La società civile e la classe politica

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Gli insegnanti e i genitori dei compagni di classe di Suzana, la rom minacciata da quel branco di cerebrolesi fascisti, che su stanno dando i turni per non lasciare sola lei e le sue figlie.
La raccolta fondi per i bambini esclusi dalla mensa a Lodi di alcuni mesi fa.
L’imponente manifestazione per protestare contro l’ondata di razzismo culminata nella sparatoria di Traini, un altro amico dei fascisti, l’anno scorso.
Le manifestazioni di Non una di meno contro il Congresso della famiglia.
Non ci sono forze dell’ordine che proteggono quella famiglia, non c’era rappresentanza politica alla manifestazione di Macerata (osteggiata anzi dal Viminale), c’erano e ci sono intellettuali che quelle manifestazioni (soprattutto quella di Verona) le hanno osteggiate.
Mi sembra incredibile che ci sia, da una parte chi non fa altro che fare e dire proprio quello che dice laggente, e da un’altra chi si è girato dall’altra parte o che si guarda il proprio ombelico e la gente (magari questa gente) non la vede proprio.
Forse l’Italia non è un paese razzista e fascista, sicuramente l’Italia ha pezzo di società civile che esiste, che però non ha nessuna rappresentanza istituzionale, politica e in grossa parte neanche intellettuale. Zero. Un pezzo di società civile che è molto migliore della sua classe politica e istituzionale

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