Sgomberata la baraccopoli di San Ferdinando

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Non rimane altro che ripulire la zona dalle macerie e i rifiuti disseminati in ogni dove. Il ghetto San Ferdinando (Reggio Calabria) è stato raso al suolo.
Da anni la baraccopoli ospitava più di 1000 persone tra cui migranti, molti dei quali sono stati ricollocati in strutture di prima accoglienza mentre altri sono alla ricerca di un posto, e braccianti che da tempo avevano preso dimora lì data la vicinanza con la Piana di Gioia Tauro, luogo in cui lavoravano.
I lavori di sgombero e di demolizione delle baracche sono iniziate due giorni fa. Al tempo stesso sono state erette sotto ordine della Prefettura delle tendopoli nella strada accanto in modo da permettere agli ex abitanti del ghetto di avere, temporaneamente, un tetto sotto cui dormire. Ogni singolo bracciante e migrante è stato controllato dal dipartimento Immigrazione, ma molti hanno approfittato della notte tra il 6 e il 7 Marzo per far perdere le proprie tracce e trovare altrove un altro posto da poter chiamare “casa”. In sella alle proprie bici o a bordo di furgoni scassati tanti hanno preso il largo. Destinazione? “Non lo so”. Qualcuno attende notizie da parenti sparsi in Italia altri hanno già un progetto in testa.
Prima della distruzione della baraccopoli 500 persone erano stati trasferiti in Cas o Sprar, dai quali la maggior parte è fuggita e la si è ritrovata in tendopoli.
Tutta la zona è stata debitamente militarizzata, le forze dell’ordine si sono impegnate a mettere ordine e facilitare le operazioni di sgombero aiutati anche dalle associazioni, dalle ambulanze, dalle autorità quali Prefettura e Questura.
Chi va, chi torna, chi non vuole lasciare la propria casa, questa è stata la situazione in questa settimana ma oggi tutto quello che c’era prima in quella zona non esiste più. Nella tendopoli ci sono, oltre alle forze dell’ordine, vari gruppi di lavoro composti dai rappresentanti della Diocesi di Oppido Mamertina e associazioni di volontariato che cercheranno di dare una mano. L’Azienda sanitaria si è già messa in moto per organizzare una campagna di prevenzione e profilassi e tenere sotto controllo ogni tipo di emergenza igienico-sanitaria in modo che non scoppi qualche focolaio di malattie infettive.
Oggi quindi si è conclusa l’opera di abbattimento, le ruspe devono solo ripulire l’area e poi si interverrà per un’opera di bonifica.

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