Atteso debutto il 3 maggio de “UNA LUNGA ATTESA” di Fabrizio Romagnoli alla Sala Chaplin di Catania

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Atteso debutto il 3 maggio c.a. alle ore 21,00 de “UNA LUNGA ATTESA” di Fabrizio Romagnoli alla Sala Chaplin di Catania, in replica  il 5 maggio  alle ore 18,30 e alle ore 21,00

“UNA LUNGA ATTESA” di Fabrizio Romagnoli è il quarto spettacolo della stagione 2018/2019 della compagnia “La Carrozza degli Artisti”, diretta da Elisa Franco nata nell’anno 2016 in onore del maestro Costantino Carrozza, un atto dovuto ad un grande uomo e ad un attore che ha condiviso la scena con lei per ben venticinque anni. Elisa Franco ogni anno, presenta cartelloni di grande interesse culturale scegliendo testi di tradizione classica e testi di drammaturgia contemporanea, avvalendosi di attori validi e preparati.

Da sinistra Elisa Franco e Nicola Costa

Per “UNA LUNGA ATTESA” ha deciso di affidare la regia all’amico e collega Nicola Costa.

Nel cast la stessa Elisa Franco nel ruolo di Miki, Alice Sgroi (Eli), Carmela Sanfilippo (Flami) e Viviana Toscano (Vale).

Quattro donne, quattro amiche (o nemiche?), una stanza, un tavolo, quattro sedie,  una partita a carte pretesto per raccontarsi e raccontare, per scontrarsi. Quattro indoli diverse che si confrontano, si misurano con i loro stessi limiti in un crescendo di emozioni e scoperte.

Un testo di drammaturgia moderna con ritmi altissimi che permette di “scivolare” per giungere, prima possibile ai punti salienti e all’epilogo della storia. Da momenti comici si passa a quelli drammatici fino a giungere al limite del grottesco delineando il ritratto di quattro donne e della loro misteriosa vita con un trascorso arcano, tra accuse, rivendicazioni e confessioni.

Debutto il 3 maggio alle ore 21,00 con replica il 5 maggio alle ore 18,30 e alle ore 21,00 alla Sala Chaplin di Via Raffineria, 41 –  Catania

Produzione “La Carrozza degli Artisti”

Regia di Nicola Costa

Assistente alla regia Rosa Lao

Costumista Ariana Talio

Scenografie Arsino e Delacroix e “I servi di scena”

Fonica Letizia Contadino

  • Nicola Costa, regista di questo lavoro teatrale: come mai questa prima collaborazione con “La carrozza degli artisti” di Elisa Franco?

“Catania è una città dove si fa tanto teatro, poco bene e tanto male. Bisogna avere il coraggio di restare lontani da certe realtà. Il teatro oggi è pieno di “acari”. Elisa è una brava persona, una persona perbene che si lascia parlare poiché ha l’elasticità mentale di accogliere nuove esperienze. Ciò è indice di grande intelligenza. Tutto il resto non è degno neppure di assistere agli spettacoli pagando il biglietto”.

  • Elisa Franco, stessa domanda anche per te: come mai questa prima collaborazione con Nicola Costa?

“Prima di tutto per stima artistica. Ho visto i suoi lavori e sono uscita dal teatro molto soddisfatta. Per me è fondamentale arrivare con l’emozione. Lavoro molto con l’emozione e in Nicola ne ho sentita tanta e forte. Ciò ha creato un legame artistico profondo. Indubbiamente avrei voluto anche una collaborazione di scena ma, per questo lavoro vi ho rinunciato, per adesso mi accontento della regia. Ma non finisce qui”.

  • Nicola Costa, lavorando insieme ad Elisa Franco, cosa ti ha colpito maggiormente di lei?

“E’ rapida che è un’importante caratteristica in un’attrice. E’ una donna di teatro”.

  • Elisa Franco, lavorando insieme a Nicola Costa, cosa ti ha colpito maggiormente di lui?

“Di Nicola mi ha colpito la sua sicurezza nelle scelte fatte, senza sbagliare. Se non c’è sicurezza la compagnia si destabilizza”.

NOTE DI REGIA

“Una lunga attesa” di Fabrizio Romagnoli è una storia al femminile. Una storia che coinvolge quattro donne molto diverse tra loro per personalità, provenienza,esperienze e stili di vita. Una storia che si racconta attraverso una lunga partita a carte ma che, in realtà, ha origini e risvolti molto profondi. E’ una storia  contemporanea, per  certi  versi  estrema  ed enigmatica, ma al  tempo  stesso tutt’altro che inedita rispetto alle cronache attuali. E’ una storia di relazioni, di tensioni, di sentimenti, di delusioni e di cambiamenti. E’, più di tutto, una storia possibile. Durante questo allestimento ha lavorato con quattro attrici che conosco bene e che hanno condiviso con me il percorso che ci ha condotto a questa prima messa in scena catanese e, a tal proposito, vorrei fosse chiara una cosa, la stessa che nelle ultime settimane ho più volte dichiarato attraverso le interviste rilasciate alle varie redazioni che si sono occupate della presentazione mediatica di questo spettacolo: lavorare in una compagnia dove l’unico uomo è   il   regista   (considerato   che   oltre   alle   suddette   attrici   sono   donne   anche   l’assistente   alla regia, la scenografa, la costumista e la responsabile della fonica) può apparire un’impresa ardua, quasi surreale, certamente insolita e comunque capace di innescare più di qualche riflessione. In realtà, durante questo tempo, di riflessioni ne ho fatte tante ma la più importante di tutte è senz’altro quella che mi va di condividere in questa sede: “Una lunga attesa” non avrebbe potuto   esistere   se   non   attraverso   le   sue   note   rosa.   Avrei   di   certo   potuto   intervenire   sul testo,   modificare   la   natura   dei   personaggi,   ridurlo   drammaturgicamente   ad   una   storia   al maschile… ma non sarebbe stata la stessa cosa. Eli, Flami, Miki e Vale sono donne. Donne dentro. In ogni loro singolare sfumatura. Alice, Carmela, Elisa e Viviana sono pertanto le uniche attrici che hanno permesso a questo testo di prendere forma. L’unica forma che ho sentito di darle e per le quali le ringrazio. Di cuore.                                                                                                    Nicola Costa

NOTE DELL’AUTORE

Una lunga attesa è uno spettacolo al femminile in quanto le protagoniste sono quattro donne. Sono sicuro che sarà un’operazione esplosiva: donne che parlano di donne in un contesto di vita estremamente reale e attuale. Sono molto legato a questo testo perché lo considero un’immensa esperienza catartica per pubblico e una vera dipendenza psicologica per le attrici che lo interpretano. Entrare nei meandri della mente umana, saper scendere in profondità per dire quel non detto che nessuno vorrebbe sentire è un viaggio che Una lunga attesa sa donare al pubblico in modo onesto e sincero. Un duro lavoro e una vera prova d’attore per le quattro interpreti in quanto avranno a che fare con  ruoli completi in tutte le loro sfaccettature e con la pretesa di essere resi e portati in scena come fossero persone vere, reali e non caratterizzazioni o cliché ma attraverso una recitazione spontanea ottenuta da un profondo studio e una totale dedizione. Quattro donne. Una stanza. Un tavolo. Una partita a carte. Amiche? Nemiche? Chissà… Un’alternarsi di momenti comici e drammatici delineano il ritratto di quattro donne e della loro misteriosa vita. Ognuna ha plasmato e mutato il proprio passato e ora la finzione quotidiana è diventata la loro nuova realtà. Nell’incontrarsi ogni giorno per giocare a carte riconfermeranno, usando il ricatto psicologico, il potere e il dominio dell’una sull’altra. Le quattro donne si confronteranno con accuse, illazioni, rivendicazioni, confessioni e… chi più ne ha, più ne metta…  attraverso  battute comiche, ironiche, taglienti e sprezzanti! Perché? L’arcano verrà svelato solo alla fine.

La stagione de “La Carrozza degli Artisti”si concluderà a metà giugno con “La rosa tatuata” di Tennessee Williams.

Il regista Nicola Costa

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