La creatura del desiderio: un’ossessione chiamata “amore”.

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Al teatro MusT di Catania, giovedì 28 febbraio, sold out e scroscianti applausi per “La creatura del desiderio di Andrea Camilleri e Giuseppe Depasquale. Regia di Giuseppe Dipasquale.

La storia di un amore “malato”, ossessivo, folle e paranoico quello che ha Oskar Kokoschka per Alma Mahler, avvenente vedova di Gustave Mahler. Un anno dopo la morte del marito, nei primi del novecento, la bellissima Alma incontra il pittore non molto apprezzato per il suo carattere instabile, Oskar. I due s’innamorano ma il loro amore è fortemente e continuamente messo alla prova da continui litigi, passione sfrenata ma tormentata, gelosie ossessive, gravi condizionamenti emotivi.

Un vero e proprio dramma fatto dalla più sottile delle violenze, quella psicologica; un atto unico dalle “tinte forti” caratterizzato da alcune scene macabre che catturano l’attenzione ed accendono un forte pathos nel numerassimo pubblico in sala.

La scrupolosissima e competente regia di Giuseppe Dipasquale rende vigoroso il lavoro dalla prima all’ultima scena.

Le scene ed i costumi sono di Erminia Palmieri – Artelé Catania s.r.l., le bellissime musiche del maestro Matteo Musumeci, i movimenti scenici di Donatella Capraro , al pianoforte Gino Finocchiaro, responsabile tecnico MusT e luci di Sandro Alì, direttore di scena Enza Priritera, attrezzista Silvio Santoro.

Un testo non facile, molto articolato che sulla scena respira un’atmosfera claustrofobica e opprimente. Oskar è ossessionato da Alma, lei deve essere sua, soltanto sua. Deve dimenticare il passato, non può nominare il nome del marito defunto, non può mostrare oggetti che a lui sono appartenuti. Nello sguardo del pittore corre evidente la follia e l’attore David Coco è magistrale nella sua interpretazione. I suoi movimenti, la sua mimica, la sua veemenza scenica sono impeccabili, perfetti.

L’elegante, sofisticata, brillante Alma ha tutto il cuore e l’anima della bravissima, sempre adeguata, abile attrice Valeria Contadino. Davvero ammirevole la sua trasformazione nella bambola – simulacro, surrogato di Alma partorita dalla follia di Oskar dopo l’abbandono definitivo di lei. Grandissima prova la sua, superata con grande naturalezza e maestria.

I due servitori di Oskar, Reserl e Hans, che assecondano la pazzia, a tratti diabolica, del loro padrone, sono i due versatili e garbati attori Antonella Scornavacca e Leonardo Marino.

L’arte, l’amore, la follia si fondono creando un gioco di chiaro-scuri: nelle creazioni del pittore (soprattutto nel suo più grande capolavoro, “La sposa del vento”), c’è tutto il suo squilibrio emotivo che sfocia in grandi slanci creativi pieni di colori usati quasi per sfogare un’ira incontrollabile ed immotivata.

Ira che lo porterà a strangolare quello stesso simulacro – bambola che lui stesso ha commissionato per sopperire alla mancanza di Alma. In quell’azione c’è tutta la voglia di uccidere le sue ossessioni, di mettere fine alle sue sofferenze. Stesa a terra, esanime, la bambola viene coperta da un lenzuolo. Lo sguardo di Oskar sembra rasserenato: che sia la sua rinascita?

Ti viene data solo una piccola scintilla di follia. Non devi perderla.

(Robin Williams)

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