Resilienza – Le canzoni della mia vita

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Maria Antonella De Blasi, palermitana di nascita ma alcamese da sempre, e il suo romanzo Resilienza – Le canzoni della mia vita sono una sola cosa. Perché in questa sua opera prima c’è lei, la De Blasi, la sua storia, la sua vita; un libro nel quale l’autrice si racconta senza veli, senza pudori. Resilienza è dunque un romanzo autobiografico, un sincero viaggio interiore che racconta l’adolescenza e la maturità di una donna che ha vissuto, e vive ancora, intensamente la propria vita nonostante le “ferite” subite nel corso degli anni.

Resilienza è un libro autobiografico, una “confessione”. Perché hai deciso di scriverlo?
Perché ho notato che molti pensieri affollavano la mia mente stanca e volevo dare corpo ai miei ricordi e renderli immortali, perché fra qualche anno potrei essere vecchia, smemorata e dimenticare tutto quello che ho vissuto, i luoghi e le persone che ho amato. Per questo motivo desidero perpetuare tutto in questi fogli bianchi, perché gli anni passano più rapidamente di quanti che si pensi e non voglio perdere tempo.

Racconti tanto di te, in un certo senso in quelle pagine ti metti a nudo. Durante la sua stesura non hai mai pensato di abbandonare il progetto? In fondo è come se ti fossi raccontata a qualcuno che hai appena conosciuto…
No, non mai pensato di abbandonare “la mia creatura”. Ho deciso di concludere il mio lavoro che paragono ad un parto indolore voluto e concepito con tutta me stessa. Sono consapevole che raccontando la mia vita a degli sconosciuti lettori metto a nudo le mie ferite, la mia intimità e il mio vissuto. Come ho scritto nel libro “ormai le mie cicatrici sono guarite” e sono orgogliosa di ciascuna di esse, dei dolori e del mio passato al mondo.  Anzi, spero che il lettore sconosciuto, leggendo la mia storia, possa trovare anche un pizzico di conforto, fiducia e speranza.

Quando hai avuto l’idea e quanto ci hai messo a completarlo?
L’idea mi è venuta durante l’estate del 2018, in un caldo pomeriggio di luglio. Ho completato il lavoro a maggio 2019.

I capitoli del tuo romanzo sono scanditi da canzoni. Il perché viene spiegato nel libro, ma voglia spiegarlo a chi leggerà questa intervista?
Ho dedicato ogni capitolo a una canzone a me molto cara perché la musica ha rappresentato il filo conduttore del mio lavoro in quanto mi ha accompagnato e mi accompagna in tutti periodi della mia vita. Con le parole e i testi delle mie canzoni preferite trovavo conforto e sostegno.

E perché proprio quelle canzoni e non altre?
Perché erano quelle che amavo di più e che mi hanno accompagnato nei momenti più bui e solitari. Mentre scrivevo il libro, difatti, mi venivano in mente i ritornelli, i suoni e le parole.

Mi dicevi che le persone più vicine a te lo hanno letto solo qualche giorno fa. Perché li hai fatti partecipi del tuo lavoro?
Inizialmente ho fatto leggere loro solo poche pagine, desideravo prima completarlo. Perché non volevo interferenze nei miei ricordi, dovevano essere puri e senza contaminazioni esterne. Inoltre, desideravo sorprendere i miei cari con la consegna del mio lavoro già completo quasi a voler regalare loro il frutto dei miei ricordi e dei miei pensieri.

Adesso che lo hanno letto quale è stata la loro reazione?
Mi hanno riferito la loro gioia e a loro emozione; hanno trovato la trama interessante, la lettura scorrevole. Alcuni di loro che hanno vissuto con me determinati episodi hanno piacevolmente ricordato le emozioni vissute in quei momenti. Altri, esterni alla vicenda, hanno rivissuto con me il ricordo di un periodo, gli anni 70-80, per certi aspetti diverso da quello attuale.

Hai nostalgia per gli anni che racconti nel tuo libro e per la Alcamo di quel periodo?
No, non sono una nostalgica, mi piace ricordare e confrontare passato e presente, mescolarli insieme e contemporaneamente guardare sempre al futuro. Indietro non voglio proprio ritornare, sono soddisfatta del mio passato e non cambierei nulla. Aspetto la vecchiaia come un porto tranquillo dove riposare con i miei affetti più cari.

Come ti senti quando scrivi, come definiresti il tuo lavoro?
Io mi sento un artigiano, proprio come Mastro Geppetto con il suo pezzo di legno. Io, invece, ho il mio foglio bianco e cerco le parole che possano trasmettere meglio le mie emozioni. Leggo e rileggo il testo e aggiungo, modifico, arricchisco, anche i piccoli particolari per far assaporare al lettore tutti i colori e le sfumature che io stessa ho sentito, ascoltato o vissuto. Amo molto una frase di Maria Montessori, “Quando la mano si perfeziona in un lavoro scelto spontaneamente, e nasce la volontà di riuscire di superare un ostacolo, la coscienza si arricchisce di qualcosa di ben diverso di una semplice cognizione: è la coscienza del proprio valore”. Ebbene, io ho incontrato qualcosa di nuovo nella mia vita e la mia mano sinistra si è arricchita e perfezionata in questo nuovo lavoro.

Cosa c’è adesso nel futuro di Maria Antonella De Blasi scrittrice?
Per il momento aspetto con ansia di scoprire la reazione dei miei lettori a Resilienza. Se dovessi riscontrare il loro interesse, ho già in “cantiere” un nuovo libro non autobiografico ma intrigante.

Resilienza – Le canzoni della mia vita sarà presentato sabato 29 giugno, alle ore 18:00, presso il Collegio dei Gesuiti di Alcamo ed è già acquistabile sul sito di Operaincerta Editore (www.operaincertaeditore.it)

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