“INFLUENCER”: un mondo di stereotipati senza personalità.

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Grandissimi applausi del numerosissimo pubblico per “Influencer” di Francesca Agate, regia di Plinio Milazzo, spettacolo “moderno” ed “originale” andato in scena in unico atto al Teatro del Canovaccio di Catania, dal 7 al 9 giugno c.a.

Siamo tutti “influenzati” e per guarire, in questo caso, non serve il paracetamolo ma soltanto una grande personalità, siamo tutti “consigliati” da fashion blogger, food blogger  e quant’altro,   “influenzatori” che, se riflettiamo attentamente, sono sempre esistiti, fin dalla creazione del mondo. Lo dimostra l’originale, divertentissimo e moderno spettacolo “Influencer” , scritto da Francesca Agate e sapientemente, scrupolosamente diretto da Plinio Milazzo. Un atto unico gradevolissimo ed esilarante, specchio di una società succube e “malata” di tecnologia e conformismo, intossicata dal web e dai social.

Una volta i bambini dichiaravano che da grandi avrebbero voluto fare chi l’astronauta, chi il pompiere o il calciatore, il dottore, il veterinario, la parrucchiera;  mestieri “classici” ma soprattutto utili.

Oggi vogliono fare l’influencer e cioè, un individuo capace di influenzare un ampio pubblico, dettando comportamenti e scelte, come la Ferragni: hanno il sogno di attirare a se milioni di “senza personalità” alla ricerca di identità e collocazione sociale. Una grande catena di montaggio che produce esseri stereotipati e senza alcuna originalità e personalità.

Lo spettacolo “INFLUENCER”,  scritto da Francesca Agate, è un insieme di siparietti brillanti, dall’ironia arguta e spesso improvvisata con grande maestria e professionalità. Si parte dalla creazione, un Eden popolato da un ingenuo Adamo, da una ipercritica, insoddisfatta e pungente Eva e dal serpente dalla lingua biforcuta sempre pronta a stuzzicare i primi due esseri viventi. Si giunge poi in un ristorante giapponese dove, una probabile futura coppia, viene continuamente disturbata da un divertente ma inopportuno cameriere nipponico. Dopo un salto dai Maja, che influenzarono i posteri con la profezia della fine del mondo che doveva avvenire nel 2012 (pericolo scampato!), arriviamo  addirittura nello spazio con un’astronave a forma di “arancino finestrato”, con tanto di astronauti in tuta spaziale.


Tre eccellenti attori in scena, disinvolti, affiatati, divertenti: il regista Plinio Milazzo, capace, istrionico, dalla battuta sempre pronta; Giuseppe Calaciura, garbato  in ogni suo lavoro appropriato e con grande compostezza scenica; Carmela Silvia Sanfilippo, versatile, poliedrica ed ingegnosa.

Un trio vincente in virtù del fatto che, ogni singola personalità dei tre attori, si completa l’una con l’altra senza mai prevaricazioni, producendo sulla scena equilibrio e fruibilità.

Grandi applausi finali meritati hanno sottolineato il gradimento del pubblico per uno spettacolo ben fatto e ben interpretato.

Il teatro del Canovaccio chiude così la sua stagione teatrale 2018/2019, con tante salvifiche risate in attesa della nuova, interessantissima programmazione.

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