Chiude il Cara di Mineo

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Il Cara di Mineo inaugurato nel 2011 dal governo Berlusconi proprio per far fronte all’emergenza immigrazione, e che in questi anni ha ospitato fino ad un massimo di 4 mila migranti, adesso si appresta a chiudere.

Considerato il più grande centro di accoglienza richiedenti asilo in Europa sarà il secondo in Italia a chiudere i battenti dopo quello di Castelnuovo di Porto (Roma).

Lo scorso 7 febbraio sono iniziate le attività di sgombero con oltre 150 migranti che sono stati collocati in altre strutture. Oggi, invece, cinquanta persone, tutti uomini e senza figli, sono stati trasferiti nelle strutture situate ad Enna e Caltanissetta , invece le famiglie con i bambini e le persone vulnerabili come donne con figli e individui con problemi di salute resteranno per il momento al Cara di Mineo fino a nuovo ordine.

Tutti i cinquanta migranti che oggi hanno lasciato il centro su dei bus sono stati accompagnati dai mediatori culturali e scortati dalle forze dell’ordine.

L’obiettivo principale è lo svuotamento completo del Cara entro fine anno e la collocazione tempestiva dei migranti in altre strutture capaci di ospitare altrettanti individui. Una volta conclusasi questa fase il Cara di Mineo sarà chiuso e i dipendenti che da anni lavoravano lì perderanno definitivamente i posto, già 170 sono stati mandati a casa.

Una situazione che ha scatenato malcontenti e polemiche come quella del primo cittadino di Mineo , Giuseppe Mistretta, il quale ha rivolto un appello sia a tutte le istituzione sia al vice premier Matteo Salvini esternando il timore che questa enorme struttura possa essere lasciata “da sola” e non ci siano misure compensative adeguate. Timori questi del tutto leciti.

Quello di oggi è stato il secondo turno di sgombero, giorno 27 ci sarà l’ultima manche. In questo modo il Cara a fine mese dovrebbe constare di 1.200 individui e organizzare poi un’altra ondata di trasferimenti.

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