“IL TEATRO DEL SILENZIO”: quando l’espressione del corpo dice più delle parole

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Grandi applausi sabato 12 e domenica 13 gennaio al “Piccolo Teatro della Città” a Catania per l’elegante “Il Teatro del silenzio”, dalla Belle époque al Cafè Chantant, testi di Vito Molinari, regia di Gianni Salvo.

Uno spettacolo di grande classe, evocativo e nostalgico con la sempre attentissima, meticolosa, esperta regia di Gianni Salvo, le bellissime musiche dal vivo eseguite al pianoforte dal maestro Pietro Cavalieri, gli appropriati costumi delle Sorelle Rinaldi, luci e fonica Simone Raimondo, produzione Associazione Città Teatro.

Un tuffo gradevole, emozionante e divertente nel mondo della Belle époque e del Cafè chantant con l’apprezzato apporto della proiezione di alcuni corti dell’epoca del muto: Louise Brook, detta Lulù diretta da Pabst in “Giardino di una donna perduta” del 1929; il famoso “Nosperatu” di Murnau; il colossal “Cabiria” di Oxilia del 1917; e, dulcis in fundo, il grande Chaplin in un suo divertentissimo corto del 1916.

Quinte a forma di pellicola con in centro uno schermo girevole che accoglie le storie di due donne, due dive del tempo: Gloria Ladys e Lory Mari.

L’eccellente, duttile, valente attrice Anna Passanisi, interpreta entrambe, tra balli e canti; Gloria Ladys in età avanzata, ci fa rivivere la sua carriera cinematografica e i suoi successi tra feste, abiti e gli amatissimi gioielli. Anna Passanisi, in questa interpretazione, ricorda, sia nei movimenti e sia nel timbro della voce, la notissima attrice Paola Borboni con la classica “fiammella giovanile” e i suoi capricci sessuali.

Con la seconda diva, Lory Mari, donna dalle mille fragilità, riviviamo i tempi del Cafè-Chantant; Anna Passanisi, con il suo napoletano troppo enfatizzato ed a tratti stentato ma pur sempre efficace nell’insieme, racconta il suo successo, le passioni, il grande amore ed infine il ritiro dalle scene ancora giovane e all’apice della carriera quando esplode il cinema sonoro. Una seconda parte dello spettacolo, in verità, un po’ troppo “diluita”.

In scena, nei panni dell’attacchino in bicicletta, è il poetico ed elegante attore Paolo Guagenti. Un mimo dalla straordinaria eloquenza, galante e delicato, con il suo monociclo con cui gioca, si occupa di attaccare i nomi delle due dive incisi su due rettangoli nei rispettivi camerini; fa pure da fotografo per l’anziana Gloria Ladys e da corteggiatore discreto (con tanto di margherita in mano) dell’esuberante Lory Mari.

Insomma, uno spettacolo per “pochi” intenditori ma che dovrebbero vedere “tutti” impreziosito da una musica signorile scaturita dalle mani esperte del maestro Cavalieri; una grande prova d’attrice quella di Anna Passanisi diretta egregiamente da un grande e geniale maestro di regia, Gianni Salvo.

E ci piace finire con un pensiero di Thomas Alva Edison: “Il cinema sonoro non soppianterà mai il cinema muto”.

Nel silenzio c’è tutta la poesia e la magia del dialogo con l’anima.

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