Passi avanti in campo medico

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La medicina sta facendo passi da gigante per poter dare alle persone altro tempo, una maggiore garanzia di vita, una prospettiva di vita migliore. In Italia come in Francia vi sono ospedali all’avanguardia con medici in grado di poter dare tutto questo.

In un reportage de Le Iene di martedì scorso si è parlato di un ospedale dei sogni, così lo hanno soprannominato il Rizzoli di Bologna, in cui opera Alessandro Gasbarrini, direttore di Chirurgia vertebrale. Il medico di fama internazionale ha utilizzato una stampante 3D per realizzare delle protesi da impiantare all’interno di pazienti che hanno il cancro “sulla base di una TAC abbiamo realizzato una protesi in titanio che riproduce perfettamente la forma di una o più vertebre umane.”. Durante il servizio andato in onda su Italia 1, Gasbarrini ha parlato della sua brillante intuizione e di come mesi e mesi di studio e lavoro minuzioso insieme ai suoi collaboratori e ingegneri hanno portato a questa innovazione in campo medico: “nelle stazioni spaziali hanno delle stampanti 3D da utilizzare per creare loro i pezzi, quindi ho pensato perché sulla Terra non si può fare altrettanto per chi ha un tumore?”; inoltre ha permesso alle Iene di assistere ad un caso in cui il tumore trattato era molto aggressivo. Dopo aver asportato tutto il tumore ed aver impiantato la nuova protesi il paziente è stato trasferito in terapia intensiva e se tutto andrà come previsto nel giro di pochi giorni sarà già in piedi.

Altro caso di miracolo in Francia. Un uomo paralizzato è riuscito nuovamente a camminare grazie ad un esoscheletro comandato dal pensiero. Questa tecnologia all’avanguardia, sviluppata a Grenoble in Francia, è stata concepita grazie alla mappatura di alcune aree del cervello, zone che si attivano quando l’individuo immagina di camminare e muovere le braccia. Questo esoscheletro raccoglie i pensieri ed è guidato da alcuni elettrodi speciali. All’uomo è stato impiantato un microchip nella testa che è in grado di poter comandare l’esoscheletro, che raccoglie i pensieri ed è guidato da degli elettrodi speciali. Affermano che la tecnologia funziona perfettamente da 27 mesi e che il paziente ha prima imparato a comandare la sua “armatura” e poi sono stati raccolti gli impulsi elettrici del suo cervello. Esperimenti antecedenti a questi sono falliti perché impiantati troppo in profondità provocando non pochi problemi.

Se i ricercatori di Grenoble non vedono l’ora di riproporre l’esperimento su altri pazienti e perfezionare questa “armatura” supertecnologia, Gasbarrini, al Rizzoli non si vuole fermare qui anzi vuole puntare a risolvere la paraplegia, condizione in cui versa la parte inferiore del corpo di un individuo affetto da paralisi motoria e/o carenza funzionale.

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