Gara1 va a Schio. Ragusa conduce per trentacinque minuti ma poi si arrende.

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Inizia con una sconfitta la finale scudetto per la Passalacqua Ragusa, una partita condotta per quasi tutti i 40 minuti e che solo nelle battute finali la Famila Schio è riuscita a fare sua.

Schio e Ragusa si affrontavano per la quarta volta sia in stagione (fino a stasera il bilancio era di due vittore a una per le siciliane) che in finale scudetto (in questa caso il bilancio è di tre a zero per le venete), per quella che è ormai una classica del basket femminile italiano.

Ci si aspettava una partita bella e combattuta e le aspettative della vigilia non sono state disattese. Per 35 minuti la Passalacqua giocato meglio, restando avanti nel punteggio, ma alla fine ad avere la meglio, come detto, sono state le padrone di casa.

Come ormai accade sempre più spesso quando una delle protagoniste è la squadra ragusana, l’inizio di gara è giocato con grande intensità e a ritmi vertiginosi. Della velocità e della difesa aggressiva la Passalacqua ne ha fatto i suoi punti di forza e anche stasera i risultati si sono visti già fin dai primi minuti. Dopo un inizio giocato punto a punto è Ragusa a portarsi avanti e alla prima sirena le biancoverdi conducono per 16-22.

Nel secondo quarto le difese si fanno meno aggressive e di conseguenza si segna con più facilità. Ne approfitta la Passalacqua che poco a poco allunga, fino ad arrivare al massimo vantaggio, 26-37, al 5:40.

Si va al riposo lungo sul 34-43, con la sensazione che la Passalacqua possa portare a casa un successo che darebbe alle ragusane la possibilità di cucirsi sulle maglie sul parquet di casa.

Alla ripresa del gioco, invece, troviamo una Famila più decisa, che difende meglio e in maniera più aggressiva. Dall’altra parte, viceversa, c’è una Passalacqua più molle rispetto ai primi 20 minuti, che riesce ad arrivare a canestro con più difficoltà rispetto a prima.

Così al 3:49, per la prima volta in partita (non considerando i primi minuti di gara) Schio si porta avanti nel punteggio. Il sorpasso scledense ha l’effetto di una doccia fredda per le biancoverdi, che finalmente si ridestano dal torpore in cui erano piombate e riprendono a giocare come sanno. Si va all’ultimo intervallo con Ragusa avanti per 50-56, dopo essere arrivare a toccare anche il +8.

Nell’ultimo quarto il pallone scotta e nei primi 5 minuti si segnano solo 4 punti, due per parte.

Poi è Allie Quigley a prendere per mano la propria squadra e a fare la differenza, probabilmente anche grazie alla stanchezza delle giocatrici avversarie. Due triple e un tiro da due nel giro di un minuto e mezzo, nonostante i canestri di Sabrina Cinili, mette quei punti che alla fine faranno la differenza. La partita termina sul 69-64, con qualche rimpianto per le giocatrici iblee, per quello che poteva essere e non è stato, ma con la consapevolezza che, se le gambe reggono fino al quarantesimo, battere le Oranges non è impossibile. Dopodomani si replica.

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