Facebook e le Sardine

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Qualche giorno fa la pagina delle Sardine è stata oscurata, probabilmente per via di diverse segnalazioni, di cui è abbastanza facile immaginare la provenienza, e poi ripristinata ma è stata sufficiente a darci la nostra dose di indignazione quotidiana.
Il corto circuito interessante di questa cosa è che Facebook è stato il motore di tutto quel movimento, il campo da gioco da cui è partito tutto e su cui quel tutto si è mosso. Ma sono bastate un paio di settimane a ricordarci che questa roba su cui ogni tanto facciamo ‘sti sogni un po’ utopistici è di proprietà di un tizio che, di fatto, può fare il bello e il cattivo tempo, decidere chi può scrivere e cosa, in modo del tutto arbitrario e sbilanciato verso i suoi interessi, economici prima di tutto.
Questo corto circuito mi sembra una bella metafora del sistema capitalistico in cui tutti noi ci muoviamo, Sardine e non, in cui l’interesse economico di pochi è il campo da gioco su cui tutti noi ci muoviamo, convinti di essere liberi ma in cui non siamo liberi neanche per un cazzo.
Io su queste Sardine sono ancora piuttosto scettico ma magari questo corto circuito è il motore giusto per spingere anche loro (noi?) a essere più anti sistema di così, perché Salvini è una rottura di cazzo ma è comunque sempre più un sintomo che la malattia.

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