Ricerca vocale e SEO: come ottimizzare le pagine per la vocal search

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Ottimizzare i contenuti del tuo sito web, blog o e-commerce per la ricerca vocale offre un importante vantaggio competitivo: la possibilità di intercettare ricerche eseguite senza uso di tastiere e schermi, ma capaci di generare un’importante visibilità o, direttamente, conversioni.


Proseguendo nella lettura, scoprirai come impostare una strategia SEO orientata alla vocal search e quali aspetti considerare per aumentare le chance di essere tra i risultati suggeriti da Google, Alexa, Siri e gli altri assistenti vocali.

Keyword research per l’ottimizzazione in chiave vocale

Le ricerche effettuate tramite l’uso della voce sono, per loro natura, molto più discorsive rispetto a quelle digitate sulla tastiera. Così, se l’utente che effettua una ricerca su computer da desktop potrebbe digitare “come cambiare ruota”, chi interroga il proprio smartphone tenderà ad esprimersi in modo più naturale, con una domanda del tipo “come si cambia una ruota bucata?”.

Keyword e keyphrase

In fase di selezione delle parole chiave per le quali ottimizzare una pagina di servizio del sito, un post sul blog o anche una categoria merceologica dell’e-commerce, diventa utile concentrare l’attenzione su quelle keyword formate da almeno 3-4 parole, declinate in forma discorsiva (ad esempio “gomma bucata costo riparazione” o, meglio ancora, “quanto costa riparare una gomma bucata”).

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads, Ubersuggest e tool simili rimangono le risorse migliori per individuare questo tipo di keyword.

Long tail keyword

Sempre in questa ottica, un’utile strategia è quella di includere nel proprio set di parole chiave anche molte “long tail keyword”, vale a dire quelle query formate da molti termini (anche più di 5). Di norma, queste parole chiave presentano volumi di ricerca molto bassi. Tuttavia, permettono di intercettare utenti interessati ad argomenti e aspetti ben precisi, per di più ricalcando un linguaggio discorsivo e naturale.

Utilizzando Google Suggest (ovvero i suggerimenti mostrati da Google quando si inizia a digitare una query nella barra di ricerca) è possibile scovare long tail keyword interessanti (ad esempio, “cambiare gomme auto fai da te”, “come cambiare gli pneumatici dell’auto”, “funzionamento del cric per cambio gomme”, ecc.).

Query in forma di quesito

Infine, vanno prese in considerazione tutte quelle ricerche espresse in forma di domanda, che di fatto rispecchiano perfettamente il tipo di richieste rivolte dagli utenti ai dispositivi mobile e agli assistenti vocali.

Tool online come Answerthepublic.com semplificano molto questa attività, fornendo interessanti liste di suggerimenti (ad esempio “come cambiare gomma Audi A3?”, “come cambiare gomma alla Smart?”, “quando cambiare gomme macchina?”, “cambiare solo gomme o anche cerchi?”, ecc.).

Appunta tutte le keyword individuate in un foglio di calcolo, eventualmente segnando anche i volumi di ricerca corrispondenti e preparati per la fase successiva del lavoro.

Come ottimizzare un contenuto web per la ricerca vocale

Google risponde alle query vocali riportando il contenuto evidenziato all’interno del cosiddetto “featured snippet”, il risultato in primo piano mostrato per molte long tail keyword che mirano a risolvere un problema pratico o ad ottenere una risposta immediata.

La strategia più efficace per intercettare il traffico generato dalle ricerche vocali consiste nel dar vita a pagine delle FAQ, ovvero organizzate nella forma domanda/risposta.

Non solo: nel selezionare le risposte alle query vocali, Google sembra prediligere pagine con contenuti corposi. Per questa ragione, è consigliabile creare pagine incentrate su un tema specifico (ad esempio, le modalità di sostituzione di uno pneumatico bucato), inserendo all’interno del testo una sezione relativa alle domande frequenti. Più in generale, il consiglio è quello di accorpare tutte le long tail keyword correlate all’interno della stessa pagina, ovviamente sempre in modo naturale e sensato.

Le risposte evidenziate da Google all’interno dei featured snippet e quelle lette da dispositivi come Google Home presentano caratteristiche ben precise:

  • sono brevi (in media circa 30 parole);
  • utilizzano un linguaggio naturale, semplice e diretto;
  • spesso integrano liste puntate o tabelle.

Nello scrivere le risposte ai quesiti inseriti nella pagina, ricorda di essere sintetico e di preferire uno stile discorsivo, quasi colloquiale, come se stessi parlando con il tuo lettore, questa è la preziosa indicazione di chi opera nel settore del digital marketing da decenni.

Valorizza keyword, long tail keyword e query relative a domande inserendole all’interno della pagina come h2 o h3, aggiungendo sempre articoli e preposizioni (ad esempio, “qual è il costo di riparazione di una gomma bucata?”, “il funzionamento del cric per il cambio delle gomme”, ecc.).

A queste indicazioni, se ne aggiungo altre di stampo più generale. Per aumentare le chance di comparire tra i risultati di una ricerca vocale, occorre lavorare anche su:

  • tempi di caricamento del sito;
  • autorità del dominio.

Ottimizzare questi aspetti richiede necessariamente la consulenza di esperti SEO e, eventualmente, l’attivazione di una campagna di posizionamento per il tuo progetto online.

Perché ottimizzare i contenuti per la ricerca vocale

Il 20% delle ricerche effettuate su Google con lo smartphone avviene tramite vocal search: stando ai dati ufficiali comunicati dal colosso di Mountain View, sempre più utenti interrogano il motore di ricerca con query vocali.

Il trend è confermato anche dal crescente successo dei vari assistenti domestici smart (Google Home, Amazon Echo, ecc.) e dalla scelta di Big G di investire nello sviluppo di aggiornamenti dei suoi algoritmi di ricerca sempre più orientati alla comprensione del linguaggio naturale (ovvero di quello parlato).

Creare contenuti ottimizzati anche in chiave vocal search può offrire un importante vantaggio competitivo: quello di intercettare le sempre più numerose ricerche degli utenti che preferiscono l’uso della voce a quello della tastiera e che sono in cerca di una risposta immediata alle loro esigenze (informative, ma anche di acquisto di beni o servizi).

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