che garantivano la sopravvivenza, esigenza che ha fatto maturare nell’uomo il bisogno di conoscere con precisione gli intervalli di un giorno, un mese e di conseguenza la durata di un anno. Con l’osservazione del sorgere del sole, l’ombra proiettata di un gnomone forniva un preciso strumento per la conoscenza del solstizio e degli equinozi e la regolazione del passaggio del tempo influenzata da latitudine e longitudine del luogo. In effetti come ha tenuto a precisare il relatore: “un orologio solare indica il tempo vero locale del luogo in cui è stato costruito”.

Gnomonica, meridiane, orologi solari sono oggi per noi cose d’altri tempi, magari affascinanti e un po’ misteriose, ma d’altri tempi? “Non è vero, c’è tanto fa fare, ancora oggi, afferma il dott. Brinch, la gnomonica è un misto di arte, cultura, scienza, astronomia e matematica, chiunque può spaziare, studiare, progettare e costruire orologi con oggetti vari.  La molla mi è scattata in piazza san Giovanni dove ci sono due orologi diversi, addirittura uno dei due era piegato, perché le persone non dovevano più utilizzarlo, nel 1993 l’abbiamo restaurato e riposizionato e ancora oggi assolve alla sua funzione di misuratore del tempo. Mi piace divulgare e coinvolgere le persone e anche le guide turistiche, in questa mia passione.  E dal momento che, noi uomini moderni,  ambiamo alla precisione temporale, le meridiane possono darci un’approssimazione maggiore degli orologi meccanici soggetti agli attriti delle rotelle, alla dilatazioni dei metalli ed altro che fanno accumulare errori. Pertanto la mia non è tanto una passione fuori tempo!

A conclusione dell’incontro, il presidente dell’Università della terza età di Ragusa, dott. Salvatore Burrafato ha ricordato il prossimo appuntamento organizzato dall’Unitre, in data 11 dicembre, presso il centro Polifunzionale Multiculturale dove verrà inaugurata la mostra fotografica “Palestina” di Franca Schininà.

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