“ANTUDO – Il coraggio è il tuo Signore”: i “cani sciolti” dal potere

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Da sinistra Paolo Toti, Raffaella Esposito, Eliana Silvia Esposito, Giuseppe Aiello

Meritatissimi applausi per un testo coraggioso e geniale, “Antudo – il coraggio è il tuo Signore” di Eliana Silvia Esposito, al Teatro del Canovaccio di Catania in scena dal 6 al 8 febbraio e dal 13 al 15 febbraio c.a.

“A Santo Trovato indipendentista storico catanese che mi ha aperto gli occhi e contagiato l’amuri ppi sta terra.

(Eliana Silvia Esposito)

Tutti omologati, tutti con il “lavaggio del cervello” ben studiato, tutti  controllati da diavolerie tecnologiche per bloccare, modificare il nostro libero pensiero. In “Antudo”  veniamo proiettati in un futuro possibile, in un futuro che è il prolungamento di un passato di soprusi e violazioni perpetrati ai danni di una Terra che vanta l’orgoglio di possedere una tal bellezza intrinseca da attirare popoli di ogni sorta di provenienza e cultura.

L’atto unico “Antudo – il coraggio è il tuo Signore” della geniale, ancestrale Eliana Silvia Esposito che ne cura pure la regia con meticolosità e grande professionalità, è un viaggio affascinante e fantascientifico nel futuro dove il mondo è sotto lo spietato controllo del potere costituito.

Antudo, acronimo di ANimus TUus Dominus (il coraggio è il tuo signore) è l’urlo indipendentista dei congiurati siciliani e lo era pure del MIS (Movimento Indipendentista Siciliano) e dell’EVIS (Esercito Volontario per l’indipendenza della Sicilia). Anche se le origini del termine Antudo non sono certe, il suo suono possiede una grande potenza evocatrice, una fortissima spinta ad agire con onore ed orgoglio.

Il testo è avvincente, coinvolgente, acuto ed ingegnoso; la messa in scena sorprendente che intriga oltremisura il numeroso pubblico: una spy story che non ha nulla di scontato e prevedibile e che vanta la partecipazione in video di eccellenti  attori quali Carmela Buffa Calleo, Mariagrazia Cavallaro, Luciano Leotta, Salvo Motta, Alberto Abbadessa; regia video e montaggio di Alessandro Marinaro, riprese e montaggio corto FINO LA LEGGIA, disegno luci Simone Raimondo, costumi Ariana Talio, acting coach Carmela Buffa Calleo, musiche di Vincenzo Bellini, aiuto regia Angie Bizimoska, scenografia ed effetti di Al Valenti.

Antudo è la coscienza che prende coscienza di se stessa, il risveglio, l’illuminazione, l’abbattimento di ogni sorta di bugia di cui lo stato ci nutre senza avere fame alcuna; Antudo è, metaforicamente, la sveglia che fa ridestare la dignità del siciliano.

I tre protagonisti, Santo, Antonio e Piera condividono un’esperienza unica che li porta a riagguantare quella condizione di indipendenza che qualcuno ha estorto loro senza averne diritto.

La bravissima attrice, con grande esperienza e preparazione, sempre abile in ogni ruolo che interpreta, Raffaella Esposito, è sulla scena Piera, donna determinata, concreta che vanta grande intuito ed intelligenza.

L’eccellente attore Paolo Toti, con magnifica forza interpretativa in ogni cambio d’emozione del personaggio che interpreta, è l’indipendentista Santo.

Completa l’affiatatissimo trio, il valido ed espressivo attore Giuseppe Aiello, sulla scena Antonio.

Il messaggio dell’originale e geniale lavoro  di Eliana Silvia Esposito è forte e chiaro: la Sicilia è a statuto speciale, non può e non deve dipendere da nessuno mentre nella realtà i suoi abitanti hanno permesso che la colonizzassero, la schiavizzassero rendendola succube ed in balia di un sistema corrotto fino al midollo.

I siciliani vengono chiamati terroni e mafiosi quando la vera mafia è allocata in quei palazzi dove si fanno le leggi studiate da strateghi manipolatori che hanno deciso di fare della Sicilia la discarica delle loro nefandezze.

La vera libertà sta nella collaborazione onesta e mai nell’assoggettamento e nella sopraffazione, sta nel rispetto della terra altrui e della sua storia, delle altrui tradizioni.

Noi siciliani abbiamo il DOVERE di onorare e far onorare,  tutti quegli uomini  che hanno pagato con le loro vite la personale  battaglia contro ingiustizie e mafia  come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Antudo è un lavoro teatrale unico, sbalorditivo che dovrebbe calcare ogni palcoscenico del nostro Bel Paese proprio per risvegliare quelle coscienze intorpidite, poco o quasi niente informate, inconsapevoli della propria pericolosissima ignoranza.

Un grido si eleva dalla Terra di Sicilia rivolto allo Stato italiano oppressore: ora, “mutu statti”che parlo io. “Ora ti struppiu! ANTUDO!!!

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