Al castello Ursino si consuma il dramma di Fedra dove amore e morte sono indissolubilmente legati

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CATANIA- Continua con successo la rassegna Mitoff, dedicata al teatro classico, diretta ed ideata dal regista e attore Salvatore Guglielmino con la rappresentazione di “Fedra”  dell’opera di Seneca.

La corte del Castello Ursino è la splendida location dove si consuma il dramma di Fedra, una superba Alice Ferlito, innamorata del figliastro Ippolito, interpretato da un credibile Paolo Toti Guagenti, e sposa di Teseo, un convincente Alessandro Ferrari, dove il pathos della perfetta interpretazione della protagonista coinvolge la gremita platea  sin dalla prima battuta fino al compimento della tragedia con la morte del giovane e il conseguente suicidio della donna dopo che avrà spinto, su consiglio della nutrice, un ottima Ketty Governali, l’ignaro marito ad uccidere il figlio per la finta violenza sessuale subita.

Lo spettacolo diretto sapientemente da Salvatore Guglielmino ed inserito nel cartellone del SummerFest patrocinato dal Comune di Catania, con la collaborazione dell’Associazione Esclarmonde per una produzione MediaManagerEvents è forte ed incisivo nel raccontare l’amore impossibile e sicuramente non convenzionale di una donna matura dove la crudeltà di un mondo dedito alle pene inflitte dalla propria rabbia e non da un tribunale civile tocca l’apice della crudeltà quando il dolore dell’anima prende il sopravvento davanti ai brandelli del corpo dell’amato. colpevole solamente di averla rifiutata.

Il desiderio e la passione presenti in ogni singolo movimento e battuta dei protagonisti rimarca, in una scena essenziale impreziosita nel prologo dalle musiche originali di Carmelo Siracusa degli Sugafree e dalla voce fuori campo di Arianna D’Urso,  le miserie umane che ieri come oggi non trovano pace se non nel possesso dell’oggetto desiderato stimolando nel pubblico numerose riflessioni sull’evoluzione umana e sul futuro della nostra società civile alla quale di civile resta ben poco, dove sentimenti di amore e morte sono perfettamente amalgamati e indissolubilmente legati.

Ufficio Stampa

Elisa Guccione

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