L’Aquila, Riace e il poraccismo

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Comunque la si pensi, ZeroCalcare è forse il graphic novelist più famoso d’Italia mentre Roberto Saviano è uno scrittore che ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in tutto il mondo. La loro presenza in un festival – e qui a Perugia è successo diverse volte – rappresenta avere i riflettori addosso, essere, in qualche modo, al centro del mondo.
Comunque la si pensi, Riace era diventato un modello studiato in tutto il mondo, aveva avuto l’onore di vincere premi ed essere la protagonista di un documentario di Wim Wenders.
Ecco, il poraccismo della destra di oggi è questo: omettini piccoli piccoli che non sanno andare oltre le loro battaglie fatte di fumosissime ripicche, anche a costo di impedire a L’Aquila di avere i riflettori dell’Italia e del mondo, anche a costo di farla diventare di nuovo e solo la città del terremoto, anche a costo di cancellare la storia che aveva portato Riace al centro del mondo, anche a costo di farla diventare di nuovo un anonimo paesino della Calabria che sta morendo.
Avere una sinistra che è riuscita a lasciare via libera a tutto questo poracciume è una cosa veramente imperdonabile.

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