“LE ANIME DI TREZZA – L’ULTIMO PADRON ‘NTONI” AL MUST MUSCO TEATRO DI CATANIA

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Debutta giovedì 16 gennaio c.a. alle ore 21,00 al Must Musco Teatro di Catania lo spettacolo “Le anime di Trezza – l’ultimo Padron ‘Ntoni – omaggio a Marcello Perracchio e al maestro Lamberto Puggelli.

CATANIA: L’Associazione TAI MA MU presenta al Must Musco Teatro di Catania“LE ANIME DI TREZZA – l’ultimo Padron ‘Ntoni” di Antonietta Sturiale, adattamento e regia di Berta Ceglie, omaggio ai compianti artisti MARCELLO PERRACCHIO (nel giorno del suo compleanno) e LAMBERTO PUGGELLI.

SCHEDA DELLO SPETTACOLO:               

“LE ANIME DI TREZZA” (l’ultimo Padron ‘Ntoni)

Omaggio a Marcello Perracchio e al M° Lamberto Puggelli

Con le anime immateriali: il maestro Lamberto Puggelli (narratore VFC), David Coco (Bastianazzo) ,  Marcello Perracchio (Padron ‘Ntoni), Amalia Contarini (Maruzza La Longa), Mario Opinato (‘Ntoni), Elmo Ler (Luca), Laura Tornambene (Mena), Lucia Portale (Lia), Dario Castro (Alessi).                                                               

In scena Berta Ceglie in Lo Spirito di Trezza   – Veggente, musica e canto  Maurizio Maiorana,  movimenti scenici  del maestro  Teresa Bortolot, costumi di Giorgia Salvo, regia video Giovanni Lombardo, direttore allestimenti Lorenzo Tropea, segretaria di produzione Anna Ruggeri, foto backstage E. Stanco e A. Ruggeri, assistente video Simone Caruso, performer Filippo Velardita, sound engineering Sergio Greco, grafica/ADS One Web Italia.

Note di regia

È un pretesto per poter raccogliere quanto di empirico unisce i sentimenti , i fatti, le circostanze di ogni essere, di ogni razza. È un pretesto, come lo fu per Verga, che accoglie tradizioni popolari che si esprimono tramite il rito, il canto e il movimento. Immateriali Le Anime di Trezza si raccontano e ci parlano.

Rarefatto e sospeso questo luogo non luogo poiché li accoglie tutti, così come l’urlo impietoso del mare che non ascolta “Tempesta ci fu, terribile, incessante: ne’ preghiere, ne’ imprecazioni poterono calmare questo mare d’ira e bestemmie di dei”.

Il testo mi ha suggerito ciò che ho “visto “, un pretesto

Dove incontrarsi.

Berta Ceglie.

Note dell’autrice

L’idea de “Le Anime di Trezza” è arrivata come una folgorazione.

Nella mente avvertivo gli echi dell’eternità con il solo bagaglio dei ricordi e questi ricordi appartengono ad una famiglia molto conosciuta, una di quelle famiglie piena di valori e dignità: quella dei Malavoglia.

Li ho immaginati, o forse sarebbe meglio dire, li ho “visionati” come una sorta di evocazione mistica e li ho ascoltati mentre si raccontavano con un’espressione di chi guarda a distanza, distaccandosi dal  sé.

Una confessione intima, a tratti greve come un macigno che ti cade in testa stordendoti.

L’atmosfera arcana avvolge ogni singolo, glorioso membro della famiglia patriarcale: dal “signore delle sentenze marinare”,  Padron ‘Ntoni, al figlio Bastianazzo morto durante una tempesta sulla Provvidenza.

E poi Maruzza detta La Longa, moglie di Bastianazzo, donna ligia al dovere e madre preziosa dei suoi cinque figli dall’indole molto diversa l’uno dall’altro: ‘Ntoni, Luca, Alessi, Mena e Lia.

Li ho immaginati inquilini  del Paradiso, luogo dove la coscienza diventa Dio e dove le frequenze universali divengono potenti, tangibili, vivide.

La sensazione di “sospensione” mentre scrivevo di loro quasi rapita da chissà quale entità benefica, era palpitante, il senso di benessere mi ha completamente avvolta come un abbraccio insperato.

L’incontro di questo testo teatrale con la bravissima attrice, autrice e regista Berta Ceglie è stato il completamento, l’arricchimento di tutto: due anime sensibili che si ritrovano e che vibranti pongono l’orecchio dell’anima all’ascolto di una famiglia che ha tanto da dire, tanto da trasmettere e ancora tanto da dare ad una società diventata sorda e presuntuosa ma soprattutto senza valori e senza fede.

Un lavoro “unico” nel suo genere  proprio perché riguarda quei luoghi  particolari del mondo parallelo in cui tanto speriamo: il sussurro delle energie universali che soltanto spiriti elevati riescono a catturare con la piena sensibilità dell’animo.

Adesso chiudiamo gli occhi e accendiamo lo spirito: qualcuno vuol dirci qualcosa di veramente importante, qualcuno vuole regalarci una meravigliosa speranza.                                                      (Antonietta Sturiale)

La nota dei costumi di Giorgia Salvo

La poetica de”Le anime di Trezza” è fortemente evocativa , proprio in questa ottica il costume è volutamente simbolistico e pregno di richiami cromatici allusivi e suggestivi.

Il blu del grande mare, che muta eppur resta immutabile, si fa presenza simbolica in panneggi di velluto che mutano di forme,e donano quadri scenici sempre differenti. Come sottintendere quel cammino interiore “faticoso, incessante, flebile e fatale dei personaggi verghiani.”

Attraverso l’uso del bianco, e di stratificazioni tessili impalpabili, l’intento è rendere ‘fisico’ uno sguardo. E’ lo spettro di un sentire che si fa presenza e assenza al tempo stesso. Uno sguardo che non si lascia trasportare dalla fiumana di eventi e sentimenti trattati, tutt’altro; esso le coglie ,le accompagna e le consegna allo spettatore,dileguandosi a tratti, legando e sciogliendo gli eventi alla storia, tessendo quel filo impalpabile che lega la finzione scenica alla realtà.

Ridotto Associazione Tai Ma Mu euro 15,00
Intero euro 18,00 più prevendita
Numeri prevendita : 347 9987845
www.ticketone.it
www.tickettando.it

Berta Ceglie – Regista ed interprete
Marcello Perracchio

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