Una Passalacqua tutta cuore e grinta va a gara4

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La Passalacqua Ragusa batte la Famila Schio e porta la serie a gara4. Quello andato in scena stasera al PalaMinardi è stato un incontro giocato al meglio delle loro possibilità da entrambe le squadre, che nei fatti si sono equivalse, massimo vantaggio il +6 delle ragusane, e che è stato vinto dalla squadra ragusana grazie al cuore delle giocatrici biancoverdi e alla spinta che il pubblico, finalmente numeroso, ha dato loro.

La partita, almeno per le padrone di casa, era una di quelle da “do or die”, da ultima spiaggia, della serie “vincere o morire”. E in questo modo le ragazze di coach Recupido l’hanno interpretata, fin dalle prime battute. Le avversarie però non sono state da meno, per loro vincere stasera avrebbe significato conquistare nuovamente il tricolore, e per questo l’incontro è stato equilibrato, giocato per quasi tutti i 40 minuti punto a punto.

23-20 e 17-14 i primi due parziali, che hanno valso alla Passalacqua il 40-34 con il quale si è andati al riposo lungo. Due quarti nei quali le squadre hanno messo in evidenza le loro capacità realizzative e le diverse maniere di arrivare a canestro: a tutta velocità le ragusane, con la difficoltà di trovare l’anello a difesa avversaria schierata, con la calma di chi si sente forte le scledensi, brave ad aspettare anche l’ultimo secondo disponibile pur di dare alla compagna un tiro facile.

Tutt’altra musica nel terzo quarto: la palla scotta e l’anello sembra essersi ristretto, specialmente per le biancoverdi. Si segna poco, solo 11 punti per le ragusane, 15 per le avversarie, E per i tanti tifosi iblei presenti in tribuna si materializza l’incubo già vissuto in gara1: una sconfitta dopo aver condotto per quasi tutta la gara. L’incubo che si fa più concreto quando le oranges prima impattano sul 51 pari e poco dopo mettono il naso avanti (51-53 al 8:30).

Ci pensa Sabrina Cinili, con una tripla, a scacciare il babau dalle teste degli spettatori e, forse, anche da quelle delle giocatrici. 54-53.

Inizia a questo punto una gara nella gara, il pallone si fa pesante, più di un pallone medicinale, e ogni canestro sembra quello che può diventare decisivo: 54-55 al 7:59, 56-55 al 6:33, 56-58 al 4:33, 59-58 al 3:46. Quando al 3:15 Jilllian Harmon mette dentro un tiro da due, la partita sembra possa prendere la direzione della squadra di casa. Ma chi lo ha pensato si è fatto i conti senza l’oste, senza la Quigley, senza la Lavander: quattro punti in 40 secondi ribaltano il risultato. 61-62.

E se fino a quel punto la partita avrebbe dovuto essere vietata ai soli malati di cuore, da adesso in poi sarebbe da vietare a tutti: tante, troppe le emozioni vissute in quegli ultimi 2 minuti.

A 1:42 ci pensa Nicole Romeo e la sua tripla a far palpitare i cuori dei tanti presenti in tribuna. Poi continuano le altre nove, sbagliando canestri tutto sommato facili e perdendo palloni in modo banale.

Sul 64-62, a un minuto dalla sirena, per la Famila arriva la redde rationem, il momento di ricorrere al fallo sistematico. Per loro sfortuna, però, le ragusane sono precise dalla lunetta, mentre le scledensi non riescono più a trovare il canestro. Così, fallo dopo fallo, punto dopo punto si arriva al 6762 finale.

Tra 48 ore si replica, e in casa Passalacqua, facendo tutti gli scongiuri del caso, si spera si possa replicare quanto già visto semifinale, epilogo in trasferta compreso. Le ragazze biancoverdi hanno dimostrato di poterlo fare.

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