TROPPU TRAFFICU PPI CARRUBA – un uomo affetto da “consorteria”

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Da sinistra Valerio Santi, Mimmo Mignemi, Francesco Russo

Scroscianti applausi per “Troppu trafficu ppi Carrubba, scritto e diretto da Giuseppe Dipasquale, spin off da “Troppu trafficu ppi nenti” di Camilleri – Dipasquale, al Must – Musco Teatro di Catania dal 25 al 27 ottobre c.a.

Valeria Contadino

Quando si può far ridere anche senza volgarità e trivialità, in modo intelligente ed originale, creativo e geniale!

Carrubba, sempliciotto e scomposto capo della guarnigione (o come dirà lui “guarnizione”) del Duca Lionatu di Messina, coadiuvato nel suo compito dagli strampalati Ugo e Sorba; Carrubba è “affetto da consorteria”, altrimenti detto “sposato” con la bellissima ma severa, autoritaria e violenta Ofelia che gli ha fatto dono di dodici pargoletti. Il poveruomo subisce l’autorità della moglie con rassegnazione e terrore fin quando non incontra la “non bellissima” Genoveffa ma di grande cuore e grande dolcezza: i due s’innamorano. Ofelia scopre il tradimento ed intende punire con violenza il marito. L’idea di Ugo, giovane sognatore ambizioso, potrebbe salvare vita e matrimonio del capo. I tre si rivolgono al dottor Fiordipisello, fratello di Genoveffa da sempre innamorato di Ofelia, per far certificare una finta malattia che spinge Carrubba ad una temporanea amnesia.

Valeria Contadino, Mimmo Mignemi

Due atti divertentissimi, con le belle musiche del maestro Matteo Musumeci e l’attenta e competente regia di Giuseppe Dipasquale, dove l’eccellente Mimmo Mignemi, nel ruolo di Carrubba, è un grande trascinatore, professionista di grande esperienza e personalità. Perfetti i tempi comici anche se la difficoltà delle parole nel testo non è indifferente: il linguaggio usato, infatti, è un connubio tra siciliano ed espressioni di originale fattura (davvero esilaranti le parole usate al posto di altre per assonanza).

I sempre appropriati, affiatati ed abili attori Valerio Santi e Francesco Russo, sono in scena rispettivamente Sorba e Ugo.

Assolutamente naturale e sempre all’altezza del ruolo che interpreta, l’attrice Valeria Contadino presta volto, cuore e temperamento ad Ofelia.

La soave voce, la dolcezza e la semplicità dell’attrice Rita Abela, regala al pubblico la personalità di Genoveffa, ragazza non bellissima ma di grande tenerezza.

Valeria Contadino, Cosimo Coltraro, in basso Mimmo Mignemi

Il dottor Fiordipisello, fratello di Genoveffa, è in scena ben caratterizzato, con saggezza e competenza, da Cosimo Coltraro.

Alla fine trionferà l’amore, quello vero, quello che supera ogni convenzione e pregiudizio sociale, quello che è scaturito dal cuore (Carrubba – Cheri dirà a Genoveffa – Genny “Tu sei la coronografia della mia vita”, ad indicare che il suo è un amore che scaturisce dalla profondità del cuore): il dottore si unirà ad Ofelia e Carrubba a Genoveffa. I nuovi cognati cresceranno insieme i dodici pargoletti di Carrubba ed Ofelia.

Tutto è bene quel che finisce bene: l’amore trionfa sempre. E vissero felici e contenti

Un cast ben affiatato, divertente, coinvolgente: due ore di pure e pulite risate in piena spensieratezza hanno allietato un pubblico attento e deliziato che ha lungamente applaudito un lavoro ben fatto.

Rita Abela, Valeria Contadino, Cosimo Coltraro, Valerio santi, Francesco Russo

Che l’amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore.
(Emily Dickinson)

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