“LO SCOGLIO DEL LEONE” un film di Rosario Scandura premiato al Festival del cinema di Roma

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Data ufficiale di uscita, 28 Gennaio 2020. Ieri, in proiezione al cinema King di Catania e prossimamente a grande richiesta, il 19 e 20 Marzo al Margherita Multisala di Acireale, un film di Rosario Scandura con le musiche di Fabio Abate e un cast brillante di talentuosi artisti siciliani e non solo.

Nel piccolo borgo marinaro di Santa Maria La Scala vive Saro, un ragazzino, figlio di umili pescatori. Attorno e vicino a lui, suo nonno, figura importante e guida affettiva, una donna di nome Aida di origini marocchine che chiama zia e la sua nipotina Consuelo. Divenuto adulto, Saro si innamora di Maria ma la differenza di ceto sociale segnerà il limite invalicabile alla loro storia fino alla rottura definitiva del loro rapporto. Da questa deludente esperienza e dalla dolorosa morte del nonno, Saro trova la forza e l’audacia per andare via dalla Sicilia e trasferirsi a Roma dove si guadagna da vivere come operatore ecologico. Qui, dopo aver perso gli amori più importanti della sua vita di adolescente, si arrende ad una vita di sregolatezza affettiva perché non crede più nell’amore e nei legami quando, l’inaspettato incontro con Consuelo, divenuta una bellissima ragazza, lo ravvede e i due si innamorano e perfino si sposano. Intanto, vicino a quello scoglio del borgo di Santa Maria La Scala in cui Saro è nato e cresciuto, sono in corso degli atti di abusivismo e di degrado ambientale per la costruzione di una struttura alberghiera. Saro torna in Sicilia per impedirne la realizzazione scontrandosi, ahimè ,con l’anarchia locale.

Ancora una volta il talento in Sicilia, mostra i suoi frutti attraverso una denuncia sociale. I bravissimi interpreti quali Marco Iermanò, Rosanna Sapia, Pier Giuseppe Giuffrida, Laura Gigante, Federico Guglielmino, Gino Astorina, Alfio Sorbello ci regalano uno scenario ricco di emozioni per la regia attenta di Rosario Scandura che lascia trapelare in 97 minuti tutto l’amore e l’attaccamento a quei luoghi tra Acireale e Santa Maria La Scala dove sono state eseguite gran parte delle riprese e dove è cresciuto egli stesso. A fare da cornice, le musiche di Fabio Abate quasi mai invadenti ma essenziali, concepite probabilmente per dare spazio alle immagini e renderle le vere protagoniste del film. Tra amori vissuti e non o riscoperti, tra legami inconfutabili ed eterni come quello tra nonno e nipote, l’amore per la propria terra ora contaminata, ora dissoluta, ora colpevole, ora assolta perché culla di civiltà e patrimonio culturale che con le sue bellezze e la sua saggezza ci perdona tutto. La scelta azzeccata di mantenere dialoghi in dialetto senza necessità di sottotitoli, rafforzano l’appartenenza a quei luoghi e ne evidenziano tradizioni ed esperienza anche quando rabbia e delusione sembrano staccarci da quel cordone ombelicale per osare e cercare verità altrove. Oltre ai sentimenti contrastati tra ragazzi e adulti, un film giovane e intraprendente, dove stima e coraggio muovono i binari verso una unica direzione di giustizia.

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