Il Natale di Harry, al Teatro della Tosse di Genova

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Two is better than one, usando la lingua dell’autore di questo testo, Steven Berkoff, e allora dopo averlo applaudito lo scorso 30 marzo nell’anteprima nazionale al Teatro del Ponente a Voltri sono andata al Teatro della Tosse per emozionarmi ancora una volta. Quando una formidabile regista come Elisabetta Carosio si trova tra le mani un attore-gioiello prezioso come Enrico Campanati qualunque magia è possibile e ieri sera la loro perfetta sinergia ha dato vita a un “nuovo” Natale, a un Harry che prova a non rassegnarsi alla sua totale solitudine che si acuisce durante le feste, che tenta di farsi coraggio nel fare gesti semplici come telefonare a ex amanti o pseudo amici, che non riesce a sottrarsi all’influenza della madre, l’unico legame umano che gli resta, ma che, alla fine del quinto giorno, Natale appunto, cede e si lascia andare. Straordinario Campanati nel recitare a due voci alternando, in un continuo duetto accompagnato anche da una gestualità assolutamente ad hoc, il suo vero io interiore, timoroso di prendere qualunque iniziativa, anche solo una telefonata, e quello razionale che tenta di aiutarlo a sopravvivere in un mondo in cui non c’è spazio per lui, nel quale nessuno/a si ricorda che esiste. Quante/i Harry vivono accanto a noi e non ce ne accorgiamo…proviamo a tender loro una mano: grazie a Carosio e a Campanati per aver scelto questo testo.

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