“Centro studi teatro e legalità”: La “Pillola di bellezza” di Nicola Costa

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Nella foto: Nicola Costa durante i ringraziamenti di “Sfracelli d’Italia (l’Italia s’è desta?)”-Teatro Chaplin di Catania, Giugno 2017

Abbiamo incontrato l’attore, regista ed autore Nicola Costa, direttore del “Centro studi teatro e legalità – Accademia d’arte drammatica” di Catania.

Sguardo deciso, una meravigliosa scintilla d’entusiasmo negli occhi, tanta passione e rispetto per l’antica arte del teatro: Nicola Costa si presenta così, semplice nella sua serietà professionale ma di grande sicurezza dei propri mezzi e della grande preparazione ed esperienza che possiede.

Nicola Costa nasce, vive e lavora a Catania e da sempre si occupa di teatro. Durante gli anni della formazione ha frequentato numerosi stage teatrali, laboratori e corsi di dizione, mimo e recitazione, studio ed approfondimento della letteratura teatrale con Yves Lebreton (Teatro Club di Catania), Giovanni Cutrufelli (Palazzo dei Congressi di Taormina), Lello Arena (Teatro Stabile di Catania), Carmelo Vassallo (Centro Culture Contemporanee Zò di Catania), Lina Wertmuller (Palazzo dei Congressi di Taormina), conseguendo la nomina di Socio Ordinario con diritto di  fregiarsi del titolo “Accademico”  presso  l’Accademia Internazionale Sant’Agostino di Roma. Tra il 1995 ed il 1999 ha collaborato con le redazioni dei quotidiani “Il Mediterraneo” di Palermo e “La Sicilia” di Catania, scrivendo sulla pagina di cultura e spettacolo, per poi dedicarsi esclusivamente al teatro come attore prima, regista ed autore poi.

Molte le esperienze in campo artistico, a cominciare dalle prestazioni attoriali. Partecipa a diversi Festival di Teatro, Poesia e Narrativa, Concorsi e Premi Letterari, Rassegne Teatrali Nazionali ed Europee, esordendo come autore nel dicembre del 1999 con lo spettacolo brillante “I segreti di Adamo ed Eva” (di cui firma anche la regia e veste i panni del protagonista).L’attività di drammaturgo e regista prosegue con“Elgema” (Ricongiungimento) , che nel febbraio 2002 è andato in scena anche al Piccolo Teatro di Catania, ottiene diversi riconoscimenti in ambito Nazionale ed Europeo, tra i quali: primo Premio al “II Concorso Letterario Europeo di Poesia e Scrittura Teatrale” organizzato dal Comune di Piediluco (Terni), sesto classificato alla sezione Teatro della “VI Edizione del Premio Nazionale Itinerante” organizzato dall’Associazione Nazionale Artisti Uniti e Scrittori Italiani, primo classificato e vincitore della IV Edizione del Premio Nazionale “I Fiumi 2003” con lo spettacolo “La Porta”, premio “Aci e Galatea per il Teatro” ad Acireale (CT) nell’anno 2007 riservato alla personalità artistiche siciliane che, con il proprio impegno e la propria professionalità, hanno ottenuto titoli e riconoscimenti in ambito nazionale ed europeo, contribuendo ad esportare un’immagine della Sicilia artisticamente vincente e ben lontana dagli stereotipi tradizionali, elevandone il valore e l’unicità.

Ha scritto tanti lavori teatrali ma è particolarmente legato a “Dear Ludwig (Sogni, passioni, amori e frustrazioni di L. Van Beethoven)”,ovvero la riduzione e l’adattamento del diario personale appartenuto al grande maestro di Bonn che insieme ad Haydin e Mozart è considerato il padre del classicismo musicale viennese. “Dear Ludwig” è stato rappresentato in vari teatri italiani sempre con grandissimo consenso di pubblico e critica.

Sulla scena rivivono le più intime rivelazioni dell’uomo “Ludwig Van Beethoven”, i suoi amori, i suoi timori, la formazione, il dramma della malattia ed il sublime rapporto con la musica culminato nello storico testamento di Heiligenstadt.

Quando parliamo di “Teatro vero” bisogna che si assuma quel rispetto reverenziale che si deve ad una persona la cui saggezza meraviglia ed eleva, culturalmente e spiritualmente.

Nel caso specifico, il teatro di Nicola Costa assume una vera e propria funzione  di denuncia sociale  puntando il dito sulle illegalità e sulle ingiustizie di una società corrotta ed irregolaredimostrando un coraggio che soltanto una grande passione, un grande amore per la propria terra sa donare: il suo lavoro è mirato alla ricerca della libertà che solo il “teatro della verità” sa dare e senza chiedere ad alcuno contributi, contando orgogliosamente sulle proprie “forze”.

Tante, troppe sono le catene che legano le persone di teatro al “conformismo conveniente” che li porta a ricercare costantemente qualsiasi tipo di appoggio (ivi compreso quello economico).

Il “Centro Studi Teatro e Legalità – Accademia d’Arte Drammatica”, diretto da Nicola Costa, si pone come obiettivo lo spettacolo di denuncia.

  • Cos’è il Centro Studi?

“Il Centro Studi” è una “pillola di bellezza”.

  • Serve a qualcosa?

“Sì, come tutta l’arte. “Testa bassa e pedalare” con spirito di sacrificio, unità e collaborazione. La formazione accademica pone cinque regole fondamentali: puntualità, sacrificio, disciplina, concentrazione, collaborazione. E’ un continuo scambio reciproco. L’insieme di queste cinque regole rappresenta la “pillola di bellezza” di cui parlavo prima.

  • Chi si occupa della selezione degli allievi e qual è il criterio di scelta?

“Mi occupo personalmente della selezione degli allievi. Per esempio, nell’ultimo corso hanno fatto richiesta 67 aspiranti allievi che ho sentito personalmente uno ad uno. Ad ognuno di loro chiedo il motivo che li ha spinti a candidarsi e le risposte più frequenti sono la mia conoscenza come attore o il consiglio di un conoscente o amico. Per la scelta mi baso principalmente sulla “sensibilità” che ritengo la base per il raggiungimento di buoni risultati. Il teatro ha necessità di “immedesimazione”, di “empatia”, di forte motivazione e senso di responsabilità. Infine, da 67 candidati ne sono stati convocati 21 e ammessi meno della metà. Da questo si evince chiaramente che il mio obiettivo non è il raggiungimento di consistenti cifre economiche ma quello di creare professionisti seri, preparati e motivati. Per me è importante l’onestà intellettuale ed artistica: non mi piace “fare numero”. L’onestà, in quello che faccio, è per me un valore fondamentale. Ai miei allievi Livio, Lucia, Noemi, Maria, Sonia, Daniele, Marice, Angelo, Marco, Caterina, Rosa, Gaetano, Conny (che è da anni la mia assistente), Marina, Francesca, Angela sono molto legato e grato per la stima e l’affetto che mi destinano. Così come sono legato agli ex allievi che per vari motivi non fanno più parte del gruppo: Rubens, Irene, Stefania, Federica, Donatella, Giovanni e molti altri. 

La forma di teatro che insegno è considerata, per molti aspetti,coraggiosa; nulla viene lasciato al caso e mi onoro di non aver mai chiesto alcun contributo ad enti, personalità politiche o di qualsiasi altro genere.  Nessuna “contaminazione”.

  • Il suo obiettivo?

“Il mio obiettivo è portare avanti la cultura dell’antimafia e della legalità in tutti quei luoghi ove è possibile la sua divulgazione. Da questa esigenza nascono spettacoli come “Terra mia”, “Il Processo alle intenzioni”, “Ritratto di un’isola”, “Sfracelli d’Italia – l’Italia s’è desta?”, “Solo l’amore conta – Omaggio a Pasolini” che raccoglie testimonianze di persone che lo hanno conosciuto e definito “un uomo ricco d’amore”.

  • Com’è strutturato il Laboratorio accademico del “Centro Studi”?

“E’ un percorso progressivo che affronta tre diversi passaggi: il rapporto con lo spazio che è una sorta di ginnastica del corpo ed aiuta l’allievo a prenderne piena coscienza; la scoperta dei “piani sensoriali” (tatto, olfatto, udito, vista), la proiezione delle emozioni ad una dimensione di verità, nell’immedesimazione personale (rabbia, sofferenza emotiva e fisica, eccetera). E per ultimo la scoperta della “parola”, la ginnastica del vero”.

“Il palcoscenico teatrale è uno dei pochissimi posti in cui è possibile rubare senza andare in galera”.

  • Quali sono i vantaggi di chi fa il teatro?

“Chi fa teatro impara a conoscersi, impara a fidarsi ed affidarsi, così come quando si ama veramente: è uno scambio reciproco e, quando TUTTI sono pronti per il passo successivo, solo allora è possibile avanzare. Nessuno rimane indietro. Le parole chiavi sono: teatro del vero, teatro contributivo, comprendere ed apprezzare fino in fondo il privilegio della sensibilità mettendola a disposizione degli altri. Per fare ciò serve una buona dose di sacrificio e di severità: quest’ultima è importare per incoraggiare a dare sempre il meglio di sé”.

  • Tra i progetti più importanti del “Centro Studi”  vi è senza dubbio “Teatriincasa”. Di cosa si tratta?

“Si tratta di portare il teatro in quegli ambienti dove non si è avvezzi ad andare a teatro (case, ristoranti, uffici, librerie, etc.). Per questo scopo nasce il mio testo dal titolo “Il viaggio – Storie di migranti di ieri e di oggi”. Abbiamo tutti un grande bisogno di un “sano inganno” e credere che corrisponda al vero. “Teatrincasa”, inoltre, permette al pubblico di parlare con gli artisti liberamente.

Per prenotare il proprio colloquio per l’ammissione al prossimo Laboratorio Teatrale Accademico è possibile inviare una e-mail a direzioneartistica@accademiagiovannigrasso.it o inviare un messaggio privato alla pagina facebook “Centro Studi Teatro e Legalità – Accademia d’Arte Drammatica”, oppure chiamare al numero 095.500583 o 347.6614207. La scadenza delle selezioni è fissata per il 15 settembre. Tutti i corsi sono a numero chiuso.

“Il teatro è questo: l’arte di vedere noi stessi, l’arte di vedere noi stessi!”

(Augusto Boal)

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