“CARA COMPAGNA – ricordi di un amore vero”: la forza di una donna che sa amare.

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Uno spettacolo raffinato, ricercato, per chi ama il vero teatro, il teatro che scava le profondità dell’anima. In una serata afosa, nell’incantevole scenario del “Giardino Pippo Fava” del “Centro Teatrale Fabbrica Teatro” di Via Caronda – Catania, va in scena dal 26 al 28 luglio, dal 9 al 11 agosto, dal 6 al 12 settembre c.a. la storia intima e poetica di Nilde Iotti e Palmiro Togliatti.

“Cara compagna” di Gianni Scuto è un lavoro non facile, di grande intensità emotiva affrontato con la massima concentrazione e tantissima onestà scenica. I costumi sono di Anna Pelligra, le scene di Bernardo Perrone.

La diligente, impeccabile, esperta regia di Gianni Scuto mostra il lato intimo, il lato sentimentale di una donna di Stato, donna forte e coraggiosa, forza e coraggio attinti dall’amore della sua vita, quello per Palmiro Togliatti.

Leonilde Iotti, detta Nilde (Nina per Togliatti), partigiana, cattolica, membro del comitato di liberazione nazionale, s’innamorata del ministro guarda sigilli del primo governo di unità nazionale, Palmiro Togliatti.

Si racconta che l’amore tra i due sia nato in un ascensore. Più avanti galeotta sarà una leggera carezza di Togliatti ai suoi capelli mentre scendono lo scalone di Montecitorio: seguono poi delle appassionate conversazioni sui poemi cavallereschi di Ariosto e di Boiardo, qualche incontro clandestino e infine l’amore.  Togliatti avverte una «vertigine davanti a un abisso», la Iotti sente «sgomento per questo immenso mistero d’amore che mi dà le vertigini» (come si legge nelle loro epistole, sapientemente raccontate dagli attori sul palcoscenico frutto di accurate ricerche del regista dello spettacolo).

Palmiro Togliatti è più grande della Iotti di 27 anni ed è sposato: la moglie, Rita Montagnana, è un esponente di spicco del Partito Comunista, ha fatto la Resistenza e con Togliatti ha un figlio, Aldo. Nonostante l’avere una relazione extraconiugale sia un reato penale, Togliatti e la Iotti non riescono a rinunciare al loro amore: il segretario del PCI chiede al compagno di partito Pietro Secchia di trovare una sistemazione per lui e la Iotti ma alla fine i due andranno a vivere in un umido abbaino all’ultimo piano di Botteghe Oscure, sede del PCI, e poi in un villino a Montesacro. La loro unione è contestata  soprattutto dal partito, il quale arriva a installare delle microspie per sorvegliarli. Pietro Secchia informa anche Stalin della “crisi personale del segretario”, spera di spedire  Togliatti al Comintern russo o al Cominform di Praga e arriva ad insinuare dubbi sul comunismo della deputata.

Per “ragion di Stato” Nilde dovrà rinunciare ad un figlio naturale con Palmiro  preferendo l’adozione di una bambina rimasta orfana, Marisa Malagoli, sorella minore di uno dei sei operai rimasti uccisi negli scontri con le forze dell’ordine il 9 gennaio 1950, a Modena, nel corso di una manifestazione. Aldo, il figlio di Togliatti, sarà la persona che più di tutte soffrirà per la relazione del padre con la Iotti: già sofferente di depressione, dopo la morte della madre Rita sarà internato in un ospedale psichiatrico, dove resterà fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2011. Neanche l’aver fatto scudo a Togliatti gettandosi sul suo corpo, in occasione dell’attentato del 1948 a opera di un esaltato, avrà alcun valore agli occhi degli esponenti del partito: la Iotti dovrà infatti aspettare la morte di Togliatti, nel 1964, per poter essere riconosciuta ufficialmente come sua compagna.  Sarà eletta Presidente della Camera, prima donna nella storia della Repubblica, nel 1979.

Sulla scena di questo raffinato atto unico, Nilde Iotti ha il grande cuore, la profonda anima dell’impeccabile, eccellente attrice Barbara Cracchiolo. La sua Nilde è viscerale, emozionata ed emozionante, pienamente consapevole del suo significante ruolo come compagna di un grande uomo politico e come parte attiva della politica italiana del tempo.

Grande vigore interpretativo,  considerevole spessore artistico ritroviamo nel Togliatti scenico, l’esemplare attore Domenico Maugeri. Convincente con serenità, interpretazione pacata, sicura , naturale.

Grande esperienza, grande destrezza e duttilità nell’attore Enrico Pappalardo il quale interpreta egregiamente l’esaltato che attenta alla vita di Togliatti per bene dell’umanità e del compagno di partito di quest’ultimo, Pietro Secchia.

Una bella storia ma travagliatissima, raccontata con semplicità ma, nello stesso tempo, con grande vigore; passione e tormento ma anche emozione, orgoglio ed amor patrio.

“Una storia”, come scrive il regista Gianni Scuto nelle sue note, “che ha contribuito non poco alla nascita della nostra Repubblica e al consolidamento della democrazia del nostro paese” e la dimostrazione, noi aggiungeremo, che una donna che ama veramente diventa invincibile.

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