Il cibo poco sano compromette la linea e il cervello

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Da molto tempo gli esperti mettono in guardia dal consumo di alimenti poco sani e dal seguire un regime alimentare ricco di grassi saturi, di zuccheri raffinati e povero di fibre.

Le diete in stile occidentale, caratterizzate da alimenti ricchi di zucchero, sale, grassi, proteine di carne rossa, hamburger, carne lavorata, pasti pronti, patatine fritte… erano state già associate allo sviluppo di malattie legate all’obesità, come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e l’alta pressione sanguigna.

Ora, gli autori di un nuovo studio, pubblicato su Royal Society Open Science, hanno trovato che il cibo poco sano compromette, in poco tempo, la funzione ippocampale, facendo perdere l’autocontrollo.

Dal nuovo studio, è emerso che passare da una dieta sana a una dieta occidentale (con alto contenuto di grassi e zuccheri aggiunti) anche per poco tempo, ad esempio per una settimana, può compromettere significativamente la funzione cognitiva e spronare le persone a mangiare di più, anche quando sono piene.

Modifiche nell’ippocampo, una regione del cervello che ha un ruolo importante nell’apprendimento e nella memoria, pare sia il motivo più probabile di questi danni.

Gli psicologi della Macquarie University di Sydney per giungere a queste conclusioni hanno arruolato 110 giovani studenti magri, di età compresa tra i 20 e i 23 anni, che generalmente seguivano una dieta sana.

Una metà degli studenti, scelta casualmente, doveva seguire una dieta occidentale, basata sul cibo spazzatura, per un’intera settimana, mentre l’altra metà doveva continuare con la sua dieta normale.

Alla fine dello studio, i ricercatori hanno scoperto che coloro i quali avevano seguito una dieta occidentale, erano attratti da alimenti come snack e cioccolato, anche da sazi, ottenendo un punteggio peggiore sui test di memoria.

I giovani magri e sani, dunque, se esposti per una settimana a una dieta a base di cibo spazzatura sviluppavano una funzione ippocampale alterata e un desiderio relativamente maggiore, rispetto agli altri, di consumare cibo spazzatura, da sazi.

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