«L’esodo dei muri» di Sergio D’Angelo: versi immortali che toccano le corde del cuore

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La poesia è arte delle parole e accompagna la vita consolando paure, cattivi pensieri, celebrando energia, musica, amori… È una forma della memoria che, attraverso la lingua, consente di raccogliere il reale, di rievocare ricordi…di dissetare animi sensibili. La Poesia appartiene al mondo, a chi la legge e il poeta la scrive, la compone in un luogo e in un tempo, donandola a chi è disposto a comprenderla e desidera ascoltare il suono delle parole e soprattutto a sentire ciò che la musica e il senso di esse risvegliano nel proprio cuore.

Il chiaramontano Sergio D’Angelo che dal 2009 è promotore e direttore artistico del Concorso Nazionale di Poesia “Città di Chiaramonte Gulfi”, è un Poeta con la P maiuscola perché ci fa dono, ormai da oltre un decennio, di versi immortali che toccano le corde del cuore. Versi in lingua italiana e versi in dialetto che hanno ottenuto notevoli riconoscimenti in vari concorsi nazionali (e non solo!).

La sua ultima creatura, “L’esodo dei muri”, riconferma la maestria di Sergio il quale, ancora una volta, si cimenta nella difficile e impegnativa impresa di descrivere le emozioni accostando con cura e dedizione le parole che, accompagnate dalla musicalità dei fonemi, riescono, a volte anche solo per un momento, a illuminare un frammento di realtà.

Senza te nessun posto mi appartiene/ così prendo un pugno di parole sottobraccio, / ti estraggo da appunti di pelle, ti incontro/ e finalmente sono a casa” (da “A ogni angolo di strada”).

Le sue parole sono un’impietosa opera di scavo nell’animo umano, gettando una luce vividissima negli angoli più tenebrosi dello spirito, rivelando il capolavoro di una scrittura passionale e intensa: “Dove sei?/ La stanza ha sete del tuo corpo/ fora una lacrima che gioca a fare il mare,/ le mani inghiottono rimpianti, mi chiedono di te.” (da “Cosa resta di noi”).

“È un occhio che non ci riconosce l’amore. / Forse per ritrovarmi dovrei perderti.” (da “L’amore è un occhio che non ci riconosce”).

D’Angelo è un incantatore della poesia. Anche i suoi versi in dialetto siciliano sono emblema della bellezza perché il poeta ha la capacità di rendere originale e unico il linguaggio comune, attraverso un’accurata selezione e disposizione delle parole in dialetto: “Quannu faciemmu l’amuri jaiu raveru prova ri esistiri./ I mura oltri na quantità ri vasuna ggirunu comu bbanneri/ e i sorrisi addivientunu ranni quantu un jornu r’abbientu” da (“Rrina ca si ssparpagghia”).

Leggere le poesie del Maestro chiaramontano è un modo per ritrovare frammenti di sé stessi sparsi nel mondo, catturarli, farli propri perché ogni atomo di cuore e mente possano nutrirsi in eterno.

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