Le simpatie occidentali per i Curdi

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In tutto l’Occidente dilagano le simpatie per i Curdi, eccezionalmente condivise da destra e sinistra, de sovranisti e globalisti. Il disimpegno americano è stato visto come un orribile tradimento, cosi come l’incapacità della UE di andare in loro soccorso al di là dei nobili discorsi (ma questo accade in tutti gli scacchieri del mondo).

Il fatto è che noi vediamo nei Curdi siriani un gruppo che è vicino alla nostra mentalità: sono laici (anche se religiosi), hanno perfino battaglioni femminili (non misti perché comunque non promiscui), hanno combattuto eroicamente a Kobane, la Stalingrado del Medio Oriente, tanto che alcuni europei sono addirittura partiti per combattere con loro (fra cui il nostro Asperti).

Il problema è però che uno stato curdo autonomo, come previsto a Sevres, NON è realizzabile: inevitabilmente allora i Curdi sono destinati alla sconfitta finale per quante battaglie possano vincere, per quanti meriti possano avere.

Chiariamo questi concetti partendo da un brevissimo cenno storico. I Curdi sono i discendenti dei Medi, un ramo dei persiani. Le loro sedi sono i monti centrali del M.O. e non le ampie pianure dove sorsero le grandi civiltà. Proprio per questo motivo hanno conservato la propria identità: non sono stati culturalmente assimilati dagli Assiri, né dai Greci (poi Bizantini), né dagli Arabi, e tanto meno dai Persiani o dai Turchi. Sono sempre rimasti i montanari arretrati. Non hanno nemmeno una lingua comune ma molti dialetti perché non si è realizzato quel processo normativo che porta alla lingua nazionale, il che però non esclude una forte identità nazionale. Ma il mantenere una propria identità nel passato non ha portato a problemi particolari perché nel M.O. non esisteva il concetto di stato nazionale ma solo di imperi multietnici: persiano, ellenistico, romano, bizantino arabo, turco. L’unico personaggio curdo che ricordiamo nella storia è Salah el din (Saladino): il fatto di essere curdo non gli impedì di crearsi vasti domini nei paesi arabi, di guidare gli eserciti islamici alla riconquista di Gerusalemme proprio perché non esisteva l’idea di uno stato nazione.

Solo dal ‘900, quando anche in M.O. si è cominciato a diffondere il concetto europeo di nazione-stato e non più di imperi o di Umma è sorto il problema dei Curdi come tanti altri perché quel concetto non è proponibile in M.O. (ed ha fatto enormi disastri in Europa).

Il problema curdo quindi ha le sue radici NON nella mentalità del M.O. ma in quella europea.

La vicenda comincia nel 1918 con la sconfitta e lo smembramento dell’impero turco e con la pace di Sevres nella quale si parlava di uno stato curdo (piuttosto vagamente, per la verità). I Greci vollero rivendicare la loro identità nell’Anatolia ma subito finirono con il volere quasi tutta l’Anatolia e dominare i ben più numerosi Turchi. I Turchi rivendicarono allora la propria identità e scoppiò una tragica guerra che fini con la cacciata di tutti i Greci dalle sedi dell’Anatolia in cui risiedevano dagli albori della storia (e la cacciata dei Turchi dalla Grecia). Dopo la guerra, nel nuovo trattato di Losanna, non si parlò più di stato curdo anche perché i Turchi avevano preso la parte dell’Anatolia abitata dai Curdi e nessuno voleva cominciare una nuova tragica guerra. I Curdi furono quindi divisi fra Turchia, Iraq, Iran e Siria. Cominciarono quindi tragiche rivolte seguite da tragiche repressione in Iran, Iraq, Turchia (non in Siria). D’altra parte i confini territoriali non sono nemmeno netti, come dovunque d’altronde, a prescindere che un gran numero di Curdi si sono spostati negli stati di cui facevano parte (non ci sono Curdi solo fra i monti ma anche a Bagdad, a Bassora, a Istambul, a Damasco). Anche in Siria i Curdi hanno preso il controllo del Rojava (in curdo: occidente) che è abitato pero anche da Arabi e Turchi (turcomanni). Infatti a combattere sul terreno contro i Curdi non sono stati i Turchi ma milizie arabe loro alleate a cui non piaceva il predominio curdo.

Nelle crisi mediorientali gli Americani hanno trovato nei Curdi un alleato prezioso prima contro il regime di Saddam e in seguito contro l’ISIS. Va anche notato che l’alleanza è stata vitale per i Curdi che hanno potuto raggiungere una sostanziale autonomia dall’Iraq e quindi si sono salvati dalle follie dell’ISIS.

La formazione di uno stato curdo quindi comporterebbe la crisi di quattro stati con ripercussioni e conseguenze imprevedibili: nessuno pensa che possa accadere veramente, nemmeno i Curdi più pragmatici che quindi parlano di una autonomia. Però l’autonomia dei Curdi in Iraq si è risolto nella creazione di uno stato indipendente nei fatti e lo stesso sembrava dovesse accadere in Siria, nel Rojava.

Resta da spiegare perché mai un popolo arretrato, tradizionalmente conservatore, islamico, sia divenuto così laico (non ateo) da suscitare le simpatie occidentali. Ad esempio, nel passato essi furono nemici dei vicini Armeni per intolleranza religiosa e presero parte importante al genocidio armeno del 1915.

Bisogna considerare che la fine del colonialismo in M.O. portò al potere una classe dirigente fortemente occidentalizzata: il nazionalismo arabo fu laico dall’Iran al Marocco a prescindere che guardassero verso gli USA o verso l’URSS e solo in seguito si ridestarono l’anima islamica e anche il radicalismo religioso.

In questo contesto presso i Curdi si affermò propriamente un indirizzo filo comunista (il PKK, partito dei lavoratori curdi guidato fra gli altri da Ochalan, ricevuto con onore dal nostro Bertinotti) ed avevano quindi l’ostilità occidentale tanto che tuttora il PKK rimane nella black list USA. Non ci fu propriamente contrasto con la fede islamica ma comunque comportò un’accentuata laicizzazione (come in tutti i nazionalismi medio orientali). Quando poi si sono ridestate le spinte religiose e il M.O. è precipitato in uno scontro religioso senza fine, i Curdi hanno conservato il laicismo come una bandiera nazionale rafforzata poi quando i fatti della storia li hanno sospinti ad essere i più fedeli alleati degli USA.

Non saprei però dire quando effettivamente il laicismo sia veramente diffuso in quel popolo: il fatto che esistano battaglioni femminili potrebbe essere anche un’eccezione.

Hanno pure differenze fra di loro ma non guarderei tanto ai vari gruppi ma al fatto che il popolo più arretrato del M.O. è diventato in breve tempo quello più evoluto (secondo criteri occidentali si capisce). Da qui nascono le grandi simpatie europee. Certo, non tutti i curdi sono occidentalizzati; nell’ISIS stessa c’erano dei curdi. Ma in tutti i popoli vi sono contrasti culturali spesso drammatici: la guerra civile spagnola o russa non esclude certo che esistono quelle nazionalità.

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