Una canzone per Genova

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Una crepa che causò un disastro. Il crollo che portò con sé 43 vittime. Una città che oggi continua a vivere nonostante tutto. Un’immagine che segna una storia.

Genova, una delle città marittime più belle della Liguria, ha dovuto affrontare nel 2018 uno stato d’emergenza dovuto al crollo parziale del ponte Morandi, il quale sovrastava la zona fluviale e industriale di Sampierdarena. Si sono aperti nei mesi successivi diversi dibattiti di natura tecnica ma anche culturale che hanno portato, l’8 febbraio 2019, ad una decisione: demolizione integrale del viadotto e successiva sostituzione con un nuovo manufatto.

Molte le iniziative benefiche e non solo che sono state fatte per la bella Genova tra cui quella del comico, attore e conduttore genovese Paolo Kessisoglu meglio conosciuto come “Paolo Bitta” della sit-com “Camera Caffè”.

“Nasce da una sensazione di inutilità e di lontananza, che ho sentito quando è crollato il ponte, perché ero molto lontano” dice Kessisoglu. Una canzone scritta di getto,nel medesimo giorno della strage, che è diventata un progetto che di giorno in giorno si è ingrandito abbracciando i grandi del panorama musicale italiano. “Il mondo della musica ha risposto in modo massiccio e solido e hanno dato una grande disponibilità. Abbiamo rinchiuso per la registrazione tutti questi cantanti per due giorni. Hanno risposto prontamente con entusiasmo”.

Le voci che sentiremo nel brano “C’è da fare” di Paolo Kessisoglu prodotta in collaborazione con Fabio Gargiulo e mixata da Sabino Cannone, sono di: Arisa, Annalisa, Boosta, Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Gino Paoli, Giorgia, Giuliano Sangiorgi, Ivano Fossati, J-Ax, Izi, Joan Thiele, Lo Stato Sociale, Luca Carboni, Malika Ayane, Mario Biondi, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Max Gazzè, Nek, Nina Zilli, Nitro, Raphael Gualazzi, Ron e Simona Molinari. 25 big della musica italiani uniti dalla solidarietà e dall’amore per una città ferita che vuole rialzarsi.

All’associazione Occupy Albaro verranno devoluti tutti i soldi in modo che quest’ultima possa riqualificare la zona colpita dal crollo e costruire un impianto sportivo polivalente. Un obiettivo ambizioso ma non impossibile da realizzare.

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