“VISSI D’ARTE VISSI PER MARIA”: una vita accanto alla “Divina”

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Meritati e lunghi applausi per la mise en scène di “Vissi d’arte vissi per Maria” al Teatro del Canovaccio di Catania dal 8 al 11 marzo c.a.

Per “Palco Off” e la produzione di Tzigane Dérive|Avignone-FR e con l’attenta ed originale regia di Ilza Prestinari, “Vissi d’arte vissi per Maria” è un testo-documento di Roberto D’Alessandro che parla della vita “privata” di Maria Callas attraverso il ricordo della sua fedele governante Bruna.

“Benvenuti a casa Callas”. Così ci accoglie l’anziana Bruna che ci fa accomodare nella casa dove visse accanto a Maria Callas fino alla morte di lei, avvenuta il 16 settembre 1977 (aveva 53 anni).

Uno spettacolo interattivo in cui il pubblico si ritrova catapultato nella storia stessa ospite della “Divina” con la premurosa e dolce governante che aspetta il suo ritorno; nell’attesa offre ai suoi ospiti del buon tè caldo con i biscottini e li intrattiene raccontando episodi di vita della sua amatissima Maria visti però dal lato umano ed emotivo.

Un odore forte di “antico” pervade il teatro, un’atmosfera ovattata, quasi magica, un tappeto musicale permeato dalla voce meravigliosa della Callas, un antico televisore che mostra le sue immagini, un giradischi dell’epoca sapientemente usato in scena dall’attrice per far sentire i 33 giri della cantante. Delle sedie ai due lati del palcoscenico su cui si mettono comodi alcuni spettatori che diventano così parte integrante dello spettacolo.

Una regia originale, creativa, ben congeniate, “nuova” quella di Ilza Prestinari. Un monologo intenso, emozionante affrontato con naturalezza e credibilità da una grande attrice, Elena Bermani.

Bruna ripercorre i momenti salienti della vita di Maria Callas parlandoci di lei, della sua maniacale ricerca della perfezione (la fretta è la peggiore nemica della perfezione, diceva), del suo essere scrupoloso (aveva scritto le regole della casa alle quali tutti dovevano attenersi, pena l’allontanamento da essa), del continuo studio per raggiungere l’eccellenza vocale, della sua ferma volontà, l’accanimento di dimagrire (pesava 100 chili, arrivò a pesarne meno di 50. Qualche mala lingua mise in giro la voce che si era ingoiata apposta il “verme solitario – tenia” per dimagrire).

Bruna si emoziona e si infervora quando ci parla del debutto alla Scala di Milano nel ruolo di Medea, si rattrista terribilmente quando ci racconta dell’incontro con il grande amore della sua vita, il miliardario armatore Aristotele Onassis (Aristo, come lo chiamava lei) per il quale lasciò il marito, Giovanni Battista Meneghini. La Callas rimase accanto ad Onassis per circa dieci anni, tra alti e bassi e molti tradimenti: alla fine le darà il “benservito” e sposerà  Jacqueline Kennedy la quale sperpererà il suo patrimonio (più di un milione di dollari).

Bruna non nasconde il disprezzo per Onassis che definisce “brutto”; la sua è una vera avversione motivata dalla grande sofferenza inflitta alla sua Maria (soprattutto durante le gite in mare con la nave-monumento di ricchezza, il “Cristina”).

Molto commovente ed appassionato il ricordo della sua morte il 16 settembre del 1977: le lacrime rigano le guance di Bruna che si compone ad un dolore profondissimo e vivido coinvolgendo emotivamente un pubblico in reverenziale e quasi soprannaturale silenzio.

L’attrice Elena Bermani è straordinaria, perfetta, impeccabile in tutto: nel trucco di scena per essere anziana, nei movimenti, nella voce, nella “lentezza” tipica dell’età avanzata. Il suo timbro è flebile; nella sua pacatezza interiore interrotta da qualche slancio emozionale più veemente, nella tenerezza dell’affetto per la Divina, c’è tutto un mondo di verità scolpite in un grande cuore.

Assolutamente padrona della scena, sorprende in ogni episodio che narra con saggezza e con la consapevolezza di non aver mai avuto alcun pentimento nella scelta di rinunciare alla propria vita per rimanere accanto alla grande artista di fama mondiale, Maria Callas.

Bruna saluta i suoi ospiti e li invita ad accomiatarsi con rassegnazione e desolazione: la sua Maria non farà più ritorno.

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