Prossimi interessantissimi appuntamenti del Teatro Stabile di Catania

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SCRIVI SEMPRE A MEZZANOTTE diNADIA FUSINI 

> Sabato 13 aprile, ore 17.30, Libreria Feltrinelli

Incontro con l’autrice.  Letture a cura di Egle Doria e Alessandra Barbagallo.

Il mestiere della recitazione

Con Massimiliano Civica

L’arte dell’attore

C’è confusione intorno all’arte dell’attore. Sembra che tutto si riduca a due concetti tanto diffusi quanto generici: “sensibilità” ed “energia”. Non c’è niente di male nel dire che un attore debba avere sensibilità ed energia, ma questo non aiuta a circoscrivere il suo campo d’azione ed ad individuare gli strumenti specifici del suo
lavoro: anche il musicista, il danzatore o il pittore debbono possedere sensibilità ed energia. Tutto ciò genera in molti attori la sensazione frustrante di procedere alla cieca, senza avere una “bussola” su cui orientare tecnicamente il proprio lavoro.
Attraverso improvvisazioni, esercizi e giochi, i partecipanti prenderanno coscienza del proprio personale e unico strumento e del modo in cui questo giustifica, incarna e fa “accadere” l’evento del teatro. L’attore è sia strumento che strumentista, è insieme il creatore e il materiale stesso della propria creazione.

Ogni attore è anche un autore…

Il laboratorio porrà l’attenzione sugli strumenti fondamentali dell’arte dell’attore: il proprio corpo, la propria voce, lo spazio fisico in cui si agisce e la capacità “schizofrenica” di guardarsi da fuori per sorvegliare l’efficacia e la coerenza del proprio racconto scenico. Ogni vero attore è per forza di cose anche un autore.
Su questi fondamentali si eserciteranno i partecipanti al laboratorio, prima analizzandoli separatamente e poi nella loro interrelazione scenica: il lavoro sulla voce naturale, non accademicamente impostata, con lo studio del parametro della proiezione attraverso la recitazione in coro.

Gli obiettivi del corso

Attraverso improvvisazioni guidate e la composizione di brevi scene mute i partecipanti impareranno a percepire e a leggere, “dal punto di vista del pubblico”, le linee di forza drammaturgiche che si generano tra gli attori in base al semplice posizionamento del loro corpo nello spazio scenico ed alla direzione dei loro sguardi;
infine lo studio sulla costruzione di un racconto scenico efficace e coerente attraverso la realizzazione di breve improvvisazioni guidate, sviluppando la capacità “schizofrenica” di guardarsi da fuori per sorvegliare l’efficacia e la coerenza del proprio agire spettacolare.
Il laboratorio non fornirà tecniche, trucchi o stili di recitazioni prefissati, ma intende portare gli allievi a confrontarsi con le questioni fondamentali della recitazione, in modo che ognuno sia in grado di produrre le proprie personali risposte.

Quando: da lunedì 13 a venerdì 17 maggio

Dove: Palazzo Platamone

Costo: 200 euro

Iscrizioni: gli interessati dovranno inviare cv e breve lettera motivazionale all’indirizzo promozione.teatrostabilecatania@gmail.com. Per finalizzare l’iscrizione è necessario versare un acconto di 100 euro sul conto corrente del teatro. Il saldo della rimanente parte avverrà il primo giorno del laboratorio, brevi manu

Maggiori informazioni scrivendo a promozione.teatrostabilecatania@gmail.com

La rondine

(La canzone di Marta)

“Cos’è che ci rende umani? Di tutto quel che siamo e che facciamo, cosa credi definisca realmente la nostra umanità?” Per Marta, una madre ferita nel profondo dell’anima, la risposta è: il dolore. Quel che ci rende umani è la capacità di sentire come proprio il dolore degli altri. E questo è il sentimento che percorre la spina dorsale de “La rondine”, dramma di Guillem Clua, esplicitamente ispirato all’attacco terrorista al Bar Pulse di Orlando, negli Stati Uniti, nel giugno del 2016. Nell’opera s’incontrano due personaggi, Marta e Matteo. La prima, una severa maestra di canto, riceve la visita di Matteo, che desidera migliorare la propria tecnica vocale per cantare ad una commemorazione per sua madre, scomparsa di recente. La canzone scelta ha uno speciale significato per lui, e sembra, anche per la donna che, nonostante le reticenze iniziali, acconsente ad aiutare il giovane alunno. Mano a mano che la lezione procede, i due personaggi disvelano dettagli del loro passato, profondamente segnato da un attentato di terrorismo islamico successo in città l’anno precedente. Il significato reale di quell’attacco, le motivazioni del terrorista, e la grande ombra delle sue vittime, provocano un confronto tra Marta e Matteo, che li porta a scoprire la verità sui terribili dettagli di quell’accadimento. Questa verità li obbliga a riflettere sulle proprie identità, l’accettazione della perdita, la fragilità dell’amore, scoprendosi l’uno all’altro, fino al punto che i loro destini saranno uniti in un canto alla vita condiviso. Il testo, come si è anticipato, s’ispira direttamente alla strage del Bar Pulse di Orlando, nella quale morirono 49 persone, ma non parla solo di quell’attentato. In essa risuonano anche le tragedie del Bataclán di Parigi, del lungomare di Nizza, delle Ramblas di Barcellona … e tenta di comprendere l’assurdità dell’orrore, le conseguenze dell’odio e le strategie che utilizziamo perché non ci distruggano l’anima. In qualche modo tutti siamo noi, perché davanti ad un attacco indiscriminato tutti siamo vittime, e tutti ci troviamo allo stesso bivio: odio o amore. Il nostro mondo dipenderà dalla direzione che prenderemo.
Laureato in giornalismo presso l’Università Autonoma di Barcellona (UAB), ha iniziato i suoi studi di scrittura presso la London Guildhall University nel 1994, dove ha studiato teatro, cinema e fotografia. Quella di Clua è considerata una delle voci più innovative e versatili dell’attuale teatro nazionale. La critica ha definito il suo lavoro come multidisciplinare, eclettico e con una preoccupazione prioritaria per la struttura narrativa e l’argomento. Il suo obiettivo è sempre quello di raccontare storie e renderle vicine allo spettatore, usando meccanismi di intrigo, commedia o melodramma, un ritmo veloce e persino elementi di altri media, come la televisione, internet e cinema. Il risultato sono opere politiche ad alta tensione (La pelle in fiamme, Il gusto delle ceneri) e drammi epici (Marburg, Invasion), ma anche musical (Killer, Un angelo è passato, 73 motivi per lasciarti), spettacoli di teatro-danza (Morte a Venezia, Nel deserto) e commedie (Faccina). L’autore ha anche una vasta e riconosciuta esperienza come sceneggiatore. La sua formazione di giornalista fa sì che il drammaturgo non esiti a scegliere argomenti attuali generati dai titoli della stampa: la guerra in Iraq, il conflitto palestinese, i cambiamenti climatici, i nazionalismi … tutti hanno trovato un posto nelle sue opere. Le storie che costruisce hanno altresì un livello umano, mostrando i conflitti in cui i personaggi sono spesso superati dalla grandezza di ciò che accade loro. Clua è nato a Barcellona nel 1973, ma ha vissuto a Londra e New York, città che hanno influenzato in modo significativo il suo stile di scrittura e hanno accolto con successo i suoi testi.

di Guillem Clua
traduzione Martina Vannucci
adattamento Pino Tierno
regia e ideazione scenica Francesco Randazzo
musiche originali Massimiliano Pace
costumi Riccardo Cappello
luci Salvo Costa 

con Lucia Sardo e Luigi Tabita

produzione Teatro Stabile di Catania

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