“MIRANDOLINA”: dal burlarsi al pentirsi

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Sold out, fragorosi e lunghi applausi per “Mirandolina”, tratto da “La Locandiera” di Carlo Goldoni al Teatro del Canovaccio di Catania dal 13 al 16 dicembre c.a.

“A maritarmi non ci penso nemmeno; non ho bisogno di nessuno; vivo onestamente, e godo la mia libertà. Tratto con tutti, ma non m’innamoro mai di nessuno. Voglio burlarmi di tante caricature di amanti spasimanti; e voglio usar tutta l’arte per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari e duri che son nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura”.

Potrebbero essere scritte da una donna “femminista” dei giorni nostri ed invece sono parole di “Mirandolina”, una donna nata nel 1751 dalla penna dell’autore veneziano Carlo Goldoni nella commedia in tre atti dal titolo “La Locandiera”.

Immagino Goldoni seduto in una poltroncina del prestigioso Teatro del Canovaccio di Catania e lo immagino gratificato ed orgoglioso della Mirandolina interpretata dall’eccellente, completa, magistrale attrice Carmela Buffa Calleo nella drammaturgia originalissima e nella meticolosa, attenta regia di Nicola Alberto Orofino.

Gli appropriati costumi sono delle sorelle Rinaldi, l’impianto scenico di Vincenzo La Mendola, assistente alla regia Gabriella Caltabiano, foto di scena Graziana Inzerilli, riprese video di Enrico Bracchitta.

Mirandolina,  aiutata dal cameriere Fabrizio, si trova a doversi difendere (incoraggiandole) dalle proposte amorose dei clienti dell’albergo da loro gestito nei pressi di Firenze. Protagonista assoluta di ogni evento è la vigile e smaliziata intelligenza di Mirandolina che sa far prosperare la sua attività commerciale anche grazie al suo “gioco amoroso”, una burla, una sorta di raggiro ammaliante perpetrato ai danni dei suoi clienti:  il Marchese di Forlipopoli, un nobile decaduto, e il Conte di Albafiorita, un mercante arricchito che ha comprato il titolo nobiliare grazie ai suoi commerci, ed infine il Cavaliere di Ripafratta, burbero e misogino che non ha alcun interesse per le donne (ben che meno per una popolana come Mirandolina) , mentre preferisce di gran lunga la libertà del celibato. Nonostante tutto Mirandolina lo farà capitolare (non si sa però fino a che punto), alimentando ancor più quel suo orgoglio da femmina irresistibile e vincente.

L’originalissima mise-en-scène in forma di monologo, dove tutti i personaggi vengono sapientemente interpretati da Carmela Buffa Calleo che si avvale  dalla presenza in scena di piccoli robot a batteria che rappresentano il Marchese, il Conte e il Cavaliere; un piccolo pupazzetto elegante nell’abito rappresenta Fabrizio, il collaboratore di Mirandolina.

Una metafora molto pertinente: gli uomini sono burattini comandati dalla volontà di una Mirandolina che si diverte a manipolarne volontà e voluttà ma soltanto come “giuoco mentale”. Ella ne accetta i doni come per non dispiacere i nobiluomini e non per secondi fini.

La grande personalità e sensibilità dell’attrice Carmela Buffa Calleo coinvolge il pubblico, lo rende pienamente partecipe delle problematiche prima della sfortunata attrice innamorata di Mirandolina con grande voglia di metterne in scena le gesta in una sua versione, e poi interpretando la sua eroina e tutti gli altri personaggi (solo lei, lei soltanto) con grande padronanza e dignità scenica.

Ne scaturisce un monologo interessantissimo, grande prova d’attrice di una eccellente attrice, il teatro nel teatro. Lei è TUTTI: il Marchese, il Conte, il Cavaliere, Fabrizio, Dejanira e Ortensia false nobildonne che intendono attirare le attenzioni dei blasonati utilizzando magistralmente dialetti diversi accompagnate da una mimica divertente ma studiata, mai a caso e sempre molto pertinente e ben congeniata.

Infine Mirandolina sposerà Fabrizio, il suo collaboratore e tutti i pretendenti spariranno dalla locanda. Fabrizio farà capire a Mirandolina che la burla da lei utilizzata per prendersi giuoco degli uomini era diventata burla contro la sua stessa dignità, un effetto boomerang sciocco ed inutile e lesivo soltanto per se stessa.

Straordinaria attrice, eccellente cantante, meravigliosa donna Carmela Buffa Calleo: il teatro non potrebbe desiderare altro.

Grandi applausi finali meritatissimi sottolineano un grande successo, l’esaltazione del Vero teatro. E che Teatro!

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