Schio è tricolore

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La corsa al titolo della Passalacqua Ragusa si ferma a gara4. Con la netta vittoria di stasera, netta sia per il risultato finale, 62-81, che per quanto visto oggi sul parquet del PalaMinardi, la Famila Schio si è laureata Campione d’Italia per la decima volta nella sua storia, la seconda consecutiva, la sesta in sette stagioni.

Ben poco hanno potuto le padrone di casa: di fronte si sono trovate una macchina perfetta, sia in difesa che in attacco. Ciò nonostante, e nonostante un inizio ad handicap (i primi punti biancoversi li ha segnati capitan Consolini solo al 6:56, quando il punteggio era di 0-7), le ragazze di coach Recupido, cui vanno i complimenti per come ha diretto la sua squadra durante tutto questo campionato, ci hanno provato e, dopo essere sprofondati a -14, erano anche riuscite a portarsi sul -4 quando mancavano pochi secondi alla sirena del terzo quarto. Poi, con il passare dei minuti e con le forze che sono venute meno, e per la Passalacqua non c’è stato niente da fare.

L’inizio, si diceva, è stato di quelli tosti: una tripla e due tiri da due per le oranges, tre tiri sbagliati per le biancoverdi. A quel punto ci ha pensato Chiara Consolini, il capitano, a caricarsi sulle spalle la sua squadra e a farla ripartire: prima la Passalacqua riesce a farsi sotto, e al 1:33 arriva addirittura ad impattare sul 16 pari. Il PalaMinardi, finalmente quasi esaurito, è una bolgia.

Il parziale si chiude sul 19-21. Ragusa sembra esserci, e dà l’impressione di poter contendere la vittoria alle scledensi.

Il secondo quarto, però, inizia così com’era iniziato il primo, con la differenza, questa volta, che le ragusane non riescono a riportarsi sotto e così è Schio, pian piano, a scappare via. All’intervallo lungo il tabellone dice Ragusa 36, Schio 47.

Al rientro, dopo i primi minuti di sostanziale parità, Schio allunga ancora. Al 6:00 si porta sul 39-54, massimo vantaggio fino a quel momento, e, per quanto si sta vedendo sul parquet, sembra che le ragazze della Passalacqua siano alla frutta mentre a quelle del Famila sembrano ancora fresche pare possano da un momento all’altro chiudere definitivamente la partita. Ma mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Ragusa ha infatti uno scatto d’orgoglio e riesce a riavvicinarsi nel punteggio, fino a raggiungere, a 52 secondi dal termine, il 52-56. Il terzo quarto si chiude però sul 52-60 e, per Ragusa, è l’inizio della fine.

Nell’ultimo quarto alle ragusane le forze iniziano a venire meno, le gambe non rispondono più come prima e, di conseguenza, gli errori si fanno più frequenti. Al 7:05 Schio è avanti di 15 (54-69, parziale di 2-13), a metà tempo si è sul 56-73 (fino a quel momento Ragusa ha segnato solo 4 punti, Schio 17).

Ciò nonostante Gianni Recupido continua a sbracciarsi per indicare la via alle proprie giocatrici e quelli del gruppo Si stonaaaa seguitano imperterriti ad incitare le proprie beniamine. Quando però al 2:20 Schio va sul +19 i primi spettatori iniziano a lasciare il palazzetto e anche il coach biancoverde si arrende e mette dentro la linea verde iblea, Stroscio, Rimi e Bongiorno.

La partita termina tra gli appalusi del pubblico ragusano, il “grazie” rivolto alle proprie giocatrici intonato dai tifosi biancoverdi, e le urla di gioia delle ragazze oranges per la conquista dell’ennesimo tricolore.

La stagione italiana del basket femminile termina qui (tra un mese e mezzo prenderanno il via i campionati europei) e la Passalacqua Ragusa, nonostante i volti scuri delle giocatrici alla fine dell’incontro, dev’essere soddisfatta per quanto fatto quest’anno: una Coppa Italia vinta e, per la quarta volta in sei anni, un secondo posto in campionato non sono risultati da snobbare. L’unico rammarico, se vogliamo, potrebbe essere per la “quasi” vittoria in gara1. Vincendola, chissà come sarebbe andata la serie. Ma è inutile piangere sul latte versato, a ottobre ci si riproverà. Grazie lo stesso Passalacqua!

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