“IL PRINCIPE RANOCCHIO”: l’apparenza inganna e la cultura libera

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Grande successo e scroscianti applausi per “Il principe ranocchio”, tratto dal racconto dei fratelli Grimm, scritto da Giuseppe Bisicchia, al Teatro Brancati di Catania lunedì 23 dicembre c.a.

Teatro gremito, grande e coinvolgente entusiasmo, un pubblico giovane e meno giovane e tra i meno giovani, qualcuna cede al richiamo del cellulare prontamente “richiamata” a sua volta da uno degli attori in scena impegnato nell’interpretazione del proprio personaggio (com’è squallido e da maleducati andare a teatro con l’incapacità di rinunciare allo smartphone per due ore circa!).

Dopo il grande successo dello scorso debutto nel mese di novembre, sul palco del Teatro Brancati di Catania viene riproposto lo spettacolo “Il principe ranocchio”, musical ispirato al racconto dei fratelli Grimm, riadattato per le scene da Giuseppe Bisicchia, autore della regia insieme a Massimo Giustolisi, per una produzione “Buio in Sala”, diretto da Silvana D’Anca.

Con le musiche originali di Ettore D’Agostino, le appropriate coreografie di Giorgia Torrisi, le scenografie digitali  accattivanti realizzate da Andrea Ardizzone ed in modo tradizionale da Mario Rocca,  con gli opportuni ed eleganti costumi di scena realizzati da Baco di Seta, “Il principe ranocchio” è una commedia musicale in due atti molto divertente e fantasiosa ricca di tanti buoni valori ed insegnamenti, preziosi precetti di vita.

Primo grande insegnamento, al di sopra di ogni altro è che la cultura è potenza e ci rende liberi. La sete di conoscenza viene stimolata principalmente da menti intelligenti ed argute e ciò permettere di vedere oltre ogni cosa, di scendere in profondità risalendo con consapevolezza e metodo alla verità senza farsi vincere da pregiudizi ed apparenze.

Il particolare timbro vocale de “La più amata dagli italiani”,  Lorella Cuccarini, apre il musical “Il principe ranocchio” fatto di buoni e genuini sentimenti sottolineando l’inestimabile valore dell’amore, l’importanza dell’amicizia e del rispetto delle diversità, condannando l’emarginazione e il bullismo.

Poesia, magia, emozioni: questi sono solo alcuni dei molti ingredienti di questa messa in scena fatta da grandi professionisti seri e preparatissimi. Le fiabe premono i tasti giusti dell’anima, ancora più forte quando sono fatti con il cuore e con grande maestria, come in questo caso.

Si racconta la storia di Cracrà, il principe trasformato da piccolo in un  ranocchio dalla sua strega-madrina la, interpretato in scena dal bravissimo  Daniele Virzì, e della principessa Lorelai, sulla scena la capace e con una melodiosa voce,  Floriana Renna. Stregonerie, magie, grandi lotte per salvare l’amata e l’uomo che l’ha cresciuto, Enrico; ardui combattimenti contro la strega, ben interpretata da Giovanna Sesto, e le angherie del bello, vanitoso ma ignorante e perfido principe Visodoro, un eccezionale e divertentissimo, esuberante  Massimo Giusetolisi. Completano il cast i bravissimi Giorgio Cantone,  Ester Salerno, Davide Rao, Leonardo Monaco, Federica Fischetti, Pietro Grasso, Valeria Mazzaglia e Giuseppe Miller.

Sarà la cultura a rendere libero il principe ranocchio, libero di scegliere seguendo il proprio cuore.   Una lezione di vita che vede il bene trionfare sul male, i valori vincere le cattiverie del mondo.

Come in ogni favola che si rispetti, sarà il bacio d’amore vero della principessa Lorelai a trasformare Cracrà in un bellissimo principe.

La fantasia è un’alleata preziosa della mente e ci permette di conservare quel “fanciullino” che alberga in ognuno di noi. Il segreto è non permettere mai che egli muoia nutrendolo sempre di entusiasmo e speranza.

“Il principe ranocchio” nella versione di Bisicchia-Giustolisi convince ed avvince, trascina ed infervora: quando c’è passione in ciò che si fa, il trionfo non può mancare.

“Niente è come sembra anche se il sembra a volte è bellissimo”.

(Cit.)

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